Luigi Ontani. "er" "SIMULÀCRUM" "amò"
Luigi Ontani, Arlecchino, 2007
Dal 2 October 2014 al 11 January 2015
Bergamo
Luogo: GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Indirizzo: via San Tomaso 53
Orari: da martedì a domenica 10-19; giovedì 10-22
Curatori: Giacinto Di Pietrantonio
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 4, scuole gratuito
Telefono per informazioni: +39 035 270272
E-Mail info: comunicazione@gamec.it
Sito ufficiale: http://www.gamec.it
Dal 3 ottobre 2014 all’11 gennaio 2015 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita un’importante personale di Luigi Ontani, tra gli artisti più rappresentativi del panorama internazionale degli ultimi quarant’anni.
Figura poliedrica, presente sulla scena artistica dagli anni Sessanta, all’inizio del decennio seguente Ontani inizia a prendere parte e, successivamente, a imporsi nel dibattito artistico contemporaneo con i suoi tableaux vivants: performance vestite o, meglio, travestite; iconografie viventi in cui l’artista – trasformato e mascherato – impersona figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Pinocchio, Dante Alighieri, Giuseppe Garibaldi, San Paolo di Caravaggio, San Luca del Guercino o I Prigioni di Michelangelo.
La mostra accoglie una selezione di opere fotografiche, frutto dell’intensa ricerca dell’artista bolognese, ritenuta germinale e particolarmente significativa all’interno dello sviluppo della sua produzione.
Ontani sceglie la fotografia quale mezzo che meglio si confà a interpretare la sua opera; uno strumento che documenta le sue performance artistiche, tradotte – appunto – in fotografie dai formati diversi, recuperando una pratica che può essere fatta risalire alle interpretazioni viventi dei vangeli medievali, ai trionfi allegorici rinascimentali e barocchi, nonché ai veri propri tableaux vivants realizzati durante la rivoluzione francese anche da artisti del calibro di Jacques-Louis David e tornata in voga nei salotti della Roma di inizio XX secolo.
Ontani ricorre alla tecnica fotografica in quanto occasione per sperimentare molteplici possibilità e formulare nuove variazioni sui temi e i soggetti che più gli interessano, percorrendo così il suo viaggio "transtorico" attraverso il mito, la maschera, il nudo, il simbolo e la rappresentazione iconografica. Reinterpretando situazioni storicamente e/o geograficamente lontane, l’artista fa rinascere le forme di celebri dipinti del passato o del rito, praticando una “poetica dell’essere altrove” che accorcia, al contempo, le distanze tra arte e vita, in cui il corpo dell’artista è sempre il soggetto, recuperando così un tema fondante in tutta la storia dell’arte, a partire dalla tradizione classica.
La mostra intende restituire la varietà di questa produzione, mostrando il susseguirsi di performance, d’après quali, tra gli altri, San Sebastiano nel bosco di Calvenzano d'après Guido Reni (1970), Meditazione après de la Tour (1970), DaviDRatto (1974-2008), Déjeuner sur l’ArT (1992); opere come Bacchino (1970), Dante (1972), Pinocchio (1972), Le Ore (1975), Lapsus Lupus (1992), il dittico EvAdamo (1973-2004), e un ciclo indiano che comprende anche una serie di lavori degli ultimi anni.
Il titolo della mostra racchiude in sé un gioco linguistico sulla città che la ospita, Bergamo, da cui l’artista ha eliminato la “B” e la “g”. Le sillabe ottenute sono intervallate dal termine Simulàcrum, riferimento al vero e al non vero, frutto ancora una volta dell’ironia propria di Ontani, caratteristica fondante di tutta la sua produzione artistica. Luigi Ontani è considerato uno dei più influenti e innovativi artisti italiani contemporanei.
Dalla fine degli anni Sessanta ha utilizzato mezzi espressivi differenti quali la fotografia, la performance e video, sviluppando al contempo un uso molto personale di pittura e scultura. I suoi leggendari tableaux vivants e le sculture policrome in ceramica a grandezza naturale hanno prodotto una rottura netta con la tradizione, proponendo un’interpretazione assolutamente unica.
Tra le mostre più recenti e significative dell’artista ricordiamo alcune retrospettive dei suoi video e film giovanili (Tate Modern, 2010), nuove performance commissionate dalla Serpentine Gallery di Londra (2010) e dall'Hammer Museum di Los Angeles (2011).
Una grande retrospettiva del suo lavoro è stata ospitata dal Castello di Rivoli, Torino (2011) e alla Kunsthalle di Berna (2012).
Altre mostre personali sono state ospitate al Kunstverein di Francoforte e al Groninger Museum (Paesi Bassi, curata da Jan Hoet nel 1996), al MoMA PS1 di New York (curata da Carolyn Christov Bakargiev nel 2001), alla Bangkok National Gallery (2002) allo S.M.A.K. di Ghent (2004), al MAMbo di Bologna (2008) e al Museo di Capodimonte, Napoli (2010). Ontani è stato invitato alla Biennale di Sydney (1986), alla Triennale di Nuova Delhi (1991), a Manifesta (2008) e ha partecipato a sei edizioni della Biennale di Venezia (1972, 1978, 1984, 1986, 1995, 2003).
Figura poliedrica, presente sulla scena artistica dagli anni Sessanta, all’inizio del decennio seguente Ontani inizia a prendere parte e, successivamente, a imporsi nel dibattito artistico contemporaneo con i suoi tableaux vivants: performance vestite o, meglio, travestite; iconografie viventi in cui l’artista – trasformato e mascherato – impersona figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Pinocchio, Dante Alighieri, Giuseppe Garibaldi, San Paolo di Caravaggio, San Luca del Guercino o I Prigioni di Michelangelo.
La mostra accoglie una selezione di opere fotografiche, frutto dell’intensa ricerca dell’artista bolognese, ritenuta germinale e particolarmente significativa all’interno dello sviluppo della sua produzione.
Ontani sceglie la fotografia quale mezzo che meglio si confà a interpretare la sua opera; uno strumento che documenta le sue performance artistiche, tradotte – appunto – in fotografie dai formati diversi, recuperando una pratica che può essere fatta risalire alle interpretazioni viventi dei vangeli medievali, ai trionfi allegorici rinascimentali e barocchi, nonché ai veri propri tableaux vivants realizzati durante la rivoluzione francese anche da artisti del calibro di Jacques-Louis David e tornata in voga nei salotti della Roma di inizio XX secolo.
Ontani ricorre alla tecnica fotografica in quanto occasione per sperimentare molteplici possibilità e formulare nuove variazioni sui temi e i soggetti che più gli interessano, percorrendo così il suo viaggio "transtorico" attraverso il mito, la maschera, il nudo, il simbolo e la rappresentazione iconografica. Reinterpretando situazioni storicamente e/o geograficamente lontane, l’artista fa rinascere le forme di celebri dipinti del passato o del rito, praticando una “poetica dell’essere altrove” che accorcia, al contempo, le distanze tra arte e vita, in cui il corpo dell’artista è sempre il soggetto, recuperando così un tema fondante in tutta la storia dell’arte, a partire dalla tradizione classica.
La mostra intende restituire la varietà di questa produzione, mostrando il susseguirsi di performance, d’après quali, tra gli altri, San Sebastiano nel bosco di Calvenzano d'après Guido Reni (1970), Meditazione après de la Tour (1970), DaviDRatto (1974-2008), Déjeuner sur l’ArT (1992); opere come Bacchino (1970), Dante (1972), Pinocchio (1972), Le Ore (1975), Lapsus Lupus (1992), il dittico EvAdamo (1973-2004), e un ciclo indiano che comprende anche una serie di lavori degli ultimi anni.
Il titolo della mostra racchiude in sé un gioco linguistico sulla città che la ospita, Bergamo, da cui l’artista ha eliminato la “B” e la “g”. Le sillabe ottenute sono intervallate dal termine Simulàcrum, riferimento al vero e al non vero, frutto ancora una volta dell’ironia propria di Ontani, caratteristica fondante di tutta la sua produzione artistica. Luigi Ontani è considerato uno dei più influenti e innovativi artisti italiani contemporanei.
Dalla fine degli anni Sessanta ha utilizzato mezzi espressivi differenti quali la fotografia, la performance e video, sviluppando al contempo un uso molto personale di pittura e scultura. I suoi leggendari tableaux vivants e le sculture policrome in ceramica a grandezza naturale hanno prodotto una rottura netta con la tradizione, proponendo un’interpretazione assolutamente unica.
Tra le mostre più recenti e significative dell’artista ricordiamo alcune retrospettive dei suoi video e film giovanili (Tate Modern, 2010), nuove performance commissionate dalla Serpentine Gallery di Londra (2010) e dall'Hammer Museum di Los Angeles (2011).
Una grande retrospettiva del suo lavoro è stata ospitata dal Castello di Rivoli, Torino (2011) e alla Kunsthalle di Berna (2012).
Altre mostre personali sono state ospitate al Kunstverein di Francoforte e al Groninger Museum (Paesi Bassi, curata da Jan Hoet nel 1996), al MoMA PS1 di New York (curata da Carolyn Christov Bakargiev nel 2001), alla Bangkok National Gallery (2002) allo S.M.A.K. di Ghent (2004), al MAMbo di Bologna (2008) e al Museo di Capodimonte, Napoli (2010). Ontani è stato invitato alla Biennale di Sydney (1986), alla Triennale di Nuova Delhi (1991), a Manifesta (2008) e ha partecipato a sei edizioni della Biennale di Venezia (1972, 1978, 1984, 1986, 1995, 2003).
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