'LAZZI SBERLEFFI DIPINTI', DARIO FO IN MOSTRA A MILANO

25/03/2012

WEB: http://arteinforma.blogspot.com/2012/03/lazzi-sberleffi-dipinti-dario-fo-in.html



'LAZZI SBERLEFFI DIPINTI', DARIO FO IN MOSTRA A MILANODARIO FO A MILANO – Lazzi, sberleffi e dipinti. Con una mostra, un calendario d’incontri e la ricostruzione della sua bottega d’artista, la città di Milano rende omaggio a Dario Fo. Dal 24 marzo al 3 giugno, palazzo Reale ospita 400 opere di questo premio Nobel per la Letteratura (1997) che con la pittura è nato e dalla narrazione per immagine non è mai andato via. www.mostradariofo.it“Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o digrotteschi satirici”, dice Fo che nella sua città – non quella natale ma il luogo dove s’è formato, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti e dove la sua passione per la parola è diventata mestiere – finalmente riesce a raccogliere il doveroso tributo grazie alla collaborazione tra Comune, Compagnia teatrale Dario Fo – Franca Rame e la Fondazione Mazzotta. “Colmiamo oggi con un ritardo ingiustificabile il debito che Milano ha contratto con un suo cittadino straordinario – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri, presentando ieri  gli eventi e la mostra  –. Una personalità che ha inciso profondamente sulla cultura, l’arte e la politica italiana e internazionale degli ultimi sessant’anni. Con questa serie di iniziative, non solo rendiamo il dovuto omaggio a un artista che ha studiato, lavorato e vissuto a Milano, ma vogliamo anche valorizzare lo straordinario e unico processo creativo che caratterizza il suo genio: un percorso che nasce dalla pittura per poi trasformarsi in immagine, da lì in gesto, poi in parola, e infine in testo scritto. Per testimoniare la grande attenzione internazionale verso l’omaggio che Milano dedica a Dario Fo – ha poi annunciato l’assessore Boeri – il primo aprile, qui in Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, Hans Hulrich Obrist, uno dei massimi curatori della scena dell’arte contemporanea, intervisterà Dario Fo, in un dialogo pubblico che coinvolgerà tutta la città“.Un tributo che mette in scena, sottolineandolo, l’aspetto meno frequentato dell’artista: quello del pittore. Pittura come punto cardine di tutto il suo linguaggio espressivo.Le oltre 400 opere esposte attraversano una grande varietà di stili e tecniche: dalle pitture a olio su tela dei primi anni ai collages e agli arazzi, fino ai monumentali acrilici più recenti. Lungo il percorso anche oggetti di scena, maschere, marionette e burattini, tra cui quelli storici appartenuti alla famiglia Rame. E poi disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costumi, fondali, scenografie, locandine e stampe che per osmosi sono diventati parte integrante della drammaturgia della Compagnia Teatrale Fo – Rame.Seguendo un incedere cronologico la mostra si apre con una sezione sulla formazione pittorica di Fo: i primi studi sul natio Lago Maggiore, la frequentazione dell’Accademia di Brera, dove incontra maestri e compagni come Achille Funi. Imprescindibile alla narrazione l’incontro con Franca Rame, avvenuto nel 1952. Appartenente a una famiglia di artisti girovaghi che dal Seicento ha operato nel solco delle antiche tradizioni teatrali legate alla commedia dell’arte, Franca rivela a Dario Fo la satira come strumento fondamentale per la propria elaborazione artistica.Per il visitatore la sorpresa di ritrovarsi catapultato in un percorso che attraverso il medium delle sperimentazioni di Fo, traccia la storia stessa dell’arte. Dalle opere ispirate all’arte primitiva e alle incisoni rupestri, ai linguaggi della classicità greca e romana, giungendo alla ieratica e sacrale preziosità dei mosaici ravennati e bizantini.Centrale è però l’interesse di Dario Fo per l’arte del Medioevo e del Rinascimento e per le rispettive straordinarie esperienze teatrali e artistiche, come testimoniato dai lavori che celebrano i rilievi scultorei del Duomo di Modena e la decorazione del Duomo di Parma, insieme agli studi e dalle lezioni-spettacolo su Giotto e Pietro Cavallini, su Mantegna, Giulio Romano, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Correggio.Un percorso nella storia dell’arte che si ferma a Tiepolo, ma spostandosi nei secoli la ricerca di Fo cambia indirizzo virando sull’opera lirica e in particolare sull’amato Rossini, anche lui un creatore per immagini (non a caso la sua musica è stata saccheggiata dal cinema e dall’animazione).  Dal 1987 al 2002 Dario Fo s’impegna in una serie di regie d’opera per le quali elabora un’impressionante serie di tavole e disegni.Un capitolo a sé per il collettivo Teatrale La Comune, fondato da Dario Fo e Franca Rame nel 1974, rievocato coi dipinti che il surrealista cileno Sebastian Matta realizzò per lo spazio della Palazzina Liberty che ospitò l’esperienza. E a corredo del tutto una serie di video e spezzoni televisivi d’archivio, tra inediti montaggi di spettacoli, interviste e dichiarazioni di Dario Fo e Franca Rame, dei loro collaboratori.LA SATIRA – Il percorso espositivo si apre però con la satira politica e di costume da sempre praticata nell’arte di Dario Fo, in pittura e in teatro: questo discorso culmina nelle grandi tele “parlanti” realizzate appositamente per la mostra di Palazzo Reale. Il curatore della mostra Felice Cappa commenta così questa sezione : “Fedele alla dimensione narrativa della sua pittura, Fo propone alcuni fondamentali momenti politici della storia italiana degli ultimi anni e dei grandi avvenimenti internazionali dell’era della globalizzazione e della dittatura finanziaria. Sono inoltre documentate: la lunga fase del berlusconismo, la deriva e l’imbarbarimento della politica italiana, gli episodi di corruzione e speculazione edilizia, la mala gestione delle emergenze nei soccorsi alle zone colpite dai terremoti e così via. Questa sezione verrà ad arricchirsi con le opere che saranno terminate nella Bottega d’artista”.LA BOTTEGA D’ARTISTA – Per mostrare il legame tra Fo e la pittura, a Palazzo Reale è ricostruita la sua bottega d’artista, un vero e proprio “laboratorio” che aprirà in anteprima da oggi, 13 marzo, al 18.L’accesso è su prenotazione dalle 10 alle 12.20, mentre il Maestro lavorerà alle sue ultime opere, e ingresso libero dalle 12.30 alle 17.30 per osservare gli assistenti al lavoro e assistere alle proiezioni delle sue lezioni-spettacolo sulla storia dell’arte. È nella bottega – intesa nella sua accezione rinascimentale – che Dario Fo, partendo da disegni e dipinti, elabora i suoi canovacci portati poi sulla scena come testi grazie all’amorevole lavoro di stesura e riscrittura apportato da Franca Rame. Al termine della settimana l’atelier diventerà parte integrante dell’esposizione durante la quale è previsto un ampio calendario d’incontri e visite guidate.Segnala Antonella Colaninno

LEGGI TUTTO >