Metamorfosi
Charlotte Charbonnelm, Ecrans Liquides 1, 2023, stampa fotografica su lastra di plexiglas retroilluminata, 66 x 60 x 3 cm., 3 edizione: 1/3
Dal 16 Marzo 2024 al 11 Maggio 2024
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: LABS Contemporary Art
Indirizzo: Via Santo Stefano 38
Orari: martedì-sabato 10-13 / 15-19 o su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 051 3512448
E-Mail info: info@labsgallery.it
Sito ufficiale: http://www.labsgallery.it
Sabato 16 marzo 2024, la galleria LABS Contemporary Art di Bologna presenta la mostra METAMORFOSI con protagonisti i quattro artisti francesi Cécile Beau, Nicolas Boulard, Jean-Baptiste Caron, Charlotte Charbonnel, in collaborazione con la galleria parigina 22,48 m2 e con il sostegno di CNAP - Centre national des arts plastiques.
La mostra è il frutto di un progetto di scambio nato dalla volontà dei galleristi Alessandro Luppi e Rosario Caltabiano, di favorire la visione e la ricerca dei propri artisti e di ampliare i propri network presentando progetti inediti e pensati specificatamente per i rispettivi spazi espositivi. In parallelo, infatti, durante lo stesso periodo, LABS Contemporary Art presenta Puntinismo, doppia personale degli artisti italiani Giulia Marchi e Marco Emmanuele, che ha inaugurato presso 22,48 m2 lo scorso sabato 3 marzo.
Il rapporto tra l’uomo, la materia e l’ambiente ha da sempre ispirato l’immaginario artistico, scientifico e filosofico. L’intreccio intimo con la materialità e le sue molteplici forme definisce il nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Svariate pratiche artistiche, a cavallo tra arte e scienza, ci rivelano che la materia e la sua alterazione non sono soltanto dei fenomeni fisici, ma anche i portatori di una potenza onirica che ci accompagna verso una comprensione più profonda di noi stessi e del nostro mondo contemporaneo.
Nella mostra Metamorfosi, le pratiche diversificate dei quattro artisti trovano un punto d’incontro nell’osservazione della natura e dello sguardo dell’uomo su quest’ultima. Le opere selezionate constituiscono un paesaggio proteiforme che indaga la forza della natura nella sua frammentarietà e attraverso il suo perenne stato di trasformazione. Prendendo in esame i risultati di fenomeni chimici, fisici o geologici, si avrà dunque modo di decostruire la lettura semplicistica di una natura solo ed esclusivamente sublimata o demonizzata. Attraverso micro-ecosistemi (vivi, estinti o immaginati) e interventi minuziosi sulla materia, gli artisti indagano sull’essenza dell’identità del mondo vivente: il movimento incessante di trasformazione universale. Questi processi metamorfici innescati nelle opere sono discreti, silenziosi o addirittura invisibili, contrapponendosi alla violenza delle trasformazioni subite dalla natura, come testimoniato dalle alluvioni senza precedenti che hanno colpito la provincia di Bologna e l’intera Emilia-Romagna lo scorso anno.
In un’era di cambiamenti climatici irreversibili e di evoluzioni tecnologiche e sociali sempre più rapide, riflettere sulla nozione di metamorfosi intrinseca alla natura (con o senza l’intervento umano) diventa fondamentale per comprendere la contemporaneità e affrontare i continui cambiamenti del futuro con una prospettiva nuova.
Cécile Beau, nata nel 1978, vive e lavora in Francia tra Parigi e la Bretagna. Le sue sperimentazioni visive e sonore traslano il tempo e lo spazio, proponendo dei territori interstiziali dalle fattezze stranianti: suoni e immagini interagiscono in dispositivi che spesso rivelano anomalie, assenze, spazi sospesi o ambienti fittizi nella loro apparente banalità.
Nicolas Boulard, nato nel 1976 a Reims, vive e lavora a Clamart, nei dintorni di Parigi. Le sue sculture e installazioni combinano riferimenti al minimalismo e all’arte concettuale per mezzo di materiali organici, la maggior parte dei quali provenienti dal mondo della produzione alimentare. Dal 2010 lavora tra l’altro a un progetto intitolato Specific Cheeses, uno studio sulla somiglianza tra le forme della Minimal Art e i formaggi.
Jean-Baptiste Caron, nato nel 1983, vive e lavora a Montesson, nell’Île-de-France. Attento osservatore del mondo che lo circonda, la sua pratica cerca di aggirare la realtà fisica pur attenendosi a un rigoroso approccio scientifico. Le sue opere interrogano i limiti delle leggi della fisica e della meccanica, manipolando gli elementi più svariati per metterli in tensione, sperimentando le nozioni di gravità e assenza di peso, di densità e leggerezza, di materialità e immaterialità.
Charlotte Charbonnel, nata nel 1980, vive e lavora a Parigi. Per Nathalie Desmet "Il suo lavoro nasce da un processo di ricerca empirica dalle molteplici sfaccettature: l’ascolto e la captazione di materiali e fenomeni naturali, l’esplorazione dei diversi stati della materia, l’osservazione meticolosa di sostanze sfuggenti... La sua pratica individua un campo di sperimentazione illimitato nei fluidi instabili, nelle onde mutevoli, nelle nuvole, nel fumo e in altre forme nebbiose".
La mostra è il frutto di un progetto di scambio nato dalla volontà dei galleristi Alessandro Luppi e Rosario Caltabiano, di favorire la visione e la ricerca dei propri artisti e di ampliare i propri network presentando progetti inediti e pensati specificatamente per i rispettivi spazi espositivi. In parallelo, infatti, durante lo stesso periodo, LABS Contemporary Art presenta Puntinismo, doppia personale degli artisti italiani Giulia Marchi e Marco Emmanuele, che ha inaugurato presso 22,48 m2 lo scorso sabato 3 marzo.
Il rapporto tra l’uomo, la materia e l’ambiente ha da sempre ispirato l’immaginario artistico, scientifico e filosofico. L’intreccio intimo con la materialità e le sue molteplici forme definisce il nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Svariate pratiche artistiche, a cavallo tra arte e scienza, ci rivelano che la materia e la sua alterazione non sono soltanto dei fenomeni fisici, ma anche i portatori di una potenza onirica che ci accompagna verso una comprensione più profonda di noi stessi e del nostro mondo contemporaneo.
Nella mostra Metamorfosi, le pratiche diversificate dei quattro artisti trovano un punto d’incontro nell’osservazione della natura e dello sguardo dell’uomo su quest’ultima. Le opere selezionate constituiscono un paesaggio proteiforme che indaga la forza della natura nella sua frammentarietà e attraverso il suo perenne stato di trasformazione. Prendendo in esame i risultati di fenomeni chimici, fisici o geologici, si avrà dunque modo di decostruire la lettura semplicistica di una natura solo ed esclusivamente sublimata o demonizzata. Attraverso micro-ecosistemi (vivi, estinti o immaginati) e interventi minuziosi sulla materia, gli artisti indagano sull’essenza dell’identità del mondo vivente: il movimento incessante di trasformazione universale. Questi processi metamorfici innescati nelle opere sono discreti, silenziosi o addirittura invisibili, contrapponendosi alla violenza delle trasformazioni subite dalla natura, come testimoniato dalle alluvioni senza precedenti che hanno colpito la provincia di Bologna e l’intera Emilia-Romagna lo scorso anno.
In un’era di cambiamenti climatici irreversibili e di evoluzioni tecnologiche e sociali sempre più rapide, riflettere sulla nozione di metamorfosi intrinseca alla natura (con o senza l’intervento umano) diventa fondamentale per comprendere la contemporaneità e affrontare i continui cambiamenti del futuro con una prospettiva nuova.
Cécile Beau, nata nel 1978, vive e lavora in Francia tra Parigi e la Bretagna. Le sue sperimentazioni visive e sonore traslano il tempo e lo spazio, proponendo dei territori interstiziali dalle fattezze stranianti: suoni e immagini interagiscono in dispositivi che spesso rivelano anomalie, assenze, spazi sospesi o ambienti fittizi nella loro apparente banalità.
Nicolas Boulard, nato nel 1976 a Reims, vive e lavora a Clamart, nei dintorni di Parigi. Le sue sculture e installazioni combinano riferimenti al minimalismo e all’arte concettuale per mezzo di materiali organici, la maggior parte dei quali provenienti dal mondo della produzione alimentare. Dal 2010 lavora tra l’altro a un progetto intitolato Specific Cheeses, uno studio sulla somiglianza tra le forme della Minimal Art e i formaggi.
Jean-Baptiste Caron, nato nel 1983, vive e lavora a Montesson, nell’Île-de-France. Attento osservatore del mondo che lo circonda, la sua pratica cerca di aggirare la realtà fisica pur attenendosi a un rigoroso approccio scientifico. Le sue opere interrogano i limiti delle leggi della fisica e della meccanica, manipolando gli elementi più svariati per metterli in tensione, sperimentando le nozioni di gravità e assenza di peso, di densità e leggerezza, di materialità e immaterialità.
Charlotte Charbonnel, nata nel 1980, vive e lavora a Parigi. Per Nathalie Desmet "Il suo lavoro nasce da un processo di ricerca empirica dalle molteplici sfaccettature: l’ascolto e la captazione di materiali e fenomeni naturali, l’esplorazione dei diversi stati della materia, l’osservazione meticolosa di sostanze sfuggenti... La sua pratica individua un campo di sperimentazione illimitato nei fluidi instabili, nelle onde mutevoli, nelle nuvole, nel fumo e in altre forme nebbiose".
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