Coming Out. Gehard Demetz / Laisvydė Šalčiūtė

© Ph. Vito Magnanini | Coming Out. Gehard Demetz / Laisvydė Šalčiūtė, LaGalleria arte contemporanea - Palazzo Ducale, Mantova

 

Dal 05 Aprile 2019 al 26 Maggio 2019

Mantova

Luogo: LaGalleria arte contemporanea - Palazzo Ducale

Indirizzo: piazza Sordello 42/a

Orari: da martedì a domenica 14.30-19; lunedì chiuso

Curatori: Peter Assmann, Renata Casarin, Marco Tonelli

Costo del biglietto: da martedì a sabato ingresso libero; domenica e festivi ingresso con biglietto del Museo di Palazzo Ducale (intero, € 13,00; ridotto, € 2,00)

Telefono per informazioni: +39 0376 352145

E-Mail info: pal-mn.lagalleria@beniculturali.it


Comunicato Stampa:
LaGalleria Arte Contemporanea riapre dopo la pausa invernale. La mostra a cura di Peter Assmann, Renata Casarin e Marco Tonelli, in collaborazione con ArtVerona, è una doppia personale che mette in rapporto il lavoro di Gehard Demetz, artista nato a Bolzano, con l’opera di Laisvydė Šalčiūtė, artista lituana proposta da Contour Art Gallery e selezionata come miglior proposta per il premio Art Level 0 presso l’Art Fiera di Verona lo scorso ottobre 2018.

Il linguaggio sprezzante e drammatico insieme, la volontà di portare all’estremo l’espressività del maestro bolzanino si coniuga con quello pure fortemente evocativo e all’apparenza impertinente dell’artista lituana, che estrapolando contesti figurativi dalla storia dell’arte, anche tangenti l’immaginario mitico e religioso, crea una innovativa modalità di racconto. L’esposizione prevede – come da prassi per le mostre de LaGalleria – incursioni artistiche anche all’interno del tradizionale percorso museale di Corte Vecchia, innestando un proficuo rapporto con le sale della reggia gonzaghesca.

Religione, mitologia, storia e arte sono intimamente legate l’una all’altra. Il legame, e i rimandi, si fanno più forti quando questi concetti vengono espressi attraverso tecniche plastiche coriacee e antiche quali sono page1image3707248 quelle usate da Gehard Demetz e Laisvydė Šalčiūtė: scultura tradizionalmente intesa. Fatta per via di levare nel caso dell’artista altoatesino; intaglio su matrice lignea poi trasposta su tela nel caso dell’artista lituana. La lavorazione del legno, che entrambi prescelgono come peculiare materia espressiva, implica una impegnativa attività manuale unita ad una chiarezza di visione. In essa gioca un grande ruolo l’esercizio della pazienza, che si associa nella lentezza fattuale all’adesione a una prassi intesa come messa in forma di un progetto creativo.

Attraverso la scultura, Gehard Demetz e Laisvydė Šalčiūtė fanno emergere dal legno le loro figure: sono figure umane, sono corpi che divengono ora provocatori, ora autoironici, ora simboli della violenza della storia, ora protagonisti di un gioco di rinvii alle icone religiose. Sono corpi che assumono identità diverse e ruoli diversi, a testimoniare attraverso la propria fisicità come l’arte spesso trascenda la propria funzione facendosi commento sociale, interpretando i misteri emozionali, tragici, inquietanti della nostra contemporaneità. Coming out vuole proporsi quindi come un venir fuori, quale un osare – come sa fare l’arte – un dicibile che ci presenta e ci rappresenta nella nostra fragilità umana.   Gehard Demetz (Bolzano, 1972) vive e lavora a Selva (BZ), dove ha studiato presso l’Istituto d’Arte per poi continuare, presso la stessa scuola, a studiare scultura. Dopo un tirocinio con Matthias Resch, Demetz si è laureato nel 1995. Dal 1996 lavora come insegnante di scultura presso la scuola professionale per scultori a Ortisei. Nel 2000-2001 per proseguire la sua formazione ha trascorso le estati presso l’Accademia Internazionale di Salisburgo studiando con diversi docenti. Nel 2005 incomincia a lavorare con la galleria Rubin di Milano. Decide di interrompere la sua attività di insegnante per potersi dedicare esclusivamente al proprio lavoro nel 2007. Un articolo di Demetz nel giornale “Herald Tribune“ lo porta a fare la sua prima mostra in America nel 2009 presso la galleria Greenberg-Van Doren di New York. Nel 2010 inizia la collaborazione con la galleria Beck & Eggeling di Düsseldorf. Dal 2011, Demetz inizia a collaborare con la Galleria Jack Shainman di New York, che nel 2011 diventa la “First gallery” di Demetz, esponendo le sue opere a diverse fiere internazionali come: Art Miami Basel, Armory Show NY, Frieze NY. Nel 2017 ha luogo la terza mostra personale presso lo spazio di Jack Shainman a Chelsea a NY dopo “Treshold space” e “Invocation“. Dal 2011 si sono susseguite diverse mostre in spazi museali: Museo Mühlheim an der Ruhr, Museum Bochum, National Academy Museum, MOCA Virginia Museum of Contemporasy Art , Akron Art Museum e Macro Roma.  
Laisvydė Šalčiūtė è nata a Kaunas (Lituania), si è diplomata presso l’Istituto d’Arte M.K. Čiurlionis di Vilnius e ha conseguito la laurea triennale e la laurea magistrale in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Vilnius. Dal 2013 al 2017 ha compiuto il dottorato in materie artistiche nella stessa Accademia. Laisvydė Šalčiūtė page2image3670224 realizza dipinti, disegni, stampe, oggetti d’arte, installazioni, fotografia e testi letterari. Nella sua carriera conta più di 40 personali e ha preso parte a più di 100 collettive, in Lituania e all’estero. Ha vinto il premio dell’Associazione degli Artisti Lituani; per ben sei volte ha ricevuto il riconoscimento ufficiale del Ministro della Cultura lituano. Le sue opere si trovano nelle collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, il Museo d’Arte Lituana di Vilnius, Fondazione Lewben Art di Vilnius, MO Museum di Vilnius, Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis di Kaunas, e in molte collezioni private in Lituania e all’estero.
L’idea fondante la poetica artistica di Laisvydė Šalčiūtė si basa sul concetto che i sentimenti umani sono culturalmente indirizzati – vengono “imparati”. Tali emozioni plasmano ogni singolo essere umano e guidano i comportamenti sociali, influenzandone l’intuizione, le sensazioni, l’esperienza. Nel suo lavoro l’artista ricrea la realtà rivisitando il contesto culturale e sociale, ispirata dalle proprie emozioni. La sua arte è autoironicamente emozionale e meta-testuale. L’artista esplora il fenomeno della post-emozionalità del mondo occidentale contemporaneo.  

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