Volti e storie. Ottavio Leoni (1578-1630) ritrattista nell’Accademia. La Colombaria e nelle raccolte fiorentine

Ottavio Leoni, Maria de' Medici, circa 1600. Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

Dal 16 Novembre 2019 al 16 Febbraio 2020

Firenze

Luogo: Fondazione CR

Indirizzo: va Bufalini 6

Orari: tutti i giorni 10-17; chiusura il 24, 25, 26, 31 dicembre; 1, 6 gennaio

Curatori: Piera Giovanna Tordella

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 055 5384 997

E-Mail info: spaziomostre@fcrf.it

Sito ufficiale: http://www.fondazionecrfirenze.it


Comunicato Stampa:
Maggiore ritrattista a disegno del primo Seicento europeo, ammirato da Van Dyck e Velazquéz, Ottavio Leoni (1578-1630) è autore di ritratti di membri dell’aristocrazia romana e no, di papi e illustri porporati, uomini d’arme, artisti, poeti, musicisti, ma anche di persone comuni, in grado di restituire un fedele quanto inedito spaccato del Seicento. Una selezione di disegni, incisioni e miniature dell’artista romano di origine padovana diviene ora oggetto della mostra ‘Volti e storie. Ottavio Leoni (1578-1630) ritrattista nell’Accademia Colombaria e nelle raccolte fiorentine’, in programma da domani, sabato 16 novembre al 16 febbraio nello Spazio Mostre della sede di Fondazione CR Firenze. L’esposizione è promossa e organizzata dalla Fondazione CR Firenze in collaborazione con l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, a cura di Piera Giovanna Tordella, massima studiosa dell’artista.

La mostra nasce dalla volontà di far conoscere le straordinarie collezioni dell’Accademia Colombaria la cui antica sede di via de’ Bardi venne totalmente distrutta dalle mine tedesche nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944. Parte della donazione pervenuta all’Accademia nel 1823 da Alessandro Rivani (1746-1831), membro della Società Colombaria dal 1797, è costituita dal nucleo di 100 ritratti a disegno di Ottavio Leoni, il maggiore per qualità e quantità all’interno del corpus grafico complessivo dell’artista. Venne fortunosamente recuperato pressoché intatto dopo il minamento tedesco se non per le coperte poi sostituite prima che negli anni Novanta i disegni fossero staccati e montati su singoli supporti a Ph neutro. In mostra sono presentate complessivamente 60 opere, in larga misura disegni appartenenti all’Accademia, cui si affiancano altri tre prestigiosi prestatori: Gallerie degli Uffizi, Museo Horne e Biblioteca Marucelliana che ha concesso il celebre volume H ricco di 27 ritratti, tra i quali le immagini di Caravaggio e Galileo. La mostra è divisa in otto sezioni tematiche tese a mostrare la varietà tipologica dei personaggi ritratti e la capacità di Ottavio Leoni, acutissimo spettatore dei suoi tempi, di captare la loro psicologia con uno stile estremamente connotato, votato sia alla ricerca introspettiva sia alla riproduzione fedele della realtà. Benché questo patrimonio iconografico rappresenti in ampia misura la società romana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, l’esposizione è fortemente legata anche a Firenze. Fra le opere selezionate vi è infatti la miniatura di Maria de’ Medici della collezione iconografica degli Uffizi che, presentata come anonima fino al 2010, è stata definitivamente attribuita a Ottavio Leoni proprio dalla curatrice Piera Giovanna Tordella. Un’opera importante, anche per il suo significato politico, poiché probabilmente utilizzata per presentare l’immagine di Maria de’ Medici a Enrico IV, in cerca di una nuova consorte dopo il divorzio da Margherita di Valois.

I disegni sono realizzati a pietra rossa e nera, gesso, talora carboncino, prevalentemente su carte cerulee, estremamente sensibili a processi di fotodeterioramento. Per tale ragione la mostra sarà visitabile sono in alcune ore della giornata (tutti i giorni dalle ore 10 alle 17). Sono in corso indagini diagnostiche non invasive su alcuni disegni di Leoni, in particolare sui fogli della Biblioteca Marucelliana e dell’Accademia Colombaria, grazie a un accordo scientifico tra l’Università degli Studi di Torino, nella quale è docente la curatrice della mostra, e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Cultural Heritage Network). Il 13 e 14 febbraio si terranno due giornate di studi interdisciplinari sulla Roma di Ottavio Leon e in quella occasione saranno presentati i risultati di queste ricerche. 

“Siamo lieti di poter ospitare nel nostro Spazio Mostre una sorta di album fotografico ante litteram – afferma Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze - capace di rievocare un’intera epoca storica. La Fondazione da tempo sostiene l’Accademia La Colombaria che rappresenta un’istituzione prestigiosa per la città. Essa con cura conserva un lascito così prezioso che siamo lieto di poter vedere esposto in maniera inedita in questa occasione”. 

Il Presidente della Colombaria, Sandro Rogari, ringrazia la Fondazione CR di Firenze nella persona del suo Presidente dottor Luigi Salvadori e del professor Carlo Sisi oltre che tutto lo staff che ha curato l’allestimento per la generosità e per l’impegno profuso nella realizzazione della mostra che valorizza agli occhi di un largo pubblico il patrimonio iconografico conservato dall’Accademia.

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