Maurizio Rapiti. Il sublime tra reale e surreale

Maurizio Rapiti, Cecità

 

Dal 24 Aprile 2014 al 17 Maggio 2014

Arezzo

Luogo: Centro benessere “Corpo e Mente”

Indirizzo: via Tanucci 21

E-Mail info: ufficistampa.egv@gmail.com


Dal 24 aprile al 17 maggio 2014 il Centro benessere “Corpo e Mente” ad Arezzo, ospita Il sublime tra reale e surreale, mostra di pittura di Maurizio Rapiti.
È il terzo appuntamento di L’incanto dell’essere tra corpo e mente, il nuovo progetto artistico curato da Marco Botti per il centro benessere situato a breve distanza dal centro sportivo Pantasport, che vedrà coinvolti fino al 13 dicembre 2014 otto artisti: Silvia Logi, Rossana Ruggiero, Maurizio Rapiti, Sofia Sguerri, Alessandro Schinco, Katarina Alivojvodic, Elisa Sestini ed Elisa Modesti.
Il vernissage della mostra, a ingresso gratuito, si terrà giovedì 24 aprile dalle ore 20. Per l’occasione verrà offerto un buffet e sarà possibile degustare una selezione di vini proposta da Fattoria "Il Muro" della Famiglia Pancaro di Arezzo. 
A seguire un evento musicale, con un supergruppo che darà vita a un live imprevedibile. Laura Giannini e Andrea Ciri, rispettivamente voce e chitarra degli Sciapò, incontreranno due componenti dei Bugdub, Riccardo Tinti al cajón e Luca Viviani alla tromba, per presentare un irresistibile repertorio fatto di swing e cover internazionali riarrangiate.
Da non perdere anche il finissage della personale di sabato 17 maggio, alle ore 17, con una dimostrazione di "sunny massage". Immersi nell'inebriante profumo del tiarè, i presenti conosceranno un massaggio attivatore dell'abbronzatura, che contribuirà ad avere una pelle dorata in modo rapido e duraturo. 
Il sublime tra reale e surreale è la prima mostra personale di Maurizio Rapiti ad Arezzo.
La figura femminile, soggetto ricorrente nella produzione del pittore valtiberino, rappresenta l'elemento attraverso il quale, mediante una ricerca artistica che coinvolge anche l'introspezione, l’artista gioca con il rapporto dicotomico tra reale e surreale, soggetto e autore, raffigurante e raffigurato.
In un connubio tra Venere e Demiurgo, la donna domina la scena dei dipinti, ma la sua scelta non prescinde da ragioni estetiche. I soggetti vogliono infatti richiamare quel tipo di bellezza che spesso si ritrova nelle atmosfere delicate e incantate dei quadri preraffaelliti, una bellezza sublimata volta a emanciparsi dai canoni estetici che possono richiamare oggi le pubblicità su riviste patinate e di moda.
Negli ultimi anni le tele di Rapiti si sono caricate di simboli ed elementi surreali e metafisici, che tornano anche nelle opere realizzate per la mostra aretina, nuova tappa di una carriera artistica ancora tutta da scrivere, ma già densa di riscontri positivi di pubblico e critica. 

Maurizio Rapiti, classe 1985, è nato a Sansepolcro (Ar) e vive e lavora nella vicina Cerbara di Città di Castello (Pg). Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, si dedica alla pittura affiancando il padre, artista specializzato in falsi d’autore. Parallelamente a questa attività porta avanti una ricerca più introspettiva e concettuale, che staccandosi dall’arte classica lo avvicina a esiti più distintivi. Dal 2009 espone con personali e collettive e partecipa con successo a concorsi nazionali. Negli anni Rapiti ha conseguito una cifra stilistica figurativa inconfondibile, sospesa tra reale e onirico, carica della luce, dei colori e dei silenzi che contraddistinguono la sua Valtiberina. 



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