BRESCIA PHOTO FESTIVAL – IX EDIZIONE
© Elio Villa | Oliviero Toscani a Milano, Palazzo Reale, 24 giugno 2022 | Inaugurazione della mostra Oliviero-Toscani. Professione fotografo
Dal 26 March 2026 al 29 March 2026
Brescia
Luogo: Sedi varie
Indirizzo: Sedi varie
A Brescia torna la festa della fotografia.
È tutto pronto per l’apertura del Brescia Photo Festival, la manifestazione interamente dedicata alla forma d’arte che più di ogni altra riesce a interpretare il tempo presente e che ha visto negli anni scorsi la città protagonista a livello nazionale con importanti antologiche come quelle dedicate a Joel Meyerowitz, Ansel Adams, Weston (Edward, Brett, Cole, Cara), Alfred Seiland e con decine di mostre di ricerca, studio e dossier per raccontare la fotografia italiana come Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin o Maria Vittoria Backahus.
Giunto alla sua nona edizione, il Festival si presenta con una formula rinnovata per diventare, ancora più radicalmente, il festival della città. Non più soltanto un palinsesto di appuntamenti ospitati nelle sedi istituzionali, ma un progetto diffuso che nasce dal tessuto urbano e lo attraversa, coinvolgendo accanto alle principali Istituzioni culturali anche spazi indipendenti, realtà associative e luoghi del quotidiano. Attraverso il linguaggio della fotografia si costruisce così una rete viva di ambienti e relazioni che anima la città e ne mette in dialogo le energie.
A fine marzo, a Brescia, tra giovedì 26 e domenica 29 marzo 2026: quattro giorni intensi in cui Brescia si trasformerà in un laboratorio aperto, accogliendo mostre, conferenze, incontri, proiezioni e presentazioni di libri con artisti, critici e studiosi tra i più autorevoli e interessanti della scena fotografica italiana e internazionale. Un’esperienza condivisa che invita il pubblico a attraversare la città seguendo il filo delle immagini, scoprendo nuovi spazi e nuove prospettive.
Un fine settimana lungo in cui si inaugurano una mezza dozzina di mostre originali e si svolgono oltre venti eventi pubblici. Un programma articolato e lineare, sotto la regia di Fondazione Brescia Musei, per permettere a tutti i bresciani e agli appassionati italiani di trascorrere 3 o 4 giorni fotografici a Brescia, partecipando alle inaugurazioni delle mostre e approfondendo con i grandi autori e critici ospiti dell’iniziativa: Giovanna Calvenzi, Diego Cascio, Francesco Cito, Paolo Clerici, Denis Curti, Marco Gehlhar, Bruce Gilden, Andrea Holzherr, Paolo Landi, Roberto Mutti, Alberto Prina, Lea Sansone, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini, Giovanni Valagussa, Mauro Zanchi.
Il IX Brescia Photo Festival è promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, con la curatela artistica di Renato Corsini, in collaborazione con Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana e con alcune delle più attive realtà culturali del territorio: Accademia di Belle Arti SantaGiulia, LABA- Libera Accademia Belle Arti, Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Fondazione Clerici, MITA, Editrice Morcelliana, Mutty Gallery che animeranno oltre una dozzina di venue dell’evento.
I LUOGHI DEL BRESCIA PHOTO FESTIVAL
- Museo di Santa Giulia. Brescia, via dei Musei 81/b
- Pinacoteca Tosio Martinengo. Brescia, piazza Moretto, 4
- Cavallerizza, Centro della Fotografia Italiana. Brescia, via Fratelli Cairoli, 9
- Auditorium di Santa Giulia. Brescia, via Piamarta, 4
- Cinema Nuovo Eden. Brescia, via Nino Bixio, 9
- Accademia di Belle Arti SantaGiulia. Brescia, via Nicolò Tommaseo, 49
- LABA. Libera Accademia Belle Arti. Brescia, via don Giacomo Vender, 66
- MITA. Brescia, via Privata de Vitalis
- Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub. Brescia, contrada del Carmine, 2F
- Mutty Gallery. Brescia, via Trieste 32/a
- Palazzo Martinengo Cesaresco. Brescia, via Musei, 30
- Spazio Contemporanea. Brescia, corsetto Sant’Agata, 22
- Stone Venue (Parco delle Cave). Brescia, via Cerca
Tutte le informazioni sul sito bresciamusei.com
LE MOSTRE
Apre il Brescia Photo Festival la mostra che Fondazione Brescia Musei dedica, dal 27 marzo al 23 agosto, a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, e lo celebra, per la prima volta in Italia, con un unico progetto composto da una mostra e da una installazione site-specific, allestite al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
L’esposizione, dal titolo Bruce Gilden. A closer look, la prima grande monografica dedicata al grande fotografo newyorkese e mai presentata in Italia, curata da Denis Curti e ospitata dal Museo di Santa Giulia, presenta un corpus di 80 fotografie; il percorso ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, dalle particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash; sono scatti realizzati come cronaca figurativa di città in giro per il mondo: dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per il Messico, la Grecia e la Colombia; sono opere che nascono da una relazione e da un dialogo fortemente cercato con i soggetti, ma che non rinunciano a un approccio diretto e senza sconti, tipico della sua cifra espressiva.
Accanto ad esse, sarà esposta una serie di fotografie in bianco e nero degli esordi (1968), realizzate in Giappone con alcuni rappresentanti della Yakuza (1996-1999), ad Haiti (1985-1995), in Europa, tra Francia (1994-2015), Irlanda (1996-1997) e Inghilterra (2000-2012), ma soprattutto nella sua città natale: New York (1969-1995).
Completano la rassegna due contributi audiovisivi: il primo è una intervista del fotografo e reporter britannico Martin Parr, recentemente scomparso, nella quale Bruce Gilden racconterà le sue vicende biografiche e la sua carriera professionale; il secondo è un video realizzato dall’Agenzia Magnum Photos.
L’installazione site-specific dal titolo Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, pensata appositamente per questa prima presentazione italiana, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la collezione dei Musei Civici di Brescia. L’opera reinterpreta il concetto di “grazia”, esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al MET – Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo, ed è allestita dal 27 marzo al 12 luglio alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’intento è stato quello di affermare la fotografia come principale mezzo artistico della contemporaneità, capace di confrontarsi con i grandi temi dell’arte del passato, attraverso il coinvolgimento diretto di uno dei suoi protagonisti più autorevoli.
Bruce Gilden, inoltre, sarà protagonista di due talk: venerdì 27 marzo, ore 18.00; Auditorium Santa Giulia, il fotografo americano incontrerà il pubblico in un incontro a due voci insieme a Denis Curti; sabato 28 marzo, alle ore 10.00, sempre in Auditorium Santa Giulia, Gilden dialogherà con i ragazzi delle scuole di secondo grado in un appuntamento pensato appositamente per gli studenti.
Al racconto del percorso artistico di Bruce Gilden sarà dedicata anche l’esposizione Bruce Gilden. Haiti, organizzata dalla Fondazione Clerici, allo Spazio Contemporanea, dal 26 marzo al 13 giugno 2026, dove sarà esposta una selezione di venti fotografie del fotografo dedicate ad Haiti e appartenenti alla collezione di Paolo Clerici. Gilden si reca per la prima volta ad Haiti nel 1984, in occasione delle celebrazioni del Mardi Gras, rimanendo profondamente colpito dall’isola e dai suoi abitanti. Decide così di raccontarne la storia e la cultura, documentando con il mezzo fotografico ogni aspetto della vita locale: dai mercati alla vita notturna, dai passanti delle grandi città ai riti funebri.
REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia è il titolo della rassegna che fino al 10 maggio sarà ospitata dalla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana che, attraverso il tema del viaggio, celebra l’agenzia Realphoto che ha operato negli anni ‘60 e che è stata in qualche modo il contraltare della ben più nota agenzia Magnum. Tra i fondatori di quell’agenzia, Caio Mario Garrubba, Nicola Sansone e Calogero Cascio sono stati, per impegno e produzione di lavoro, i più rappresentativi per la ricerca di un nuovo linguaggio delle immagini. Ai loro reportage è dedicata l’esposizione proposta per il Brescia Photo Festival 2026 e curata da Renato Corsini e che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 18.30: la Cina ai tempi di Mao nel 1959 di Caio Mario Garrubba, il Vietnam di Calogero Cascio e l’America di Nicola Sansone negli anni ‘60, tre testimonianze di quello che non è stato solo un fermento fotografico ma anche e soprattutto sociale.
Caio Mario Garrubba sarà protagonista anche dell’esposizione in programma a MITA, dove, venerdì 27 marzo alle ore 19 sarà inaugurata la mostra Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong. Curata da Renato Corsini, l’esposizione proporrà fotografie vintage e oggetti di propaganda legati alla rivoluzione culturale di Mao Zedong in dialogo con la grande esposizione di tappeti cinesi Le trame del dragone, attualmente in corso. Un percorso in cui la visione fotografica di Caio Mario Garrubba (1923-2015) s’intreccia con la ricchezza simbolica e storica dei tappeti cinesi, offrendo uno sguardo inedito sulle relazioni tra fotografia e tradizione tessile. La mostra chiuderà il 3 maggio 2026.
Lo sbadiglio dell’archivista infine, è una mostra promossa dall’Associazione Carme delle opere degli allievi del biennio di fotografia della LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, sviluppata a partire dalle collezioni di Fondazione Ago di Modena e che inaugurerà il 26 marzo alle ore 17, negli spazi di Carme, con un intervento di Mauro Zanchi, storico dell’arte. L’esposizione, ispirata a un’immagine ottocentesca (La cicogna lettrice, Litografia Bognard, Parigi), presenta undici sguardi sulle collezioni di Fondazione Ago attraverso progetti fotografici e multimediali, tra video e installazioni. Le opere riflettono sull’archivio come struttura del sapere e sui criteri che ne orientano la lettura, esplorando microstorie, memorie dimenticate e visioni del futuro rimaste incompiute. Il progetto coinvolge undici allievi della LABA — Elisa Barison, Maila Blasi, Paola Bormioli, Beatrice Burlone, Silvia Cavazzi, Viola Consigli, Sofia Gorini, Simone Nebbia, Elisa Pasotti, Vittoria Signoretto e Marco Zerbinati — coordinati dall’artista e docente Simone Santilli.
GLI EVENTI
GIOVEDÌ 26 MARZO
L’edizione 2026 del Brescia Photo Festival sarà accompagnata da un ricco palinsesto di eventi che si aprirà giovedì 26 marzo, alle ore 9.30 all’Auditorium di Santa Giulia con la conferenza che ricorda Oliviero Toscani, a un anno dalla scomparsa, promossa dall’Editrice Morcelliana.
L’incontro – La lezione di Oliviero Toscani: verso un’idea di Umanesimo Tecnologico – presenta una riflessione sul tema della comunicazione e delle sue trasformazioni. Paolo Landi, autore del libro Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore (Morcelliana – Scholé) e stretto collaboratore di Toscani, dialogherà con Massimo Tantardini, Vicedirettore dell’Accademia SantaGiulia, Luisa Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia. L’incontro, condotto da Anna Giunchi, docente dell’Accademia SantaGiulia ed esperta dei media, sarà un tributo alla memoria e una chiamata all’azione per i futuri artisti e designer dell’immagine, un invito alla vocazione sperimentale e a una consapevolezza della responsabilità etica, alla base dell’Umanesimo Tecnologico.
Alle ore 15.00, lo Stones Venue (Parco delle Cave) ospiterà la presentazione del progetto Teatri dell’immagine, promosso dal Consorzio Marmisti Bresciani, che vedrà tra la primavera e l’estate 2026, le cave di Botticino ospitare un ciclo di mostre nelle quali le fotografie saranno proiettate direttamente sui blocchi di marmo e sulle pareti delle cave, trasformando i luoghi di estrazione in spazi espositivi. Alla conversazione parteciperanno Luisa Senini, presidente del Consorzio Marmisti Bresciani e Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival.
Alle ore 18.00, in Auditorium di Santa Giulia, si terrà l’inaugurazione del progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden, alla presenza del fotografo, del curatore Denis Curti e di Andrea Holzherr, global cultural director di Magnum Photo. Si ricorda inoltre che, come da tradizione ormai consolidata, la vista alla mostra Bruce Gilden. A closer look al Museo di Santa Giulia e all’installazione site specific Grace/Grazia. Brice Gilden per Raffaello in Pinacoteca Tosio Martinengo saranno gratuite per tutti i visitatori il primo giorno di apertura, venerdì 27 marzo.
Alle ore 18.30, da Mutty Gallery, si terrà la presentazione del libro The Great Filter di Marco Gehlhar, edito lo scorso anno da Booooooom attraverso una open call. All’incontro, a cui parteciperanno l’autore stesso e Stefano Solaro, poeta, appassionato di occulto e teorie del complotto, è un viaggio documentario attraverso un’epoca caratterizzata da un paradosso: l’umanità è tecnologicamente avanzata da poter esplorare il cosmo alla ricerca di forme di vita, ma allo stesso tempo sta spingendo la Terra verso il collasso ecologico e il pericolo nucleare.
Il focus sull’artista protagonista della mostra proposta da Fondazione Brescia Musei, prosegue alle ore 19.00, allo Spazio Contemporanea, con l’inaugurazione della mostra promossa da Fondazione Clerici Bruce Gilden. Haiti, alla presenza del collezionista Paolo Clerici e della curatrice della Fondazione Clerici, Carlotta Clerici.
La giornata si chiuderà alle ore 21.00 al Cinema Nuovo Eden con la proiezione del film Oltre il Confine: Le Immagini di Mimmo e Francesco Jodice di Matteo Parisini: un doppio ritratto in dialogo tra Mimmo Jodice e il figlio Francesco, costruito a partire da immagini di famiglia e interviste inedite. La pellicola ripercorre due itinerari artistici che diventano anche racconto del Paese e del mondo: dagli scatti di Mimmo che documentano il colera di Napoli del 1973 e il terremoto in Irpinia del 1980, fino alle ricerche di Francesco tra il Giappone degli hikikomori e i paesaggi del Far West.
VENERDÌ 27 MARZO
La giornata di venerdì 27 marzo si aprirà alle 10.00 con un incontro promosso da LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, dedicato alla presentazione del catalogo della mostra FO.CO – Exposing Contemporary Photography, ospitata lo scorso autunno negli spazi della Cavallerizza. Il volume raccoglie le opere e i percorsi creativi di 35 giovani artisti under 35 coinvolti nel progetto espositivo, offrendo uno sguardo sulle nuove prospettive della fotografia contemporanea e sull’uso dei nuovi media. Interverranno Mauro Zanchi e Sara Benaglia, docenti della Scuola di Fotografia di LABA, insieme a Sara Bortoletto, project manager di Fo.CO. e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza.
Alle ore 14.00, all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia sarà illustrata l’esposizione Oltre. Scenografia di una città che cambia, in tenuta alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana il prossimo 16 maggio. L’esposizione raccoglierà un centinaio di opere fotografiche e visive realizzate dagli studenti dell’Accademia, gettando uno sguardo contemporaneo e creativo sul paesaggio urbano e sulla trasformazione di Brescia. All’incontro interverranno Ilaria Bignotti, incaricata dal Comune di Brescia del Servizio specialistico di supporto nell’ambito della direzione artistica, ideazione e organizzazione di progetti ed eventi di arte contemporanea (2024-2028) e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza- Centro della Fotografia Italiana.
Il pomeriggio si arricchirà alle ore 18.00 con l’incontro con Bruce Gilden (Auditorium di Santa Giulia) in dialogo con il curatore Denis Curti, un talk in cui il fotografo ripercorrerà gli inizi della sua carriera, segnati dall’incontro con una celebre frase di Robert Capa che ha orientato tutta la sua ricerca: essere “abbastanza vicino” come scelta etica e fisica insieme. Riflettendo sul progetto Faces, racconta l’evoluzione del suo sguardo, oggi più essenziale e consapevole, e il desiderio di realizzare ritratti diretti e intensi, capaci di “tirare fuori l’anima”, ispirati alla forza cruda delle prime foto segnaletiche del Novecento.
Chiude la giornata, alle 19.00, l’inaugurazione della mostra Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong, che avrà luogo presso MITA Centro Culturale, con Flavio Pasotti, presidente di MITA, Giovanni Valagussa, curatore di MITA, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival e Sara Bortoletto, antropologa e ricercatrice indipendente, che analizzeranno il valore del lungo reportage di Caio Mario Garrubba, che nel 1959 documentò la società maoista a dieci anni dalla sua costituzione. Un dialogo che accosterà la fotografia documentaria all’iconografia del realismo socialista per ricostruire le traiettorie e le utopie del Grande balzo in avanti.
SABATO 28 MARZO
Il ricco programma di sabato 28 marzo propone una interessante serie di incontri e di progetti e si aprirà con l’appuntamento dedicato agli studenti delle scuole di II grado che incontreranno il fotografo americano Bruce Gilden, con il curatore del progetto Denis Curti.
Alle ore 11.00, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, si terrà la presentazione della mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza, a cura proprio di Giovanna Calvenzi. L’esposizione, promossa da Fondazione Brescia Musei, riunisce gli scatti di quaranta fotografi che, nell’arco di circa un decennio, hanno interpretato la Vittoria Alata come musa senza tempo — tra loro Gabriele Basilico, Giovanni Gastel, Carlo Orsi, Franco Fontana, Giovanni Chiaramonte, Claudio Amadei, Alessandra Chemollo e Paolo Ventura, solo per citarne alcuni.
L’esposizione rappresenta uno dei momenti più significativi del programma di iniziative con cui Fondazione Brescia Musei celebra i duecento anni dal ritrovamento della scultura simbolo della città di Brescia. All’incontro prenderanno parte, oltre alla curatrice Giovanna Calvenzi, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival, Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei e Mauro Saccone, amministratore delegato di Olimpia Splendid, special partner della mostra.
Alle ore 15.00, a Palazzo Martinengo Cesaresco sarà invece presentata dalla diretta voce del curatore, Roberto Mutti, l’iniziativa espositiva Qualcosa è cambiato. Dieci fotografi bresciani dai primi 900 ad oggi. Realizzata in collaborazione con Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Qualcosa è cambiato proporrà – da aprile a dicembre - dieci mostre distribuite sul territorio provinciale, dedicate ad altrettanti fotografi bresciani - Eros Mauroner, Lorenzo Antonio Predali, Paolo Novelli, Renato Corsini, Giulia Martinelli, Claudio Amadei, Diego Di Lorenzo, Fabio Bix, Vincenzo Lonati, Oreste Alabiso -, dai primi decenni del Novecento fino alle sperimentazioni dei giovani autori contemporanei. Le rassegne saranno ospitate in diversi luoghi culturali, dal Musil di Cedegolo alla Fondazione Leonesia di Puegnago, a Palazzo Martinengo a Brescia, passando per Marone sul lago d’Iseo.
Sempre Roberto Mutti, storico e critico della fotografia, alle ore 16.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, presenterà l’incontro La percezione del mondo. L’ebraismo in fotografia, che rifletterà su una possibile specificità stilistica dell’ebraismo in fotografia, attraverso l’analisi di opere, linguaggi ed esperienze biografiche di autori di origine ebraica quali Alfred Stieglitz, Man Ray, Paul Strand, André Kertesz, Robert Capa, Gisele Freund, Eric Salomon, Elliott Erwitt, Diane Arbus e molti altri.
Alle ore 17.00, al Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, nell’incontro Africa. Regno selvaggio. Un viaggio fotografico tra le meraviglie della natura, il fotografo Vittorio Ferrero, in dialogo con Sara Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, condurranno il pubblico alla scoperta della regione africana sub-equatoriale e dei suoi abitanti, attraverso i suoi scatti realizzati in dieci anni e numerosi viaggi in luoghi come le pianure alluvionali dell’Okavango, le grandi praterie del Serengeti, i deserti della Namibia, il cratere del Ngorongoro e altro ancora. Promuove l’incontro il Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub.
Alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, Massimo Sestini, figura unica della fotografia internazionale contemporanea, premio World Press 2015 e protagonista della personale, dal titolo Zenit della fotografia, tenuta al Museo di Santa Giulia dal 24 settembre 2024 al 4 maggio 2025, torna a parlare al pubblico di Brescia in un incontro-racconto in dialogo con Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, sul suo ultimo anno di attività: Brescia, un anno dopo. A distanza da un poco più di anno dall’incidente al lago di Lavarone dove egli stesso dichiara di “essere morto e risorto” il fotografo toscano racconterà gli ultimi 12 mesi nei quali non ha mai smesso di confrontarsi con imprese all’altezza della sua fama, tra le quali il tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci (una circumnavigazione epica di 20 mesi che ha toccato 5 continenti, 3 oceani e quasi 30 Paesi, che Massimo stesso definisce l’esperienza più straordinaria della sua carriera professionale) e la testimonianza dei momenti più iconici delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, sfide delle quali mostrerà i propri reportage.
La giornata si completerà con l’inaugurazione della mostra REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia; appuntamento alle ore 18.30, alla Cavallerizza, con Renato Corsini, curatore delle mostre, Diego Cascio, responsabile dell’Archivio Calogero Cascio e Lea Sansone, responsabile dell’Archivio Nicola Sansone.
DOMENICA 29 MARZO
Per la sua ultima giornata, il Brescia Photo Festival proporrà alle ore 10.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia italiana, un incontro sul tema Fotogiornalismo oggi. Dialoghi contemporanei, in cui Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica di Lodi, Sara Polotti, giornalista esperta di cultura del Giornale di Brescia, e Francesco Cito, tra i più grandi fotoreporter italiani, si confronteranno sullo stato attuale del fotogiornalismo. Tra etica, linguaggi e responsabilità, l’appuntamento esplorerà come le immagini documentano, interpretano e trasformano la realtà in un’epoca segnata da conflitti, emergenze sociali e narrazioni digitali.
Alle ore 15.00, Sara Benaglia, ricercatrice visiva, saggista, curatrice a BACO Bergamo e docente alla NABA di Milano e alla LABA di Brescia, presenterà sempre alla Cavallerizza il suo nuovo libro Immagini Infestate. Ecologie tossiche della fotografia, in dialogo con Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza. Attraverso un percorso che va dall’analogico alla dissoluzione digitale, il volume mette in luce le connessioni tra fotografia, capitalismo, colonialismo e perdita di memoria, utilizzando il ritrovamento di muffe su immagini analogiche come potente escamotage narrativo. A dialogare con l’autrice ci sarà Margherita Magnino, curatrice dello spazio espositivo che ospita l’incontro.
Ferdinando Scianna, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, chiuderà il programma del Brescia Photo Festival.
Alle ore 17.00, alla Cavallerizza, in un talk, il fotografo siciliano e Renato Corsini, direttore artistico di Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana e del Brescia Photo Festival, renderanno omaggio a Gianni Berengo Gardin, recentemente scomparso. Tra reportage, ritratti e documentazione sociale, il talk ripercorrerà l’intensa carriera di uno degli autori più influenti del Novecento, riflettendo sul suo stile unico e sull’impatto duraturo sull’eredità che lascia alla fotografia italiana.
Alle ore 20.30, al Cinema Nuovo Eden, alla presenza di Ferdinando Scianna e Renato Corsini, sarà proiettato il film Ferdinando Scianna- Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. Un ritratto intimo dell’artista, che intreccia immagini, memoria e racconto.
Il Brescia Photo Festival si conferma come uno degli appuntamenti culturali più significativi e attesi della nostra città. Una manifestazione che cresce e si rinnova, offrendo a Brescia una proposta di alto livello, capace di parlare a pubblici diversi. Questa edizione, rinnovata nella formula, è il risultato di un importante lavoro condiviso: un progetto costruito grazie alla collaborazione tra il Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana e una rete ampia e qualificata di istituzioni culturali, museali, accademiche e associative del territorio. È proprio questo gioco di squadra a rendere il Festival non solo un evento di rilievo nazionale e internazionale, ma un autentico progetto della città. La nuova formula, con gli eventi concentrati in quattro giorni intensi, restituisce l’immagine di una Brescia viva e dinamica, attraversata dalla fotografia come linguaggio contemporaneo capace di interpretare il presente, dialogare con la storia e aprire nuove prospettive. Mostre, incontri, conferenze e proiezioni ospitati nei luoghi simbolo della città rafforzano il legame tra cultura e spazio urbano, rendendo Brescia un laboratorio di cultura aperto e partecipato.
Laura Castelletti, Sindaca di Brescia
Nel 2026 la città di Brescia propone un’importante novità: il restyling del format del Brescia Photo Festival, giunto alla IX edizione, apre la manifestazione a una pluralità di soggetti culturali e formativi, pubblici e privati, interessati dal linguaggio fotografico, stimolando l’osmosi tra le Istituzioni e favorendo l’integrazione intorno ai grandi topos della fotografia contemporanea. Per Fondazione Brescia Musei è un grande obiettivo riuscire a festeggiare con quattro giorni di grandi appuntamenti di livello nazionale l’inaugurazione della mostra evento e antologica dedicata al maestro internazionale della Street Photography Bruce Gilden.
Stefano Karadjov, direttore Fondazione Brescia Musei
L’intelligenza artificiale, nel modificare i meccanismi che regolano la nostra vita, ha profondamente messo in discussione anche le modalità di fruizione e di esecuzione della fotografia. Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale che esige un momento di riflessione e i contenuti di questa edizione del Brescia Photo Festival vanno, attraverso gli incontri e le mostre proposte, verso questa direzione. Un approfondimento sulla credibilità della fotografia attraverso i suoi i grandi interpreti ci dà l’occasione di studiarne l’importanza.
Renato Corsini, curatore artistico Brescia Photo Festival
È tutto pronto per l’apertura del Brescia Photo Festival, la manifestazione interamente dedicata alla forma d’arte che più di ogni altra riesce a interpretare il tempo presente e che ha visto negli anni scorsi la città protagonista a livello nazionale con importanti antologiche come quelle dedicate a Joel Meyerowitz, Ansel Adams, Weston (Edward, Brett, Cole, Cara), Alfred Seiland e con decine di mostre di ricerca, studio e dossier per raccontare la fotografia italiana come Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin o Maria Vittoria Backahus.
Giunto alla sua nona edizione, il Festival si presenta con una formula rinnovata per diventare, ancora più radicalmente, il festival della città. Non più soltanto un palinsesto di appuntamenti ospitati nelle sedi istituzionali, ma un progetto diffuso che nasce dal tessuto urbano e lo attraversa, coinvolgendo accanto alle principali Istituzioni culturali anche spazi indipendenti, realtà associative e luoghi del quotidiano. Attraverso il linguaggio della fotografia si costruisce così una rete viva di ambienti e relazioni che anima la città e ne mette in dialogo le energie.
A fine marzo, a Brescia, tra giovedì 26 e domenica 29 marzo 2026: quattro giorni intensi in cui Brescia si trasformerà in un laboratorio aperto, accogliendo mostre, conferenze, incontri, proiezioni e presentazioni di libri con artisti, critici e studiosi tra i più autorevoli e interessanti della scena fotografica italiana e internazionale. Un’esperienza condivisa che invita il pubblico a attraversare la città seguendo il filo delle immagini, scoprendo nuovi spazi e nuove prospettive.
Un fine settimana lungo in cui si inaugurano una mezza dozzina di mostre originali e si svolgono oltre venti eventi pubblici. Un programma articolato e lineare, sotto la regia di Fondazione Brescia Musei, per permettere a tutti i bresciani e agli appassionati italiani di trascorrere 3 o 4 giorni fotografici a Brescia, partecipando alle inaugurazioni delle mostre e approfondendo con i grandi autori e critici ospiti dell’iniziativa: Giovanna Calvenzi, Diego Cascio, Francesco Cito, Paolo Clerici, Denis Curti, Marco Gehlhar, Bruce Gilden, Andrea Holzherr, Paolo Landi, Roberto Mutti, Alberto Prina, Lea Sansone, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini, Giovanni Valagussa, Mauro Zanchi.
Il IX Brescia Photo Festival è promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, con la curatela artistica di Renato Corsini, in collaborazione con Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana e con alcune delle più attive realtà culturali del territorio: Accademia di Belle Arti SantaGiulia, LABA- Libera Accademia Belle Arti, Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Fondazione Clerici, MITA, Editrice Morcelliana, Mutty Gallery che animeranno oltre una dozzina di venue dell’evento.
I LUOGHI DEL BRESCIA PHOTO FESTIVAL
- Museo di Santa Giulia. Brescia, via dei Musei 81/b
- Pinacoteca Tosio Martinengo. Brescia, piazza Moretto, 4
- Cavallerizza, Centro della Fotografia Italiana. Brescia, via Fratelli Cairoli, 9
- Auditorium di Santa Giulia. Brescia, via Piamarta, 4
- Cinema Nuovo Eden. Brescia, via Nino Bixio, 9
- Accademia di Belle Arti SantaGiulia. Brescia, via Nicolò Tommaseo, 49
- LABA. Libera Accademia Belle Arti. Brescia, via don Giacomo Vender, 66
- MITA. Brescia, via Privata de Vitalis
- Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub. Brescia, contrada del Carmine, 2F
- Mutty Gallery. Brescia, via Trieste 32/a
- Palazzo Martinengo Cesaresco. Brescia, via Musei, 30
- Spazio Contemporanea. Brescia, corsetto Sant’Agata, 22
- Stone Venue (Parco delle Cave). Brescia, via Cerca
Tutte le informazioni sul sito bresciamusei.com
LE MOSTRE
Apre il Brescia Photo Festival la mostra che Fondazione Brescia Musei dedica, dal 27 marzo al 23 agosto, a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, e lo celebra, per la prima volta in Italia, con un unico progetto composto da una mostra e da una installazione site-specific, allestite al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
L’esposizione, dal titolo Bruce Gilden. A closer look, la prima grande monografica dedicata al grande fotografo newyorkese e mai presentata in Italia, curata da Denis Curti e ospitata dal Museo di Santa Giulia, presenta un corpus di 80 fotografie; il percorso ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, dalle particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash; sono scatti realizzati come cronaca figurativa di città in giro per il mondo: dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per il Messico, la Grecia e la Colombia; sono opere che nascono da una relazione e da un dialogo fortemente cercato con i soggetti, ma che non rinunciano a un approccio diretto e senza sconti, tipico della sua cifra espressiva.
Accanto ad esse, sarà esposta una serie di fotografie in bianco e nero degli esordi (1968), realizzate in Giappone con alcuni rappresentanti della Yakuza (1996-1999), ad Haiti (1985-1995), in Europa, tra Francia (1994-2015), Irlanda (1996-1997) e Inghilterra (2000-2012), ma soprattutto nella sua città natale: New York (1969-1995).
Completano la rassegna due contributi audiovisivi: il primo è una intervista del fotografo e reporter britannico Martin Parr, recentemente scomparso, nella quale Bruce Gilden racconterà le sue vicende biografiche e la sua carriera professionale; il secondo è un video realizzato dall’Agenzia Magnum Photos.
L’installazione site-specific dal titolo Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, pensata appositamente per questa prima presentazione italiana, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la collezione dei Musei Civici di Brescia. L’opera reinterpreta il concetto di “grazia”, esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al MET – Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo, ed è allestita dal 27 marzo al 12 luglio alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’intento è stato quello di affermare la fotografia come principale mezzo artistico della contemporaneità, capace di confrontarsi con i grandi temi dell’arte del passato, attraverso il coinvolgimento diretto di uno dei suoi protagonisti più autorevoli.
Bruce Gilden, inoltre, sarà protagonista di due talk: venerdì 27 marzo, ore 18.00; Auditorium Santa Giulia, il fotografo americano incontrerà il pubblico in un incontro a due voci insieme a Denis Curti; sabato 28 marzo, alle ore 10.00, sempre in Auditorium Santa Giulia, Gilden dialogherà con i ragazzi delle scuole di secondo grado in un appuntamento pensato appositamente per gli studenti.
Al racconto del percorso artistico di Bruce Gilden sarà dedicata anche l’esposizione Bruce Gilden. Haiti, organizzata dalla Fondazione Clerici, allo Spazio Contemporanea, dal 26 marzo al 13 giugno 2026, dove sarà esposta una selezione di venti fotografie del fotografo dedicate ad Haiti e appartenenti alla collezione di Paolo Clerici. Gilden si reca per la prima volta ad Haiti nel 1984, in occasione delle celebrazioni del Mardi Gras, rimanendo profondamente colpito dall’isola e dai suoi abitanti. Decide così di raccontarne la storia e la cultura, documentando con il mezzo fotografico ogni aspetto della vita locale: dai mercati alla vita notturna, dai passanti delle grandi città ai riti funebri.
REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia è il titolo della rassegna che fino al 10 maggio sarà ospitata dalla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana che, attraverso il tema del viaggio, celebra l’agenzia Realphoto che ha operato negli anni ‘60 e che è stata in qualche modo il contraltare della ben più nota agenzia Magnum. Tra i fondatori di quell’agenzia, Caio Mario Garrubba, Nicola Sansone e Calogero Cascio sono stati, per impegno e produzione di lavoro, i più rappresentativi per la ricerca di un nuovo linguaggio delle immagini. Ai loro reportage è dedicata l’esposizione proposta per il Brescia Photo Festival 2026 e curata da Renato Corsini e che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 18.30: la Cina ai tempi di Mao nel 1959 di Caio Mario Garrubba, il Vietnam di Calogero Cascio e l’America di Nicola Sansone negli anni ‘60, tre testimonianze di quello che non è stato solo un fermento fotografico ma anche e soprattutto sociale.
Caio Mario Garrubba sarà protagonista anche dell’esposizione in programma a MITA, dove, venerdì 27 marzo alle ore 19 sarà inaugurata la mostra Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong. Curata da Renato Corsini, l’esposizione proporrà fotografie vintage e oggetti di propaganda legati alla rivoluzione culturale di Mao Zedong in dialogo con la grande esposizione di tappeti cinesi Le trame del dragone, attualmente in corso. Un percorso in cui la visione fotografica di Caio Mario Garrubba (1923-2015) s’intreccia con la ricchezza simbolica e storica dei tappeti cinesi, offrendo uno sguardo inedito sulle relazioni tra fotografia e tradizione tessile. La mostra chiuderà il 3 maggio 2026.
Lo sbadiglio dell’archivista infine, è una mostra promossa dall’Associazione Carme delle opere degli allievi del biennio di fotografia della LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, sviluppata a partire dalle collezioni di Fondazione Ago di Modena e che inaugurerà il 26 marzo alle ore 17, negli spazi di Carme, con un intervento di Mauro Zanchi, storico dell’arte. L’esposizione, ispirata a un’immagine ottocentesca (La cicogna lettrice, Litografia Bognard, Parigi), presenta undici sguardi sulle collezioni di Fondazione Ago attraverso progetti fotografici e multimediali, tra video e installazioni. Le opere riflettono sull’archivio come struttura del sapere e sui criteri che ne orientano la lettura, esplorando microstorie, memorie dimenticate e visioni del futuro rimaste incompiute. Il progetto coinvolge undici allievi della LABA — Elisa Barison, Maila Blasi, Paola Bormioli, Beatrice Burlone, Silvia Cavazzi, Viola Consigli, Sofia Gorini, Simone Nebbia, Elisa Pasotti, Vittoria Signoretto e Marco Zerbinati — coordinati dall’artista e docente Simone Santilli.
GLI EVENTI
GIOVEDÌ 26 MARZO
L’edizione 2026 del Brescia Photo Festival sarà accompagnata da un ricco palinsesto di eventi che si aprirà giovedì 26 marzo, alle ore 9.30 all’Auditorium di Santa Giulia con la conferenza che ricorda Oliviero Toscani, a un anno dalla scomparsa, promossa dall’Editrice Morcelliana.
L’incontro – La lezione di Oliviero Toscani: verso un’idea di Umanesimo Tecnologico – presenta una riflessione sul tema della comunicazione e delle sue trasformazioni. Paolo Landi, autore del libro Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore (Morcelliana – Scholé) e stretto collaboratore di Toscani, dialogherà con Massimo Tantardini, Vicedirettore dell’Accademia SantaGiulia, Luisa Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia. L’incontro, condotto da Anna Giunchi, docente dell’Accademia SantaGiulia ed esperta dei media, sarà un tributo alla memoria e una chiamata all’azione per i futuri artisti e designer dell’immagine, un invito alla vocazione sperimentale e a una consapevolezza della responsabilità etica, alla base dell’Umanesimo Tecnologico.
Alle ore 15.00, lo Stones Venue (Parco delle Cave) ospiterà la presentazione del progetto Teatri dell’immagine, promosso dal Consorzio Marmisti Bresciani, che vedrà tra la primavera e l’estate 2026, le cave di Botticino ospitare un ciclo di mostre nelle quali le fotografie saranno proiettate direttamente sui blocchi di marmo e sulle pareti delle cave, trasformando i luoghi di estrazione in spazi espositivi. Alla conversazione parteciperanno Luisa Senini, presidente del Consorzio Marmisti Bresciani e Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival.
Alle ore 18.00, in Auditorium di Santa Giulia, si terrà l’inaugurazione del progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden, alla presenza del fotografo, del curatore Denis Curti e di Andrea Holzherr, global cultural director di Magnum Photo. Si ricorda inoltre che, come da tradizione ormai consolidata, la vista alla mostra Bruce Gilden. A closer look al Museo di Santa Giulia e all’installazione site specific Grace/Grazia. Brice Gilden per Raffaello in Pinacoteca Tosio Martinengo saranno gratuite per tutti i visitatori il primo giorno di apertura, venerdì 27 marzo.
Alle ore 18.30, da Mutty Gallery, si terrà la presentazione del libro The Great Filter di Marco Gehlhar, edito lo scorso anno da Booooooom attraverso una open call. All’incontro, a cui parteciperanno l’autore stesso e Stefano Solaro, poeta, appassionato di occulto e teorie del complotto, è un viaggio documentario attraverso un’epoca caratterizzata da un paradosso: l’umanità è tecnologicamente avanzata da poter esplorare il cosmo alla ricerca di forme di vita, ma allo stesso tempo sta spingendo la Terra verso il collasso ecologico e il pericolo nucleare.
Il focus sull’artista protagonista della mostra proposta da Fondazione Brescia Musei, prosegue alle ore 19.00, allo Spazio Contemporanea, con l’inaugurazione della mostra promossa da Fondazione Clerici Bruce Gilden. Haiti, alla presenza del collezionista Paolo Clerici e della curatrice della Fondazione Clerici, Carlotta Clerici.
La giornata si chiuderà alle ore 21.00 al Cinema Nuovo Eden con la proiezione del film Oltre il Confine: Le Immagini di Mimmo e Francesco Jodice di Matteo Parisini: un doppio ritratto in dialogo tra Mimmo Jodice e il figlio Francesco, costruito a partire da immagini di famiglia e interviste inedite. La pellicola ripercorre due itinerari artistici che diventano anche racconto del Paese e del mondo: dagli scatti di Mimmo che documentano il colera di Napoli del 1973 e il terremoto in Irpinia del 1980, fino alle ricerche di Francesco tra il Giappone degli hikikomori e i paesaggi del Far West.
VENERDÌ 27 MARZO
La giornata di venerdì 27 marzo si aprirà alle 10.00 con un incontro promosso da LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, dedicato alla presentazione del catalogo della mostra FO.CO – Exposing Contemporary Photography, ospitata lo scorso autunno negli spazi della Cavallerizza. Il volume raccoglie le opere e i percorsi creativi di 35 giovani artisti under 35 coinvolti nel progetto espositivo, offrendo uno sguardo sulle nuove prospettive della fotografia contemporanea e sull’uso dei nuovi media. Interverranno Mauro Zanchi e Sara Benaglia, docenti della Scuola di Fotografia di LABA, insieme a Sara Bortoletto, project manager di Fo.CO. e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza.
Alle ore 14.00, all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia sarà illustrata l’esposizione Oltre. Scenografia di una città che cambia, in tenuta alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana il prossimo 16 maggio. L’esposizione raccoglierà un centinaio di opere fotografiche e visive realizzate dagli studenti dell’Accademia, gettando uno sguardo contemporaneo e creativo sul paesaggio urbano e sulla trasformazione di Brescia. All’incontro interverranno Ilaria Bignotti, incaricata dal Comune di Brescia del Servizio specialistico di supporto nell’ambito della direzione artistica, ideazione e organizzazione di progetti ed eventi di arte contemporanea (2024-2028) e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza- Centro della Fotografia Italiana.
Il pomeriggio si arricchirà alle ore 18.00 con l’incontro con Bruce Gilden (Auditorium di Santa Giulia) in dialogo con il curatore Denis Curti, un talk in cui il fotografo ripercorrerà gli inizi della sua carriera, segnati dall’incontro con una celebre frase di Robert Capa che ha orientato tutta la sua ricerca: essere “abbastanza vicino” come scelta etica e fisica insieme. Riflettendo sul progetto Faces, racconta l’evoluzione del suo sguardo, oggi più essenziale e consapevole, e il desiderio di realizzare ritratti diretti e intensi, capaci di “tirare fuori l’anima”, ispirati alla forza cruda delle prime foto segnaletiche del Novecento.
Chiude la giornata, alle 19.00, l’inaugurazione della mostra Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong, che avrà luogo presso MITA Centro Culturale, con Flavio Pasotti, presidente di MITA, Giovanni Valagussa, curatore di MITA, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival e Sara Bortoletto, antropologa e ricercatrice indipendente, che analizzeranno il valore del lungo reportage di Caio Mario Garrubba, che nel 1959 documentò la società maoista a dieci anni dalla sua costituzione. Un dialogo che accosterà la fotografia documentaria all’iconografia del realismo socialista per ricostruire le traiettorie e le utopie del Grande balzo in avanti.
SABATO 28 MARZO
Il ricco programma di sabato 28 marzo propone una interessante serie di incontri e di progetti e si aprirà con l’appuntamento dedicato agli studenti delle scuole di II grado che incontreranno il fotografo americano Bruce Gilden, con il curatore del progetto Denis Curti.
Alle ore 11.00, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, si terrà la presentazione della mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza, a cura proprio di Giovanna Calvenzi. L’esposizione, promossa da Fondazione Brescia Musei, riunisce gli scatti di quaranta fotografi che, nell’arco di circa un decennio, hanno interpretato la Vittoria Alata come musa senza tempo — tra loro Gabriele Basilico, Giovanni Gastel, Carlo Orsi, Franco Fontana, Giovanni Chiaramonte, Claudio Amadei, Alessandra Chemollo e Paolo Ventura, solo per citarne alcuni.
L’esposizione rappresenta uno dei momenti più significativi del programma di iniziative con cui Fondazione Brescia Musei celebra i duecento anni dal ritrovamento della scultura simbolo della città di Brescia. All’incontro prenderanno parte, oltre alla curatrice Giovanna Calvenzi, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival, Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei e Mauro Saccone, amministratore delegato di Olimpia Splendid, special partner della mostra.
Alle ore 15.00, a Palazzo Martinengo Cesaresco sarà invece presentata dalla diretta voce del curatore, Roberto Mutti, l’iniziativa espositiva Qualcosa è cambiato. Dieci fotografi bresciani dai primi 900 ad oggi. Realizzata in collaborazione con Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Qualcosa è cambiato proporrà – da aprile a dicembre - dieci mostre distribuite sul territorio provinciale, dedicate ad altrettanti fotografi bresciani - Eros Mauroner, Lorenzo Antonio Predali, Paolo Novelli, Renato Corsini, Giulia Martinelli, Claudio Amadei, Diego Di Lorenzo, Fabio Bix, Vincenzo Lonati, Oreste Alabiso -, dai primi decenni del Novecento fino alle sperimentazioni dei giovani autori contemporanei. Le rassegne saranno ospitate in diversi luoghi culturali, dal Musil di Cedegolo alla Fondazione Leonesia di Puegnago, a Palazzo Martinengo a Brescia, passando per Marone sul lago d’Iseo.
Sempre Roberto Mutti, storico e critico della fotografia, alle ore 16.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, presenterà l’incontro La percezione del mondo. L’ebraismo in fotografia, che rifletterà su una possibile specificità stilistica dell’ebraismo in fotografia, attraverso l’analisi di opere, linguaggi ed esperienze biografiche di autori di origine ebraica quali Alfred Stieglitz, Man Ray, Paul Strand, André Kertesz, Robert Capa, Gisele Freund, Eric Salomon, Elliott Erwitt, Diane Arbus e molti altri.
Alle ore 17.00, al Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, nell’incontro Africa. Regno selvaggio. Un viaggio fotografico tra le meraviglie della natura, il fotografo Vittorio Ferrero, in dialogo con Sara Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, condurranno il pubblico alla scoperta della regione africana sub-equatoriale e dei suoi abitanti, attraverso i suoi scatti realizzati in dieci anni e numerosi viaggi in luoghi come le pianure alluvionali dell’Okavango, le grandi praterie del Serengeti, i deserti della Namibia, il cratere del Ngorongoro e altro ancora. Promuove l’incontro il Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub.
Alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, Massimo Sestini, figura unica della fotografia internazionale contemporanea, premio World Press 2015 e protagonista della personale, dal titolo Zenit della fotografia, tenuta al Museo di Santa Giulia dal 24 settembre 2024 al 4 maggio 2025, torna a parlare al pubblico di Brescia in un incontro-racconto in dialogo con Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, sul suo ultimo anno di attività: Brescia, un anno dopo. A distanza da un poco più di anno dall’incidente al lago di Lavarone dove egli stesso dichiara di “essere morto e risorto” il fotografo toscano racconterà gli ultimi 12 mesi nei quali non ha mai smesso di confrontarsi con imprese all’altezza della sua fama, tra le quali il tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci (una circumnavigazione epica di 20 mesi che ha toccato 5 continenti, 3 oceani e quasi 30 Paesi, che Massimo stesso definisce l’esperienza più straordinaria della sua carriera professionale) e la testimonianza dei momenti più iconici delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, sfide delle quali mostrerà i propri reportage.
La giornata si completerà con l’inaugurazione della mostra REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia; appuntamento alle ore 18.30, alla Cavallerizza, con Renato Corsini, curatore delle mostre, Diego Cascio, responsabile dell’Archivio Calogero Cascio e Lea Sansone, responsabile dell’Archivio Nicola Sansone.
DOMENICA 29 MARZO
Per la sua ultima giornata, il Brescia Photo Festival proporrà alle ore 10.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia italiana, un incontro sul tema Fotogiornalismo oggi. Dialoghi contemporanei, in cui Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica di Lodi, Sara Polotti, giornalista esperta di cultura del Giornale di Brescia, e Francesco Cito, tra i più grandi fotoreporter italiani, si confronteranno sullo stato attuale del fotogiornalismo. Tra etica, linguaggi e responsabilità, l’appuntamento esplorerà come le immagini documentano, interpretano e trasformano la realtà in un’epoca segnata da conflitti, emergenze sociali e narrazioni digitali.
Alle ore 15.00, Sara Benaglia, ricercatrice visiva, saggista, curatrice a BACO Bergamo e docente alla NABA di Milano e alla LABA di Brescia, presenterà sempre alla Cavallerizza il suo nuovo libro Immagini Infestate. Ecologie tossiche della fotografia, in dialogo con Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza. Attraverso un percorso che va dall’analogico alla dissoluzione digitale, il volume mette in luce le connessioni tra fotografia, capitalismo, colonialismo e perdita di memoria, utilizzando il ritrovamento di muffe su immagini analogiche come potente escamotage narrativo. A dialogare con l’autrice ci sarà Margherita Magnino, curatrice dello spazio espositivo che ospita l’incontro.
Ferdinando Scianna, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, chiuderà il programma del Brescia Photo Festival.
Alle ore 17.00, alla Cavallerizza, in un talk, il fotografo siciliano e Renato Corsini, direttore artistico di Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana e del Brescia Photo Festival, renderanno omaggio a Gianni Berengo Gardin, recentemente scomparso. Tra reportage, ritratti e documentazione sociale, il talk ripercorrerà l’intensa carriera di uno degli autori più influenti del Novecento, riflettendo sul suo stile unico e sull’impatto duraturo sull’eredità che lascia alla fotografia italiana.
Alle ore 20.30, al Cinema Nuovo Eden, alla presenza di Ferdinando Scianna e Renato Corsini, sarà proiettato il film Ferdinando Scianna- Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. Un ritratto intimo dell’artista, che intreccia immagini, memoria e racconto.
Il Brescia Photo Festival si conferma come uno degli appuntamenti culturali più significativi e attesi della nostra città. Una manifestazione che cresce e si rinnova, offrendo a Brescia una proposta di alto livello, capace di parlare a pubblici diversi. Questa edizione, rinnovata nella formula, è il risultato di un importante lavoro condiviso: un progetto costruito grazie alla collaborazione tra il Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana e una rete ampia e qualificata di istituzioni culturali, museali, accademiche e associative del territorio. È proprio questo gioco di squadra a rendere il Festival non solo un evento di rilievo nazionale e internazionale, ma un autentico progetto della città. La nuova formula, con gli eventi concentrati in quattro giorni intensi, restituisce l’immagine di una Brescia viva e dinamica, attraversata dalla fotografia come linguaggio contemporaneo capace di interpretare il presente, dialogare con la storia e aprire nuove prospettive. Mostre, incontri, conferenze e proiezioni ospitati nei luoghi simbolo della città rafforzano il legame tra cultura e spazio urbano, rendendo Brescia un laboratorio di cultura aperto e partecipato.
Laura Castelletti, Sindaca di Brescia
Nel 2026 la città di Brescia propone un’importante novità: il restyling del format del Brescia Photo Festival, giunto alla IX edizione, apre la manifestazione a una pluralità di soggetti culturali e formativi, pubblici e privati, interessati dal linguaggio fotografico, stimolando l’osmosi tra le Istituzioni e favorendo l’integrazione intorno ai grandi topos della fotografia contemporanea. Per Fondazione Brescia Musei è un grande obiettivo riuscire a festeggiare con quattro giorni di grandi appuntamenti di livello nazionale l’inaugurazione della mostra evento e antologica dedicata al maestro internazionale della Street Photography Bruce Gilden.
Stefano Karadjov, direttore Fondazione Brescia Musei
L’intelligenza artificiale, nel modificare i meccanismi che regolano la nostra vita, ha profondamente messo in discussione anche le modalità di fruizione e di esecuzione della fotografia. Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale che esige un momento di riflessione e i contenuti di questa edizione del Brescia Photo Festival vanno, attraverso gli incontri e le mostre proposte, verso questa direzione. Un approfondimento sulla credibilità della fotografia attraverso i suoi i grandi interpreti ci dà l’occasione di studiarne l’importanza.
Renato Corsini, curatore artistico Brescia Photo Festival
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