Il bel dipingere. Dipinti e disegni emiliani dal XV al XIX secolo

Michele Desubleo, Vanitas, olio su tela 110x94 (Maubege, 1602 - Parma, 1676)

Il bel dipingere. Dipinti e disegni emiliani dal XV al XIX secolo, Galleria Fondantico, Bologna

 

Dal 27 Ottobre 2012 al 22 Dicembre 2012

Bologna

Luogo: Galleria Fondantico

Indirizzo: via de’ Pepoli 6/E

Orari: 10- 13/ 16-19.30; chiuso domenica e lunedì mattina

Telefono per informazioni: +39 051 265980

E-Mail info: fondatico@tiscalinet.it

Sito ufficiale: http://www.seleart.com/fondantico


E' con la consueta passione ed esperienza che la Galleria Fondantico organizza il ventesimo “Incontro con la pittura”, tradizionale mostra autunnale che si svolge da quest’anno nella nuova sede di Palazzo Pepoli Bentivoglio (via de’ Pepoli 6/E), prestigioso edificio cinquecentesco a pochi passi dalla suggestiva Piazza Santo Stefano nel cuore di Bologna.
Con questa nuova rassegna la gallerista bolognese Tiziana Sassòli celebra vent’anni d’intensa attività scientifica presentando al pubblico di amatori ed esperti un nutrito numero di dipinti e di disegni realizzati da noti pittori bolognesi ed emiliani attivi dal Quattrocento all’inizio dell’Ottocento.
Tra le opere più antiche si segnala una piccola tavola del Maestro di Castrocaro, raro pittore attivo nella prima metà del Quattrocento, presentata a fianco di un bel dipinto di Nicolò Pisano, artista toscano operante tra Ferrara e Bologna sino alla fine degli anni trenta del Cinquecento.     
In apertura del Seicento si collocano una pregevole tela di Antonio Carracci, figlio naturale di Agostino attivo a Roma nella bottega dello zio Annibale e un fiabesco e sognante paesaggio di Andrea Donducci detto il Mastelletta,uno dei più geniali outsider della scuola artistica locale.
Nella nutrita rosa di opere del XVII secolo spicca un importante dipinto “da stanza” del maggiore interprete del classicismo bolognese, Guido Reni,accanto al quale figurano significative prove di alcuni dei suoi migliori allievi e seguaci, come il fedelissimo Giovanni Andrea Sirani, Giovan Giacomo Sementi, autore di un dipinto di tema insolito (Cristo e il giovane ricco) licenziato durante il periodo romano, il fiammingo Michele Desubleo,presente con un’affascinante Vanitas e Simone Cantarini,di cui si propone un delizioso rame già documentato in collezione Boschi a Bologna nel 1777. A raccontare la gloriosa scuola felsinea intervengono altresì le opere dipinte da Francesco Albani, Sisto Badalocchi, Giovanni Girolamo Bonesi e Giovanni Maria Viani, autore di una smagliante Maddalena orante di gusto neocarraccesco.
Tra le numerose opere su carta, spicca un importante nucleo di fogli del più raffinato e prolifico disegnatore attivo tra Sei e Settecento, Donato Creti; tra questi, oltre ad alcuni studi di soggetto sacro e mitologico, sarà presente la notissima scenetta del 1697 nella quale il maestro immortala alcuni maldestri ladri di salumi. Accanto a questa serie si potrà apprezzare altresì un importante disegno di Marcantonio Franceschini,preparatorio per la scena del Martirio di San Bartolomeoaffrescata nel 1690 nell’abside della chiesa di San Bartolomeo di Porta Ravegnana a Bologna. 
Il Settecento bolognese è rappresentato dall’elegante rococò di Francesco Monti, la cui sofisticata maniera è tratteggiata da tre opere “da cavalletto”, una deliziosa tela con il Giudizio di Paride, ricca di sottigliezze cromatiche, uno squisito rame di soggetto sacro e una freschissima Allegoria ad olio su carta risolta con le sue inconfondibili pennellate sciolte e volanti. Ad impreziosire la “quadreria” emiliana intervengono i lavori di due noti maestri modenesi come Giacomo Zoboli,autore di un garbato dipinto con lo Svenimento di Ester e Antonio Consetti, presente con due disegni qualificati dai tipici tratti brevi e rapidi.
L’ultima stagione della grande pittura bolognese è rappresentata da due strepitosi dipinti di Gaetano Gandolfi,un ovale con San Giuseppe col Bambinodalla tipica materia sontuosa stesa con impareggiabile virtuosismo di tocco, e il bozzetto per il Sacrifico di Ifigenia affrescato nel 1789 in un soffitto di Palazzo Gnudi Scagliarini a Bologna. Chiudono la mostra una luminosa tempera con Paesaggio costiero di Vincenzo Martinelli, capolavoro del maestro già pubblicato da Zucchini nel suo pionieristico volume del 1947 sulla pittura di paesaggio a Bologna, e un delizioso disegno con Giochi di putti di Pelagio Palagi, esponente di rilevo delle nuove tendenze neoclassiche. 
La mostra si rivelerà come sempre un’importante occasione per far conoscere al pubblico dipinti di notevole interesse scientifico, capaci di affascinare non solo studiosi e collezionisti, ma anche i tanti appassionati di pittura antica. In questa ventesima rassegna sono presenti capolavori rari e di grande rilievo, appartenuti ad importanti collezioni e già esposti nel passato in mostre internazionali. La presentazione delle opere nel catalogo è curata come di consueto dal Professor Daniele Benati dell’Università di Bologna, che coordina il lavoro di un nutrito gruppo di specialisti.

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