In occasione della Notte dei Musei sarà possibile visitare la mostra, inauurata da pochi giorni, 'Anastatica sensibile' di Daniela Di Maro, vincitrice della I edizione del Concorso Un'Opera per il CastelloA conclusione della prima edizione del concorso giovani artisti 2011 “Un’opera per il Castello” , presentata lo scorso giugno con il titolo Questo lo saprei fare anch'io. Il contemporaneo ricerca il suo pubblico, nella mostra sono illustrati, insieme all’opera della vincitrice Daniela Di Maro, anche i progetti dei dieci artisti finalisti selezionati dalla giuria.
Alessio Ballerini\Pietro Riparbelli, Castle Sound - Giulia Beretta\Francesca Borrelli\Silvia Lacatena , Altalene - Fabrizio Cotognini, Migrazione\Immigrazione - Giulio Delvè, Cambiamento di paradigma - Francesco Fossati, Follow me, without exception (Menzione speciale della giuria) - Michele Giangrande, Arca - Domenico Antonio Mancini, 30 22 8070 - Mariagrazia Pontorno, I guardiani del castello - Antonella Raio, The Bridge - Cristiano Tassinari, “26 letters”.
Daniela Di Maro, Anastatica sensibile
La giuria ha premiato il progetto di Daniela Di Maro, Anastatica sensibile, apprezzandone, in particolare, il contenuto poetico e visivo, in sintonia con il tema indicato nel bando che intendeva innanzitutto “suggerire alle giovani generazioni di artisti una riflessione sui molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo e del rapporto con il pubblico”. Il progetto, inedito e commisurato alla specificità del luogo (come da bando), ha suscitato interesse nella giuria che ne ha apprezzato le qualità estetiche e la capacità di declinarle mediante un rapporto di interazione tra organico e inorganico, tra natura e tecnologia, riuscendo “a coinvolgere e suggestionare emotivamente e intellettualmente” il pubblico. In particolare il progetto propone un significativo slittamento di senso del ruolo del pubblico, che da fruitore generico diventa consapevole e avvertito artefice della sopravvivenza dell’opera stessa. La responsabilizzazione del pubblico consiste nel legame imprescindibile che viene istituito tra questi e l’opera, perché solo attraverso le sue azioni, che dovranno essere misurate ma necessarie, sarà garantita non solo la riconoscibilità del lavoro, nella duplice accezione artistica ed estetica e , quindi, il suo funzionamento come manufatto, ma anche la sua trasmissione, cura e conservazione nel tempo, affinché l’opera non deperisca. In tal modo il progetto premiato istituisce “un legame tra pratica artistica e fenomenologia del quotidiano”, offerto come spunto di riflessione teorica dal bando.