Nino Migliori. La dialettica del reale
© Fondazione Nino Migliori ETS | Nino Migliori, Il tuffatore, 1951
Dal 10 Ottobre 2026 al 7 Marzo 2027
Luogo: Centro Saint-Bénin
Indirizzo: Via Festaz 27
Orari: martedì-domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Curatori: Mauro Zanchi
Costo del biglietto: Intero 8 euro, ridotto 6 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Mostra inserita nel circuito Abbonamento Musei
Telefono per informazioni: +39 0165.272687
Sito ufficiale: http://www.regione.vda.it
In occasione del suo centesimo compleanno, il Centro Saint-Bénin di Aosta presenta La dialettica del reale, un'importante retrospettiva dedicata a Nino Migliori (Bologna, 1926), tra i protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento.
Organizzata dall'Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d'Aosta e curata da Mauro Zanchi, la mostra riunisce alcune delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta e ne segue l'evoluzione fino agli esiti più recenti della sua ricerca. Attraverso 160 immagini, molte delle quali ormai entrate nella storia della fotografia italiana, la mostra ripercorre la stagione del Neorealismo andando oltre una lettura esclusivamente documentaria, per restituire la complessità dello sguardo di Migliori: dalla dignità della miseria all'attesa, dal confronto tra un'Italia ancora arcaica e un Paese in piena trasformazione, fino alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico.
Alla luce degli studi più recenti, il percorso espositivo propone così una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra, mostrando come già negli anni Cinquanta il documento si trasformi, nell'opera di Migliori, in una ricerca sulla materia, sul segno e sulle possibilità espressive dell'immagine.
Il nucleo della retrospettiva è dedicato alla stagione realista, quando Nino Migliori si fa testimone delle contraddizioni dell'Italia del dopoguerra, sospesa tra miseria e ricostruzione, elaborando una grammatica visiva capace di trasformare il reportage – ciò che si vede – in un'indagine esistenziale, ciò che significa. L'arco cronologico compreso tra il 1950 e il 1959 coincide non solo con l'apice del Neorealismo, ma anche con la sua progressiva crisi e con l'avvio di una ricerca destinata ad aprirsi a esiti sempre più sperimentali.
NINO MIGLIORI (Bologna, 29 settembre 1926) è tra i più autorevoli e originali protagonisti della fotografia italiana del Novecento. Inizia a fotografare nel 1948, sviluppando fin dagli esordi una ricerca che oscilla tra immagini realiste e una continua sperimentazione sui materiali e sui processi fotografici. Nascono così cicli come Ossidazioni, Pirogrammi, Cellogrammi, Lucigrammi e Idrogrammi, nei quali indaga le reazioni della materia, il ruolo del caso, del tempo e dell'intervento dell'artista nel processo fotografico.
Agli anni Cinquanta appartengono le celebri serie Gente dell'Emilia, Gente del Sud, Gente del Nord e Gente del Delta, che documentano una ricerca costantemente sospesa tra memoria e sperimentazione.
Nel 1982 fonda Abrecal – Gruppo di Ricerca Percezione Globale, cui aderiscono autori provenienti da differenti ambiti espressivi, accomunati dalla volontà di superare linguaggi e schemi precostituiti.
Nel 1998 avvia Trasfigurazioni, rielaborando digitalmente immagini residuali ricavate da fotografie istantanee. Successivamente inventa nuovi strumenti, come il Caleidoscopio per ritratti (2005), e dal 2006 sviluppa la serie a lume di candela Lumen, inaugurata con Terra Incognita.
Nel 2018 la Maison Européenne de la Photographie di Parigi gli dedica un'importante mostra personale, consacrandone il ruolo tra i grandi protagonisti della fotografia contemporanea.
Organizzata dall'Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d'Aosta e curata da Mauro Zanchi, la mostra riunisce alcune delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta e ne segue l'evoluzione fino agli esiti più recenti della sua ricerca. Attraverso 160 immagini, molte delle quali ormai entrate nella storia della fotografia italiana, la mostra ripercorre la stagione del Neorealismo andando oltre una lettura esclusivamente documentaria, per restituire la complessità dello sguardo di Migliori: dalla dignità della miseria all'attesa, dal confronto tra un'Italia ancora arcaica e un Paese in piena trasformazione, fino alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico.
Alla luce degli studi più recenti, il percorso espositivo propone così una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra, mostrando come già negli anni Cinquanta il documento si trasformi, nell'opera di Migliori, in una ricerca sulla materia, sul segno e sulle possibilità espressive dell'immagine.
Il nucleo della retrospettiva è dedicato alla stagione realista, quando Nino Migliori si fa testimone delle contraddizioni dell'Italia del dopoguerra, sospesa tra miseria e ricostruzione, elaborando una grammatica visiva capace di trasformare il reportage – ciò che si vede – in un'indagine esistenziale, ciò che significa. L'arco cronologico compreso tra il 1950 e il 1959 coincide non solo con l'apice del Neorealismo, ma anche con la sua progressiva crisi e con l'avvio di una ricerca destinata ad aprirsi a esiti sempre più sperimentali.
NINO MIGLIORI (Bologna, 29 settembre 1926) è tra i più autorevoli e originali protagonisti della fotografia italiana del Novecento. Inizia a fotografare nel 1948, sviluppando fin dagli esordi una ricerca che oscilla tra immagini realiste e una continua sperimentazione sui materiali e sui processi fotografici. Nascono così cicli come Ossidazioni, Pirogrammi, Cellogrammi, Lucigrammi e Idrogrammi, nei quali indaga le reazioni della materia, il ruolo del caso, del tempo e dell'intervento dell'artista nel processo fotografico.
Agli anni Cinquanta appartengono le celebri serie Gente dell'Emilia, Gente del Sud, Gente del Nord e Gente del Delta, che documentano una ricerca costantemente sospesa tra memoria e sperimentazione.
Nel 1982 fonda Abrecal – Gruppo di Ricerca Percezione Globale, cui aderiscono autori provenienti da differenti ambiti espressivi, accomunati dalla volontà di superare linguaggi e schemi precostituiti.
Nel 1998 avvia Trasfigurazioni, rielaborando digitalmente immagini residuali ricavate da fotografie istantanee. Successivamente inventa nuovi strumenti, come il Caleidoscopio per ritratti (2005), e dal 2006 sviluppa la serie a lume di candela Lumen, inaugurata con Terra Incognita.
Nel 2018 la Maison Européenne de la Photographie di Parigi gli dedica un'importante mostra personale, consacrandone il ruolo tra i grandi protagonisti della fotografia contemporanea.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A AOSTA
-
Dal 24 Aprile 2026 al 27 Settembre 2026
Forte di Bard
Sebastião Salgado. Ghiacciai
-
Dal 20 Giugno 2026 al 25 Ottobre 2026
Museo Archeologico Regionale di Aosta
Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità
Visualizza tutte le mostre a Aosta
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 30 Luglio 2026 al 1 Novembre 2026
Verona | Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Dorothea Lange
-
Dal 27 Luglio 2026 al 27 Novembre 2026
Pompei | Scavi di Pompei
Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology
-
Dal 24 Luglio 2026 al 31 Ottobre 2026
Palermo | Palazzo Belmonte Riso - Palermo I Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi - Agrigento
Botero. L’incanto del Mito I Botero. Il peso dei sogni
-
Dal 24 Luglio 2026 al 31 Gennaio 2027
Lecce | Lecce – Museo MUST I Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza
Tesori nascosti della Galleria Borghese
-
Dal 16 Luglio 2026 al 16 Ottobre 2026
Firenze | Forte Belvedere
Marino Marini. No Heroes
-
Dal 22 Luglio 2026 al 18 Ottobre 2026
Roma | Castel Sant’Angelo
Ercolano. L’arte di vivere