Il Presepe del Re

Giovanni Battista Garaventa, Figure presepiali. Collezione privata

 

Dal 28 Novembre 2019 al 02 Febbraio 2020

Genova

Luogo: Palazzo Reale

Indirizzo: via Balbi 10


Comunicato Stampa:
Per il periodo di Natale, Palazzo Reale proporrà l’esposizione del magnifico Presepe Reale. A seguito della conclusione del lungo e delicato restauro, la reggia genovese sta organizzando l’esposizione dell’intero complesso del monumentale presepe genovese composto da oltre ottanta figure. 

L’eccezionale insieme, commissionato da Casa Savoia all’artista genovese Giovanni Battista Garaventa nel primo quarto del XIX secolo, evidenzia la padronanza da parte dell’autore di un linguaggio colto e raffinato nel solco della migliore tradizione maraglianesca. 

Si compone di figure alte tra i 40 e i 70 cm, perlopiù manichini in legno intagliato e costumi di straordinaria qualità e ricchezza, bordure e ricami dorati, dettagli in argento. 
Oltre alla Sacra Famiglia e ad angeli, include i Re Magi, una folla di pastori e il consueto serraglio di cavalli, pecore, capre e armenti. Già nel 1988 fu restituito al suo autore, confutando un’antica attribuzione a Maragliano, Pittaluga e Ciurlo

Nato a Genova nel 1777, Garaventa, artista di formazione accademica, fu attivo soprattutto come intagliatore di casse processionali e immagini sacre, come restauratore di antiche sculture e modellatore di apparati decorativi ed effimeri. Le date definitive e gli orari della mostra saranno specificati nelle prossime settimane.

L’arte del presepe non è una prerogativa di Napoli come tutti pensano, poiché anche la città di Genova è legatissima a quest’attività che, nata intorno all’inizio del XVII secolo, portò la realtà ligure a qualificarsi come uno dei centri più attivi nella produzione di figure presepiali. 

Oggi il prezioso patrimonio genovese - dalle sculture ai manufatti in legno intagliati a mano  - rappresenta non solo un segno di devozione ma anche un quadro approssimato e preciso della vita di quei tempi. Vestiti e usanze sono raffigurati nelle loro esatta tipicità, lo scultore è stato abile non solo in un’opera didascalica ma anche descrittiva. I vestiti, i diversi ceti sociali (addirittura gli schiavi di colore con i capelli raccolti dietro la nuca e con i pantaloni di jeans), le professioni, alcune ormai dimenticate, sono rappresentate nei presepi dove non si voleva dimenticare nessuno e la coralità dell’intero tessuto urbano e antropologico 

Dal XVI secolo al XIX secolo Genova a fianco di Napoli è la realtà che esprime più qualità e genio nella produzione delle statuine e degli allestimenti rivestendo la tradizione del presepe di significati sociali.

Secondo Giulio Sommariva direttore del Museo dell’accademia Ligustica e di Belle Arti: “Dalla prima metà del XVI secolo fino ai primi decenni del XIX secolo Genova si afferma, accanto a Napoli, come uno dei centri più attivi nella produzione di figure da presepe. Numerose botteghe di intagliatori – la più nota quella di Anton Maria Maragliano (Genova 1664/1739) – si dedicarono anche alla produzione di statuette scolpite a tutto tondo e di manichini lignei articolati, parzialmente policromati, rivestiti con abiti in tessuto. Questi ultimi consentivano una maggiore rapidità di esecuzione ma soprattutto rispondevano meglio alle esigenze spettacolari del presepe barocco, rendendo possibile, attraverso la sostituzione degli abiti o degli accessori, una continua intercambiabilità dei personaggi e allestimenti sempre diversi. Nel periodo compreso fra Natale e la “Candelora (il 2 febbraio,Festa della Purificazione di Maria che coincide con la Presentazione di Gesù al Tempio) secondo una consuetudine diffusa in molti Paesi dell’Europa cattolica, venivano infatti rappresentate l’Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Fuga in Egitto”.

LA TRADIZIONE 
Le origini di questa tradizione sono da rintracciare nel 1610, epoca a cui risale il documento più antico che testimonia l’esistenza del presepe a Genova. Il manoscritto cita il Convento carmelitano di Monte Oliveto, presso il sobborgo costiero di Multedo. Un successo tale che, nel Settecento, portò alla nascita di una vera scuola all’interno della quale venivano realizzate le prime figurine in legno snodabili per la sacra rappresentazione pronte ad entrare anche nelle case di patrizi e borghesi là dove era possibile ammirare capolavori firmati dal grande scultore Anton Maria Maragliano in grado di dare vita a statue raffiguranti Madonne, santi e scene bibliche.

LE CARATTERISTICHE 
I presepi a Genova sono diventati vere e proprie opere d'arte, le classiche figurine hanno acquisito un grande valore per la ricchezza dei particolari e dei materiali usati, dal legno alla ceramica, dalla terracotta alla cartapesta. Le scene della Natività e dell'Adorazione dei Magi hanno subito nel corso degli anni un’evoluzione, passando dai quadri fissi a quelli meccanizzati con figure che si muovono per raccontare i mestieri tradizionali dei cittadini ora pastori ora artigiani o nobili, manichini lignei vestiti in abiti di ottima fattura, con mise povere o eleganti, variabili a seconda del personaggio rappresentato.

IL TERRITORIO 
“Nessun presepio qui è uguale ad un altro…tutti differiscono in grandezza, in ricchezza..” affermava in "Villes et gens d’Italie" Henry Aubert, motivo per cui mai accontentarsi, vale la pena conoscere da vicino tutti i presepi storici genovesi che, in occasione del Natale, vanno a creare un vero e proprio percorso tematico.


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