Lylia Pavlovic-Dear. Acqua
Dal 5 May 2015 al 2 August 2015
Venezia
Luogo: Fondazione Querini Stampalia
Indirizzo: Santa Maria Formosa, Castello 5252
Orari: da martedì a domenica 10-18
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 041 2711411
E-Mail info: artecontemporanea@querinistampalia.org
Sito ufficiale: http://www.querinistampalia.org
Siamo sempre trasportati dall'originalità, la particolarità e l'innovazione del percorso pittorico di Lilya Pavlovic Dear, e d'altra parte da questa saggezza di insistere sulla fattura, la scrittura grafica che la caratterizzano.
Ad esser franchi, per quanto riguarda i suoi percorsi, scoperti in viaggi pittorici anteriori, mi pare che sia stato difficile per Lilya di non ritrovarsi tra cielo e terra nel cuore della Città dei Dogi, nello specifico, se si considera il suo riferimento a Marco Polo, avventuriero, marinaio, scopritore per eccellenza.
Così, trasportati da un ragionamento logico è del tutto naturale ritrovare la nostra artista plastica nel cuore di Venezia.
Senza dubbio, c'è nelle sue opere un colore veneziano, fluido, vibrante, scintillante, che passa a tonalità di rosso ocra, marrone ocra, giallo ocra, rosso carminio e verde veronese.
Questa città, miraggio dalla nebbia enigmatica, porta i colori tenui degli affreschi e delle stampe in semi toni. Tutto è gioco di riflessi, giochi di specchio, di riflessi prismatici luminosi. Il blu, il bianco, sotto i giochi di trasparenza, contengono una nota di intimità.
Qui, Lilya era compenetrata dall'acqua e dai suoi frementi colori effimeri, dai tempi di una composizione, che si colloca nell'atemporalità.
Artista dalla cultura poliedrica, sensibile così come recettiva, si lascia trasportare dai suoi dormiveglia, ella evolve attraverso dei paesaggi acquatici, dei riflessi, delle turbolenze, delle onde luminose.
Nelle sue opere anti-conformiste dedicate a Venezia, l'acqua si mescola all'architettura, alla pietra levigata dal tempo, alla poesia onirica travestita dai sogni di movenze fluide.
Abbiamo a volte l'impressione di vedere apparire un arco nel cielo in vetro di Murano impreziosito da qualche lama d'oro. Le tracce della memoria sono ovunque presentate nell'opera veneziana di Lilya.
L’arte prende con lei l'apparenza di una sorta di pellegrinaggio interiore. Artista attaccato agli elementi, la sua opera passata o presente, gravita sempre attorno al cielo, terra e acqua.
Il fuoco arriverà più tardi. Ma l'elemento madre Venezia, è veramente suo amico o suo nemico ? La città millenaria sarà inghiottita dalle sue acque «amniotiche» o al contrario rinascerà sotto il buon senso dei nuovi costruttori e restauratori di beni?
Una cosa al momento è certa e più che inconfondibile, sarà con artisti come Lilya, vera conservatrice, che l'umanità avrà il diritto di sperare al di là del sogno. Ma l'arte è un lungo cammino di silenzio in cui il nostro artista deve ritrovare il porto che la collega alla memoria della sua infanzia. E Venezia, non è lo spazio ideale?
Innegabilmente Lilya si rivela rivestita di una creatività complice con questa città fatata.
Text by Michel Benard, Lauréat de l’Académie Française
Ad esser franchi, per quanto riguarda i suoi percorsi, scoperti in viaggi pittorici anteriori, mi pare che sia stato difficile per Lilya di non ritrovarsi tra cielo e terra nel cuore della Città dei Dogi, nello specifico, se si considera il suo riferimento a Marco Polo, avventuriero, marinaio, scopritore per eccellenza.
Così, trasportati da un ragionamento logico è del tutto naturale ritrovare la nostra artista plastica nel cuore di Venezia.
Senza dubbio, c'è nelle sue opere un colore veneziano, fluido, vibrante, scintillante, che passa a tonalità di rosso ocra, marrone ocra, giallo ocra, rosso carminio e verde veronese.
Questa città, miraggio dalla nebbia enigmatica, porta i colori tenui degli affreschi e delle stampe in semi toni. Tutto è gioco di riflessi, giochi di specchio, di riflessi prismatici luminosi. Il blu, il bianco, sotto i giochi di trasparenza, contengono una nota di intimità.
Qui, Lilya era compenetrata dall'acqua e dai suoi frementi colori effimeri, dai tempi di una composizione, che si colloca nell'atemporalità.
Artista dalla cultura poliedrica, sensibile così come recettiva, si lascia trasportare dai suoi dormiveglia, ella evolve attraverso dei paesaggi acquatici, dei riflessi, delle turbolenze, delle onde luminose.
Nelle sue opere anti-conformiste dedicate a Venezia, l'acqua si mescola all'architettura, alla pietra levigata dal tempo, alla poesia onirica travestita dai sogni di movenze fluide.
Abbiamo a volte l'impressione di vedere apparire un arco nel cielo in vetro di Murano impreziosito da qualche lama d'oro. Le tracce della memoria sono ovunque presentate nell'opera veneziana di Lilya.
L’arte prende con lei l'apparenza di una sorta di pellegrinaggio interiore. Artista attaccato agli elementi, la sua opera passata o presente, gravita sempre attorno al cielo, terra e acqua.
Il fuoco arriverà più tardi. Ma l'elemento madre Venezia, è veramente suo amico o suo nemico ? La città millenaria sarà inghiottita dalle sue acque «amniotiche» o al contrario rinascerà sotto il buon senso dei nuovi costruttori e restauratori di beni?
Una cosa al momento è certa e più che inconfondibile, sarà con artisti come Lilya, vera conservatrice, che l'umanità avrà il diritto di sperare al di là del sogno. Ma l'arte è un lungo cammino di silenzio in cui il nostro artista deve ritrovare il porto che la collega alla memoria della sua infanzia. E Venezia, non è lo spazio ideale?
Innegabilmente Lilya si rivela rivestita di una creatività complice con questa città fatata.
Text by Michel Benard, Lauréat de l’Académie Française
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