Palazzo Cigala Fulgosi: costruzione e restauro. Ricerca storica

13/03/2012

WEB: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1511165612.html


La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Parma e Piacenza organizza un seminario di studi sul tema Palazzo Cigala Fulgosi: costruzione e restauro. Ricerca storica. All’incontro partecipano il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici, arch. Luciano Serchia, la prof.ssa Marinella Pigozzi dell’Università degli Studi di Bologna, la dott.ssa Anna Còccioli Mastroviti della stessa Soprintendenza, gli architetti Paolo Pagani direttore del cantiere di restauro, e Giancarlo Borellini, dirigente architetto del Mibac e già funzionario della Soprintendenza di Parma e Piacenza.
Chairman, l’architetto Benito Dodi, presidente dell’Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori della provincia di Piacenza. La lettura del monumento passa attraverso la ricerca storica che è la base per la conoscenza del bene in tutte le sue forme. Dall’analisi diretta del monumento sarà possibile definirne le varie fasi di realizzazione e di trasformazione.
La documentazione storica relativa a questa importante residenza nobiliare e la mappa del catasto ducale attestano che all’inizio dell’Ottocento la dimora dei conti Cigala Fulgosi era dotata di ampie pertinenze rustiche, con ingresso dallo stradone Farnese, in seguito ampiamente ristrutturate. Al fronte principale est, che prospetta verso via S. Franca, si annette, a nord, una lunga manica, con due piccole corti di servizio, che si protende verso il giardino. L’appartamento al piano nobile in origine riceveva luce dalla loggia aperta sul giardino retrostante, successivamente tamponata e trasformata in corridoio di disimpegno. La presenza della loggia al termine dello scalone d’onore, con affaccio a ovest su una grande area verde, confinante con gli orti del monastero cistercense di S. Raimondo, è un elemento consueto nelle residenze patrizie a Piacenza. Il valore e l’interesse indiscussi del palazzo sono costituiti anche dai cicli decorativi scoperti nel corso dell’intervento di restauro avviato nel 2010 e tuttora in corso. Ulteriori indagini potranno meglio chiarire le fasi cronologiche architettoniche e decorative che, allo stato attuale degli studi, si ritiene possano risalire al XVII, al XVIII e alla fine del XIX - inizio XX secolo. Principalmente collocate neil corpo centrale del palazzo, le sale dipinte sembrano rifarsi alla tradizione decorativa locale non senza influenze della coeva cultura ornamentale lombarda. L’apparato ornamentale si deve alla committenza dei conti Cigala Fulgosi che nella prima metà del Novecento alienarono il palazzo.


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