Ei Fu - Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa (1796-1815)

Luigi Manfredini, Medaglia commemorativa della vittoria di Wagram, recto Napoleone con la Corona Ferrea, 1809. Collezione privata

 

Dal 17 Marzo 2018 al 24 Giugno 2018

Cherasco | Cuneo

Luogo: Palazzo Salmatoris

Curatori: Laura Facchin

Enti promotori:

  • Patrocinio della Regione Piemonte

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.eifunapoleone.it/


Comunicato Stampa:
Napoleone Bonaparte e il Piemonte: un rapporto di amore e odio in un periodo di grandi cambiamenti geopolitici, sociali e culturali, un’esperienza per certi versi travagliata, in alcuni casi anche sofferta, ma che - come spesso accade nella storia - ha lasciato un grande segno ancora oggi tangibile. Ed è proprio la descrizione di tutto questo l’ambizioso obiettivo della mostra “Ei Fu - Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa (1796-1815)”, in programma da sabato 17 marzo a domenica 24 giugno 2018 a Palazzo Salmatoris di Cherasco (CN).

L’esposizione racconta gli aspetti culturali e sociali dell’epopea di Napoleone Bonaparte, con particolare attenzione alle vicende avvenute dal suo arrivo in Piemonte nel 1796 fino alla sua abdicazione nel 1814 e il rientro dei Savoia dall’esilio in Sardegna. La sede della mostra è lo stesso palazzo che ospitò proprio Napoleone il 28 aprile 1796 in occasione della firma dell’armistizio di Cherasco, centro presente all’interno della Federazione Europea delle Città Napoleoniche. Da qui Bonaparte iniziò la sua avanzata in Italia, parallelamente alle sue conquiste in Europa.

Quella di Cherasco è una mostra che racconta di eserciti e battaglie, ma soprattutto di trasformazioni sociali, culturali e urbane, di statuti e leggi, di emancipazione dei cittadini di religione ebraica e di storie di artisti, scienziati e studiosi che seguirono Napoleone nella corsa verso l’ideale di una nuova Europa e che raggiunsero posizioni di rilievo, come i piemontesi Carlo Secondo Salmatoris di Rosillon e Bernardino Drovetti.

Sono un centinaio gli oggetti in esposizione: documenti, libri, stampe, dipinti, sculture, miniature, porcellane, strumenti musicali, costumi teatrali, armi, argenti e medaglie. Le opere provengono da prestigiose istituzioni piemontesi, tra cui la Fondazione Accorsi-Ometto, il Museo Egizio e l’Archivio di Stato di Torino, oltre che dalla stessa Cherasco e da enti cheraschesi, in particolare la Biblioteca G.B. Adriani e l’Archivio Storico Civico, e da numerosi collezionisti privati.

La mostra è stata voluta dalla Città di Cherasco ed è promossa dall’Associazione Cherasco 1631, due anni dopo il grande successo di “Nel segno dei Savoia. Cherasco fortezza diplomatica”. Curatrice della mostra e del catalogo è Laura Facchin, storico d’arte e ricercatore dell’Università degli Studi dell’Insubria, con la collaborazione di Luca Mana, Flavio Russo e numerosi studiosi e specialisti di settore.

Una sezione a parte della mostra è dedicata alla “Napoleonmania” e curata da Alessia Giorda, storico, e Francesco Ganora, appassionato e collezionista napoleonico, con una collezione di memorabilia e di una vasta oggettistica che celebra il mito di Napoleone dall’Ottocento a oggi nelle sue espressioni più diverse e spesso bizzarre, dai fumetti al sapone da barba, dalle bottiglie di liquore alle figurine, e con una sala video per raccontare la figura di Napoleone nel cinema e nella pubblicità.
La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 19. Gli eventi collaterali organizzati nell’ambito dell’esposizione sono aperti a tutti i visitatori. Sono in programma anche visite guidate per gruppi e scuole.

La mostra ha ricevuto il patrocinio della Regione Piemonte ed è stata realizzata in collaborazione con Fondazione Accorsi-Ometto e Museo Egizio, grazie al sostegno del main sponsor Banca di Cherasco e degli sponsor Reale Mutua, Fondazione De Benedetti - Cherasco 1547 Onlus e Castello Visconteo di Cherasco e con il supporto organizzativo di Associazione Cherasco Cultura e Associazione Le Terre dei Savoia. 

LA MOSTRA

La mostra “Ei Fu – Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa (1796-1815)” intende porre l’accento su una serie di vicende, personalità, aspetti del vivere civile e della cultura che caratterizzarono la società piemontese dalla primavera del 1796, quando irruppero in Piemonte le armate francesi guidate dal ventisettenne Bonaparte e venne firmato con i rappresentanti del re di Sardegna, in Palazzo Salmatoris a Cherasco, il noto armistizio, sino all’abdicazione dell’aprile 1814, con il conseguente ritiro a Sant’Elena che coincise, per i territori in esame, al rientro dei Savoia dall’esilio in Sardegna e la riappropriazione del titolo sovrano.

La mostra include circa un centinaio di oggetti, provenienti da istituzioni pubbliche, a partire dagli enti cheraschesi, in particolare il ricco patrimonio librario e documentario della Biblioteca G.B. Adriani e dell’Archivio Storico Civico, da prestigiose istituzioni torinesi, prima fra tutte il Museo Egizio, quindi Fondazione Accorsi-Ometto e Archivio di Stato, oltre alla raccolta di costumi storici della Sartoria Devalle, e numerosi prestiti da raccolte private.

La maggior parte delle opere, frutto di un’attenta selezione, risale al periodo storico oggetto della mostra, e soprattutto al primo decennio dell’Ottocento. Si tratta per la maggior parte di lavori eseguiti da artisti o manifatture piemontesi o che riguardano personaggi piemontesi che raggiunsero posizioni di rilievo durante il quasi ventennio di dominazione francese. Primi fra tutti, il padrone di casa, ossia Carlo Secondo Salmatoris di Rosillon, e Bernardino Drovetti.

Il primo (1741-1822), dopo aver ospitato nel suo palazzo Bonaparte in occasione degli eventi dell’aprile- maggio 1796, nel 1802 fu nominato Prefetto di Palazzo del Governo a Parigi. Le sue capacità organizzative nella gestione del patrimonio e la sua preparazione sul cerimoniale, maturata negli anni al servizio di Vittorio Amedeo III di Savoia, gli fruttarono le successive nomine a Sovrintendente agli edifici, mobili e biblioteche del Primo Console e di Presidente del Collegio Elettorale del Dipartimento del Tanaro. Segno del prestigio e della fiducia in lui riposta da Bonaparte, fu l’incarico di scortare il pontefice Pio VII in viaggio verso la capitale francese nel 1804 e, nel successivo, la responsabilità di prelevare a Monza la Corona Ferrea che Napoleone doveva cingere per la sua incoronazione a Re d’Italia in Milano. Nel 1805 divenne Intendente generale dei beni della corona di qua dalle Alpi, rientrando in Piemonte. Qui si occupò di coordinare le riparazioni e il recupero dei palazzi già sabaudi adibiti a nuove mansioni di rappresentanza. Nel 1809 fu insignito del titolo di conte dell’Impero. È stato possibile in occasione di questa mostra, far ritornare in palazzo una serie di dipinti, sculture e oggetti che facevano parte dell’arredo del palazzo negli anni in cui il conte visse e che, dopo la sua morte, furono suddivisi tra gli eredi.

Il secondo (1776-1852), giunto in Egitto nel 1798 a seguito della spedizione militare guidata dal Bonaparte, visse a lungo in questi territori svolgendo attività diplomatica per conto della Francia ed ha legato il suo nome, grazie alla vendita nel 1824 al re di Sardegna Carlo Felice della sua collezione di antichità egizie raccolte sul campo, alla nascita, a Torino, del Museo Egizio, ad oggi il secondo nel mondo per quantità e qualità delle sue raccolte. Il suo ruolo è evocato in una sala dedicata alla Campagna d’Egitto e agli scavi da lui commissionati a cura del Museo Egizio.

Assai vario è il catalogo delle tipologie di beni: documenti, libri, stampe, dipinti, sculture, miniature, porcellane, strumenti musicali, costumi teatrali, armi, argenti, medaglie. Sono quasi una ventina gli studiosi di diverse discipline, dall’archeologia alla storia dell’arte, dalla storia politica all’architettura, dalla storia della musica al diritto e alla storia della moda, coinvolti per la redazione del catalogo.
Il percorso espositivo

Il percorso della mostra si sviluppa, secondo un ordine cronologico, attraverso dodici aree tematiche principali, allestite negli spazi espositivi del piano nobile di Palazzo Salmatoris.

1. L’armistizio di Cherasco
2. Le campagne d’Italia del Bonaparte: 1796-1797 e 1799-1800
3. Napoleone in Egitto (1798), Bernardino Drovetti e le collezioni del futuro Museo Egizio
4. Napoleone e il mondo ebraico. Dal proclama del 1799 alla emancipazione del popolo ebraico e la chiusura dei ghetti
5. Le soppressioni degli enti ecclesiastici. La dispersione delle opere d’arte e le trasformazioni urbane a seguito della vendita dei beni nazionali
6. Tassazioni e diritto in età napoleonica
7. L’evoluzione dell’immagine di Napoleone dal consolato all’impero
8. Dalla Guerra della Terza Coalizione alla campagna di Russia
9. Il soggiorno di Camillo Borghese e Paolina Bonaparte in Piemonte
10. Le arti, la musica e la moda
11. Carlo Secondo Salmatoris di Rosillon da Parigi a Cherasco
12. Il culto di Napoleone: dalle processioni del 15 agosto alla glorificazione

Al secondo piano l’itinerario prosegue con una sezione della mostra dedicata alla “Napoleonmania” (vedi scheda allegata).

Al pian terreno è allestita una sala video dedicata al fecondo rapporto tra la cinematografia e la figura di Napoleone, mentre la sala Reviglio ospita una serie di immagini fotografiche della prima rievocazione storica, svoltasi a Cherasco nel 1955, dedicata a celebrare i fatti dell’aprile 1796. In quella occasione diede il corpo e il volto al Bonaparte il pittore cheraschese Romano Reviglio (1928-2008) a cui questo spazio di Palazzo Salmatoris è dedicato.   

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