Aspetti dell’arte italiana fra gli anni trenta e settanta. Sebastiano Carta, Bruno Caruso, Renato Guttuso, Giuseppe Mazzullo e Saro Mirabella
Palazzo Marchesale, Santeremo in Colle (BA)
Dal 16 Dicembre 2016 al 27 Gennaio 2017
Santeramo in Colle | Bari | Visualizza tutte le mostre a Bari
Luogo: Palazzo Marchesale
Indirizzo: piazza Garibaldi
Curatori: Ilaria Almagno, Raffaele Germinario
Enti promotori:
- Comune di Santeramo in Colle - Assessorato alla Cultura
Telefono per informazioni: +39 380 5090682
E-Mail info: arteinmostra2016@libero.it
Venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 19, a Santeramo in Colle (Ba), nelle sale del Palazzo Marchesale si inaugura la mostra Aspetti dell’arte italiana fra gli anni trenta e settanta. Sebastiano Carta, Bruno Caruso, Renato Guttuso, Giuseppe Mazzullo e Saro Mirabella, a cura di Ilaria Almagno e Raffaele Germinario e con il patrocinio del Comune.
Interverranno Gianni Sportelli, Assessore alla Cultura e Luana Tritto, Presidente Lions Santeramo.
L’esposizione vuole rendere omaggio ad alcuni tra i più significativi artisti del panorama italiano del Novecento, accumunati dalla terra d’origine, la Sicilia, che hanno lasciato un segno indelebile nel linguaggio dell’arte del XX secolo.
Con questa mostra infatti, in cui si presentano trenta opere per la maggior parte del tutto inedite - disegni, sculture, litografie e acqueforti che coprono un arco cronologico che va dagli anni trenta agli anni settanta - si vuole di fatto gettare nuova luce su questi artisti per farli conoscere ed apprezzare anche ad un pubblico più vasto.
L’intento dei due curatori è, idealmente, quello di ricreare l’atmosfera nata nell’immediato secondo dopoguerra nell’abitazione romana dello scultore Giuseppe Mazzullo (Graniti 1913 – Taormina 1988) sita in Via Sabazio, 34 e detta, per via del colore delle sua mura, la “Casa Rossa”. Questa, infatti, diviene un luogo di ritrovo di intellettuali e artisti italiani e stranieri: Giuseppe Ungaretti, Paul Eluard, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Sebastiano Carta, Piero Dorazio, Saro Mirabella, Pietro Consagra, ognuno dei quali poteva e voleva esprimere la propria idea di bellezza e impegnarsi nella rinascita culturale del proprio paese.
La mostra raccoglie una serie di disegni e litografie di Giuseppe Mazzullo che ripercorrono il percorso stilistico dell’artista, qui presentato in veste di disegnatore, e il suo costante muoversi fra classicismo - con lo studio della statuaria classica e del corpo umano - e realismo, con il ritrarre pescatori, contadine e operai che popolano la sua terra. La Sicilia, con tutte le sue contraddizioni, è infatti presente nelle opere anche degli altri artisti in mostra, quali Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma 1987)che celebra la terra siciliana con i suoi colori e la sua vivacità. Forte è il legame con le proprie origini anche per Bruno Caruso (Palermo 1927) come è ben evidente nelle incisioni dedicate all’Orto Botanico della città di Palermo. Le opere di Caruso si contraddistinguono nondimeno per il suo forte impegno politico e sociale, per la denuncia alla violenza, alle condizioni delle fasce più deboli del popolo: clochard, operai e minatori, come testimoniano alcune opere in mostra. Di altra natura i disegni di Sebastiano Carta (Priolo Gargallo, 1913 – Roma, 1973), pittore poliedrico e schivo, lontano dalle mode e dalle leggi del mercato, che nel suo percorso artistico coniuga varie correnti - futurismo, espressionismo, astrattismo – sperimentando tecniche differenti.
In mostra anche un disegno di Saro Mirabella (Catania 1914 – Roma 1972) - che insieme a Mazzullo e Guttuso tra il 1949 -50 diede vita ad un sodalizio artistico denominato “Scuola di Scilla” - appartenente alla sua fase postcubista e di impronta picassiana.
Nel corso dell’esposizione si realizzeranno delle visite guidate gratuite rivolte anche alle Scuole, “incontri – studio” e serate a tema, che contribuiranno a fare del Palazzo Marchesale un luogo fruibile e aperto a scambi culturali.
Tale evento vuole essere solo il primo di tante iniziative che possano contribuire a fare di Santeramo in Colle, considerando anche la vicinanza con Matera, capitale europea della cultura 2019, un nuovo centro e polo culturale, aperto ad esperienze e fermenti artistici innovativi.
La mostra sarà visitabile fino al 27 gennaio 2017 dal lunedi alla domenica con il seguente orario: 10-13 / 17-20
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