Francesca Duscià un ponte tra scienza e trascendenza

© Francesca Duscià

 

Dal 04 Luglio 2017 al 31 Luglio 2017

Venezia

Luogo: Spazio El Magazen dell’arte

Curatori: Ermanno Tedeschi

E-Mail info: francesca@casadorofungher.com


Comunicato Stampa:
“Nessuna grande scoperta è mai stata fatta
senza una audace congettura.” 
Sir Isaac Newton
 
Mistica, meccanica, fisica quantistica e scienza segnano le transizioni tra i periodi della storia culturale e della ricerca dell’uomo dall’antichità al medioevo, dall’umanesimo sino al novecento e oltre. É come se, particolari energie intellettuali, si propagassero in un tempo e un luogo definito, influenzando movimenti culturali e espressioni creative di cui, solo a posteriori, si arriverà ad un ritratto di sintesi consapevole.
L’essere umano ha esaurito i suoi temi, la vera avanguardia viene dalle scienze che oltre a porsi questioni tecniche, scoprono nuove connessioni anche con l’esigenza di trascendentale” osserva Francesca Duscià – “Sono convinta che l’era dell’arte come rappresentazione della  scienza, di cui ha parlato il premio nobel  per la fisica Ricard Feynman, sia arrivata”.
 
I lavori esposti nella personale di Venezia aperta dal 4 al  31 luglio nello spazio El Magazen dell’Arte curata da Ermanno Tedeschi, scaturiscono dalla ricerca, dalla studio degli esiti delle grandi scoperte scientifiche e da una profonda attenzione al divino: “le opere di Francesca Duscià, ricalcano esteticamente codici rinascimentali, anche nell’uso della tecnica ad olio, e come nella pittura antica sono ricche di simboli e allegorie – spiega Tedeschi – ma al tempo stesso sono pienamente contemporanee. I concetti scientifici, matematici nella sua dimensione più attuale, interagiscono con le radici della sapienza della verità che ritroviamo nella Torah e nella Bibbia,  delle cui citazioni sono intrisi i quadri dell’artista.”
 
Infatti le tele per la personale veneziana nascono sotto la suggestione dell’Isaac Newton alchemico, i cui studi cercavano sinergie tra la materia e le profezie bibliche, analizzavano le movenze dei riti celebrativi e quelli dei pianeti, la sacralità dei luoghi in rapporto alle proporzioni dei edifici come nel tempio di Salomone.
Le grandi domande su come è nata la vita, l’universo, la conservazione del pianeta, il concetto di vuoto che è filosofico, così come scientifico e matematico, con la definizione di materia e antimateria, sono questioni su cui mi interrogo e mi stimolano. Per questa personale sono partita da Isaac Newton che oltre ad esser scienziato è stato anche alchimista. – prosegue la Duscià – un pensatore geniale, che però non si è mai arreso alla sola logica dei numeri, ma ha sempre indagato oltre.”
Il risultato di questi studi si concretizzano in opere di forte impatto e grandi dimensioni che richiedono una lettura per decantazione: come Mezuzah in cui Santa Cecilia e il pianeta Giove gravitano in uno spazio assoluto nel quale avvengono fenomeni spirituali e dove le leggi della prospettiva sono vinte da quelle dell’infinito.
Infatti Duscià si muove in un orizzonte nuovo, in cui i moderni pensatori di scienza si interfacciano, in un avveniristico umanesimo, con gli artisti; nel quale pragmatismo, logica, perfezione e rigore sono alla base del lavoro di entrambi. In cui l’attesa per gli sviluppi sulla teoria dell’inflatone tiene con il fiato sospeso tutti.
 
Un’extrascienza che si fa arte in cui le scoperte, assumono forme liriche in cui lo spettatore può addentrarsi oltre al piacere visivo, scoprendo più piani di lettura. Un tornare all’ermetismo esoterico delle verità nascoste, ma con la consapevolezza di aver provato che la particella di Dio esiste davvero.

Francesca Duscià, romana con radici napoletane e genovesi, ha studiato storia dell’arte moderna, oltre a  filosofia e storia delle religioni in particolare concentrandosi su cattolicesimo ed ebraismo i cui simboli tornano frequentemente nelle sue opere. Ama il rinascimento e Paolo Veronese, ma si avvicina alla scienza, fisica, astrofisica alla ricerca di risposte emotive e di belle menti con cui confrontarsi con un approccio antropologico. Le sue opere nascono da questo mix di studi, costante consapevolezza e concetto italico di bellezza. Ha esposto in diverse collettive a cura di Ermanno Tedeschi tra cui Ricordi Futuri a Palazzo Mazzetti di Asti nel 2016, Il Segno della Memoria al Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2017 e una personale a Roma prezzo Palazzo Taverna nel 2016.
 
Ermanno Tedeschi nasce a Torino nel 1961, si laurea in legge nel 1984. Le Sue esperienze professionali sono molteplici dalla finanza alla politica e all'arte. L'arte è stata sempre una sua passione fino da ragazzo quando ha incominciato a frequentare studi di artisti, collezionisti, gallerie e musei in Italia ed all'estero. Tedeschi si è occupato di arte e cultura nel settore pubblico e museale prima come Vice- Presidente della Commissione Cultura del Comune Di Torino, come Presidente dell'associazione amici della Galleria D'Arte Moderna di Torino e dell'associazione Italiana Amici del Museo di Tel Aviv in Italia. Nel 2000 inaugura la prima galleria a Torino con Licia Mattioli attuale Vice Presidente di Confindustria e nel 2004 apre la Ermanno Tedeschi Gallery nella stessa città' ed in seguito espande la sua attività di gallerista a Milano, Roma e Tel-Aviv. Dal 2014 intraprende l’attività di curatore per importanti mostre in spazi pubblici e privati.
Attualmente è curatore dello spazio dedicato al segno e alla scrittura nell'arte moderna e contemporanea nell'Officina della Scrittura di Torino, è, da due anni, direttore artistico della Fondazione Meneghetti e di altri progetti in Italia ed all'estero. Tra le ultime mostre di cui è stato curatore si ricorda La Spiritualità nell'Arte nel Complesso di San Francesco a Cuneo, Ricordi Futuri al Museo Palazzo Mazzetti di Asti, Da'at. I numeri della creazione di Tobia Rava' a Sabbioneta Palazzo Ducale, la monografica di Antonio Meneghetti al Vittoriano a Roma e Our Trash di Francesca Leone alla Triennale di Milano, Il Segno della Memoria, Bruxelles Parlamento Europeo e Ricordi Futuri 2.0 al Torino Polo Museale del 900'. Ricopre diverse cariche all’estero: è impegnato nel comitato artistico di Grand Paris Expreess (nuova metropolitana di Parigi), attualmente è membro del Board dell'Israel Museum di Gerusalemm  e Presidente della Jerusalem Foundation Italia.
 
 

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