José Molina. Dolce Acqua

José Molina, Dolce Acqua, 2015, Olio su tavola

 

Dal 27 Luglio 2016 al 20 Settembre 2016

Genova

Luogo: Galata Museo del Mare

Indirizzo: Calata de Mari 1

Orari: tutti i giorni 10-19.30 (ultimo ingresso 18.30)

Curatori: Claudia Diaspro

Enti promotori:

  • Galleria Deodato Arte
  • In collaborazione con MU.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni
  • Galata – Museo del Mare
  • Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione
  • Coop. Solidarietà e Lavoro
  • Costa Edutainment

Telefono per informazioni: +39 02 80886294

E-Mail info: galleria@deodato-arte.it



Dal 27 luglio al 20 settembre José Molina sbarca al Galata Museo del Mare di Genova, protagonista della mostra personale “Dolce Acqua” a cura di Claudia Diaspro. Organizzata dalla galleria milanese Deodato Arte, in collaborazione con MU.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Galata – Museo del Mare, Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione, Coop. Solidarietà e Lavoro e Costa Edutainment, la mostra prende il titolo da una delle più affascinanti opere della collezione “Bevoled Earth” dell'artista madrileno, alludendo ad un percorso espositivo improntato sulla profonda influenza che la natura esercita sulla produzione moliniana. L'artista, eclettico e poliedrico, si confronta con i quattro elementi, e col mare in particolare, instaurando con esso quello stesso dialogo su cui la città di Genova ha gettato le sue fondamenta di antica Repubblica Marinara.
 
Le opere di José Molina trovano posto sulle rampe del Mirador, in un allestimento che si presenta come una camminata in salita, echeggiando il verticalismo tipico di una città radicata sul mare. Quel mare che culla, quel mare che invita all'avventura, quel mare che talvolta diventa trappola mortale. Quel mare attraverso cui spesso l'uomo intraprende un viaggio introspettivo. Un naufragare alla scoperta di se stessi e dell'umanità: partendo dall'elemento acqua, Molina si relaziona con la natura intera portando avanti quell'analisi antropologica che da sempre  caratterizza la sua vasta e variegata produzione. Con grande abilità e facendo uso delle diverse tecniche artistiche, l'artista dà forma all'esistenza umana: ne sottolinea i più intrinsechi aspetti, narra lo stupore della maternità, la verità della vita, il legame imprescindibile con Madre Natura, e infine, come il percorso espositivo in salita preannuncia, ascende al divino.
 
Alla serie degli Arcangeli, fa eco l'ultima monumentale opera di José Molina: “L’abbraccio di Cristo”. Si tratta di un imponente olio su tavola (2,30 x 2,11 m), col quale Molina si allontana dall'iconica rappresentazione di una scena evangelica, facendo di esso una metafora per l'uomo, un messaggio di fede, un fiducioso abbraccio tra le religioni, dove l'amore – fondamento di ogni religione, secondo l'artista – domina. L'opera, esposta per la prima volta a San Marino nella mostra antologica “Veritatis Splendor: il senso dell'anima” a cura di Anna Bonanni, torna così nuovamente protagonista al Museo del Mare di Genova.
 
José Molina nasce a Madrid nel 1965. Espone per la prima volta nel 2004 presso la Galleria Rubin a Milano il suo primo ciclo di opere “Morir para Vivir”.  Questa prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca introspettiva e psicologica molto intensa. Tra il 2005 e il 2007 completa la sua seconda collezione “Predatores” dove sposta la sua analisi sulla relazione uomo-società.  La collezione vive una ricca stagione espositiva, tra cui, a Milano una personale presso il Museo della Scienza a cura di Vittorio Sgarbi. seguono altre personali presso la Fondazione Mudima, le gallerie Ca’ di Fra e Mc2, e a Roma presso la Galleria Romberg. Dopo tre anni di bianco e nero, nel 2010 Molina realizza “Cosas Humanas”, dodici opere a olio su tavola di grandi dimensioni che espone alla Fondazione Mudima. Nel 2011 inizia a lavorare contemporaneamente a due diverse collezioni “Los Olvidados” (I Dimenticati)e“AnimaDonna”.Due collezioni molto diverse tra loro. Nella prima l’artista torna all’utilizzo della matita grassa con un ciclo di 14 opere vicine per iconografia a Predatores. La seconda collezione, che sviluppa contemporaneamente, invece si discosta molto dall’universo apocalittico e grottesco abitato sopratutto da figure maschili. L’artista sembra cercare una sorta di redenzione e la trova lì nell’anima femminile e nel femminile che alberga in ognuno di noi. Il progetto composto di circa 100 opere si configura come un “racconto” suddiviso in diciotto capitoli che vanno dalla maternità al rapporto simbiotico che lega la donna alla natura, dall’erotismo alle poesie d’amore di Pablo Neruda.   Nel 2013 inizia un ciclo di esposizioni personali e collettive presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano, Museo Poldi Pezzoli, Spazio Oberdan e in Triennale a Milano. Presso la Real Academia de España di Roma ha avuto luogo la prima mostra antologica. Attualmente l’artista sta lavorando a diversi progetti ancora in corso d’opera: Beloved Earth (Amata Terra!) e Peccati e Virtù, nei quali la tecnica del disegno a matita grassa viene portata avanti parallelamente alla pittura ad olio creando un contrasto tra un universo più strutturato, metafisico, atemporale e un altro più liquido e in movimento. L’artista ha inaugurato un ciclo sul tema del sacro con una rappresentazione di Cristo in due opere di grandi dimensioni (240 x 200) ad olio su tavola. Molto ricca anche la produzione di serigrafie. Nota soprattutto la sua collezione “Sentimentos” che ha pubblicato nel 2011 in un libro dall’omonimo titolo edito dalla Logos.  
L’artista oggi è presente da un paio di anni nel mercato internazionale sia Europeo che Asiatico, attraverso un ciclo di mostre personale e fiere.

Inaugurazione mercoledì 27 luglio ore 18
   

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