Gary Kuehn. Il diletto del praticante

Opera di Gary Kuehn

 

Dal 07 Giugno 2018 al 07 Giugno 2018

Bergamo

Luogo: GAMeC / Palazzo della Ragione

Curatori: Lorenzo Giusti

Telefono per informazioni: +39 035 270272

Sito ufficiale: http://www.gamec.it/it


Comunicato Stampa:
Il diletto del praticante è la prima personale in un’istituzione museale italiana dello scultore americano Gary Kuehn (Plainfield, New Jersey, 1939), che rende omaggio all’originale percorso dell’artista, il cui linguaggio crudo e radicale, portato avanti a partire da una riflessione sulla fisicità dei materiali, ha giocato un ruolo significativo nella nascita di una nuova concezione della scultura, equidistante tanto dal soggettivismo dell’astrazione espressionista, quanto dall’oggettività e dal rigore geometrico del minimalismo.

Associato dalla critica alle correnti del Post-minimalismo e dell’Arte processuale, avendo partecipato a mostre epocali come la celebre Eccentric Abstraction, curata da Lucy Lippard nel 1966 e When Attitudes Become Form, curata da Harald Szeemann nel 1969, il lavoro di Kuehn sfugge a ogni tipo di classificazione, posizionandosi al confine tra movimenti artistici diversi.
Proveniente da una famiglia della classe operaia, e operaio lui stesso negli anni di studio a Madison e New Brunswick, con un’esperienza nel sindacato dei costruttori, Kuehn ha esplorato per oltre cinque decenni la tensione tra cambiamento e deformazione, con l’intento di negare “il dogma del cubo”, come più volte ha avuto modo di dichiarare, e di “sovvertire la forza delle forme pure”.

Attraverso quattro sezioni, suddivise tra gli spazi espositivi della Galleria e la prestigiosa Sala delle Capriate, nell’antico Palazzo della Ragione di Bergamo, la mostra presenta un nucleo significativo di circa 70 opere, tra le più importanti della produzione dell’artista: sculture, disegni, dipinti e installazioni realizzati dall’inizio degli anni Sessanta, che vanno a tracciare un percorso stratificato – comprensivo di una serie di nuove produzioni realizzate appositamente per questa occasione – volto a restituire le evoluzioni stilistiche del linguaggio di Kuehn e a mettere in luce la sorprendente attualità del suo lavoro.
Lo storico Palazzo della Ragione – costruito alla fine del XII secolo, cuore medievale della Città Alta – ospita una selezione di opere scultoree rappresentative della produzione degli anni Sessanta, la quasi totalità delle quali mai esposte in Italia precedentemente.

I lavori, di grande formato, dialogano con l’affascinante architettura della Sala delle Capriate, per l’occasione svuotata di tutti gli arredi, enfatizzandone la peculiare bellezza e trovando in essa la dimensione ideale per la loro collocazione.
Le serie storiche – dagli Wedge Pieces ai Bolt Pieces, dai Melt ai Mattress Pieces, fino aiPedestal Pieces – offrono al visitatore una visione d’insieme, esaustiva del primo fondamentale decennio creativo e introduttiva alla seconda parte della mostra, ospitata nelle sale della GAMeC.

Il primo piano della Galleria è invece suddiviso in tre diverse sezioni, corrispondenti a tre fondamentali “contrasti” indagati da Kuehn nel corso della propria ricerca: adattamento/deformazione, connessione/separazione, libertà/limite.Antagonismi che, in oltre cinquant’anni di attività, hanno dato forma a un lavoro in cui il senso della presenza materiale e l’artigianalità sono divenuti strumenti per esprimere dimensioni metaforiche e psicologiche.

L’allestimento non procede dunque, per questa parte, in maniera cronologica, ma punta sulla relazione dialettica tra sculture, pitture e disegni, sia storici sia recenti, facendo emergere i nuclei tematici alla base della produzione dell’artista.

Un’evoluzione che muove dalle prime sculture sperimentali, oggi internazionalmente celebrate, passando per i lavori grafici, le opere bidimensionali in zinco e rame e i Black Paintings degli anni Settanta ma anche quelli più recenti realizzati negli anni Duemila, iTwist Pieces, le Berliner Serie e le installazioni in ferro degli anni Ottanta e Novanta, fino alle sculture in resina, agli Stancil Drawings degli ultimi anni e ai Gesture Projects che hanno attraversato la sua intera produzione.

In mostra viene inoltre presentata un’intervista inedita all’artista, realizzata appositamente per l’occasione, in cui Gary Kuehn ripercorre i passaggi fondamentali della propria ricerca analizzando il proprio rapporto con il Minimalismo americano, l’Espressionismo astratto e l’Arte Povera italiana, sviluppando una riflessione parallela sul presente.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue, pubblicato da Mousse Publishing in collaborazione con GAMeC Books, con testi di Alex Bacon, Lorenzo Giusti, David Komary e una conversazione tra Gary Kuehn e Sara Fumagalli.
La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.

Gary Kuehn (Plainfield, New Jersey 1939) vive tra New York e Wellfleet (Massachusetts) con sua moglie, la scrittrice Suzanne McConnell.
Alla fine degli anni Sessanta la Galleria Christian Stein di Torino ha ospitato una sua personale; negli anni Settanta il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni pubbliche degli Stati Uniti e della Germania, oltre che a Kassel, in occasione della VI edizione di dOCUMENTA.
Dopo un periodo di parziale oscuramento, recentemente le sue opere sono state presentate presso la Fondazione Prada a Venezia, nel remake della mostra di Harald Szeeman When Attitude Become Form, a cura di Germano Celant e Rem Koolhaas, e, nell’ambito di progetti personali, presso il Museum für Moderne Kunst di Francoforte, il Middlesbrough Institute of Modern Art a Middlesbrough, il Museum Gegenstandsfreier Kunst di Ottendorf e il Kunstmusuem Liechtenstein.
Le sue opere sono conservate in alcuni tra i più importanti musei del mondo, tra i quali: Albertina, Vienna, Austria; Bonn Städtisches Kunst Museum, Bonn, Germania; Hamburger Bahnhof, Museum für Gegenwart, Staatliche Museen zu Berlin, Germania; Kröller-Müller, Otterloo Museum, Olanda; Kunstmuseum St. Gallen, Svizzera; Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz, Liechtenstein; Museo Ludwig, Colonia, Germania; MoMA Museum of Modern Art, New York, New York; Museum für Moderne Kunst MMK Frankfurt am Main, Germania, Stedelijk Museum, Amsterdam, Olanda; Whitney Museum of American Art, New York, USA.
Opening 7 giugno h 19 

Gli spazi della GAMeC saranno inoltre cornice di una serie di eventi collaterali dedicati a diverse fasce di pubblico.
Dalle 17:00 i Servizi Educativi offriranno ai giovanissimi appassionati d’arte contemporanea una preview speciale delle mostre riservata esclusivamente a loro, e la possibilità di partecipare a un  laboratorio "diffuso" tra le sale espositive e il cortile esterno. L’attività è dedicata ai bambini dai 5 agli 11 anni e si snoderà anche nelle sale che negli ultimi anni hanno accolto le opere della Collezione, che dal 7 giugno cambieranno destinazione d’uso per ospitare una serie di attività promosse dai Servizi Educativi.

Sarà inoltre possibile prendere parte alle performance ideate da Tania Bruguera e Carolina Caycedo – artiste coinvolte nel progetto Enchanted Bodies / Fetish for Freedom – e da Myriam Lefkowitz, che coinvolgeranno attivamente il pubblico.

Durante la serata, il cortile del museo ospiterà l’evento Happening – After Opening, il party organizzato in collaborazione con GAMeC Cafè per festeggiare insieme la nuova programmazione, tra arte, happy hour e dj-set! 

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