Aria Nuova di Franco Mazzucchelli

 

Dal 23 Giugno 2015 al 24 Giugno 2015

Agrigento

Luogo: Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi

Indirizzo: via Panoramica Valle dei Templi

Orari: da martedì a domenica 10 - 13 / 16 - 20

Curatori: Tonino Difazio, Linda Saporito

Enti promotori:

  • Parco della Valle dei Templi di Agrigento

Costo del biglietto: € 1; dalle 19 alle 22 gratuito

Telefono per informazioni: +39 0922.277.29

E-Mail info: info@cmc-studio.it

Sito ufficiale: http://www.ottocentosiciliano.it


Comunicato Stampa: Si svolgerà domani, martedì 23 giugno e mercoledì 24 giugno, presso il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, la performance artistica dello scultore dell’aria Franco Mazzucchelli, che sarà presente all’evento.
L’artista realizzerà due interventi ambientali: il primo sarà un’elica in polietilene a grande scala, ai piedi del Tempio di Giunone. Il secondo intervento, immerso tra uliveti e mandorli, sarà un percorso interamente attraversabile al fine di far vivere al visitatore un’esperienza sensoriale inedita.
Dalle ore 19.00 alle ore 22.00, l’accesso per il pubblico sarà gratuito - ingresso Tempio di Giunone.
Dopo le tappe in Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Brasile e la partecipazione ad importanti eventi come la Biennale di Venezia del 1976, varie edizioni della Triennale di Milano, la 11° Quadriennale di Roma e numerosissime mostre personali e collettive con Munari, Boriani, Dadamaino, Bonalumi, Simeti, Ceroli, Aricò, Franco Mazzucchelli arriva nel cuore del centro storico agrigentino con circa ottanta opere, oltre a un’installazione all’interno del cortile delle Fabbriche Chiaramontane e una performance nella Valle dei Templi, ai piedi del Tempio di Giunone.
La mostra è a cura degli architetti Tonino Difazio e Linda Saporito, che da tempo operano nel campo dell’arte con l’associazione Cantieri delle Arti. Le opere di Mazzucchelli rimarranno esposte alla FAM fino al 15 luglio 2015. ARIA NUOVA è un intervento ambientale dello scultore Franco Mazzucchelli, artista la cui ricerca verte in una direzione differente da quella di un normale scultore che lavora con materiali durevoli. Lui decide di scolpire l’aria: leggerezza e flessibilità, contro pesantezza e rigidità. L’aria è infatti la materia con cui Mazzucchelli si confronta in tutta la sua attività, arte che non serve per durare nel tempo, ma che è destinata a disperdersi, come gli Abbandoni, poi definiti A.To.A, opere in pvc create e destinate a inserirsi e perdersi nell’ambiente per generare disturbi temporanei della percezione dello spazio. Le sue opere sono forma di ricerca “ambientale e sociale” sia perché interagiscono con lo spazio in cui vengono inserite, sia perché coinvolgono attivamente il fruitore. Le sculture di Mazzucchelli abbracciano larga parte del campo sensoriale, esse comunicano messaggi visivi e dinamici sia per l’impatto che hanno con il contesto in cui sono inseriti sia per i messaggi tattili trasmessi dal contatto con il materiale plastico. Esplorazione dell’ambiente, progettualità, partecipazione diretta all’opera sono i temi trattati per concretizzare un’azione invasiva, provocatoria e trasgressiva dell’arte. Tutto questo per relazionarsi con lo spazio, al fine di restituire al pubblico un’esperienza diversa della percezione di quel luogo. Questo modo di investigare la realtà è una forma di conoscenza che avvicina alla natura e mette in relazione l'uomo con l'ambiente che lo circonda. Si tratta di un’analisi nuova che investe la percezione del reale.
L’arte, in questo modo, esce fuori dalle gallerie, scende in strada e si rivolge alla gente normale. L’ambiente naturale è complice, ignaro e indispensabile delle performance artistiche di Franco Mazzucchelli. Il senso della precarietà, del transitorio che il materiale plastico e l’aria stessa ci suggeriscono sono strettamente connessi al tema dell’instabilità proprio della società contemporanea all’estremo opposto della solidità e della certezza della storia.

Franco Mazzucchelli nasce a Milano il 24 gennaio 1939, si diploma nel 1963 in pittura e nel 1966 in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, presso cui dal 1966 ricopre il ruolo della cattedra Uso e tecnologia delle arenarie e dei materiali sintetici. La ricerca sui materiali non tradizionali della scultura, plastica ed aria, si accompagna alla ricerca sulla relazione tra opera e luogo espositivo, inteso come ambito sociale. Diverse sono le tappe artistiche maturate a partire dal 1964. ABBANDONI sono opere gonfiabili a grande scala installate e abbandonate in luoghi aperti. Il pubblico non vede/ammira passivamente l’opera, ma sente l’esigenza di toccarla. Con la sigla A.To A. (1970-1973), Mazzucchelli continua il tema dell’ abbandono in spazi urbani, scrupolosamente documentato con foto e video. L’esperienza dei gonfiabili prosegue con la SOSTITUZIONE del 1973 dove la natura artificiale dell’opera trasforma il regolare accesso alla Triennale di Milano, generando una nuova fruibilità.
Seguono le RIAPPROPRIAZIONI che, dal 1975 al 1977, ripropongono all’esterno l’esperienza della Sostituzione al fine di offrire al pubblico una percezione dei luoghi diversa da quella consueta, inedita.
Dagli anni ottanta Mazzucchelli si occupa di una serie di INTERVENTI AMBIENTALI volti a sovrapporre l’opera a quella di alcuni monumenti del passato, per dare un nuovo significato all’esistente e per produrre, nella stessa logica delle precedenti performance, fenomeni di interferenze cognitive.
Partecipa alla Biennale di Venezia del 1976, a varie edizioni della Triennale di Milano e all’11° Quadriennale di Roma. La sua ricerca continua nelle esposizione etichettate come PERSONALE - PERSONALE, dove le opere vengono abbandonate temporaneamente in mezzo al mare. A partire dal 2003, con BIECA DECORAZIONE Mazzucchelli identifica nell’opera un oggetto da ammirare, di puro godimento estetico, confrontandosi per la prima volta con le gallerie.
Seguono nel 2015 i REC, opere che conservano in bolle di trasparente pvc frammenti di vecchie istallazioni, riportanti il segno dell’uso, mentre gli A.on A. (Art on Art ) rievocano la stessa memoria in una nuova composizione, integrati dai segni grafici eseguiti dai fruitori. La sua ricerca prosegue nella logica della sperimentazione, alla scoperta di nuove percezioni della realtà, facendo affidamento sulla complicità dell’aria. 

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