Ecco il gran desco splende, in mille forme. Lo spettacolo del mangiare

Ecco il gran desco splende. Lo spettacolo del mangiare

 

Dal 21 Aprile 2017 al 17 Settembre 2017

Mantova

Luogo: Castello di San Giorgio

Enti promotori:

  • MiBACT
  • Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova


Comunicato Stampa:
“Ecco il gran desco splende, in mille forme. Lo spettacolo del mangiare”. Un titolo poetico per la mostra che verrà ospitata dal 21 aprile al 17 settembre al Castello di San Giorgio.

È il direttore del Complesso museale di Palazzo Ducale, Peter Assmann, a spiegare la scelta di questo tema per uno dei principali eventi del 2017 nella Reggia: «Una mostra sullo spettacolo del cibo - con la sua etichetta, gli officianti, gli oggetti, i riti della tavola tra ricettari, convenzioni e consuetudini - quale cittadinanza può avere nei templi sacri della cultura? Qualcuno storce il naso, ma il binomio tra cibo e cultura è costante di ogni epoca: dal Convivio di Platone ai grandi banchetti dell’età barocca, nei quali l’atto vero e proprio del mangiare svolgeva solo una piccola parte della grande rappresentazione. A godere del cibo erano anzitutto gli occhi, poi esplodevano musica e odori: una vera liturgia nella quale ogni singolo elemento - ospiti e scalchi, abiti, arredi sfarzosi, oggetti e servizi, vere opere d’arte - ha un ruolo e un senso: quello di dare vita a una memorabile messa in scena, con grandi artisti pronti a catturarne i colori e l’atmosfera, fissandoli su una tela».

Ed ecco il collegamento al 2017: «Mantova, città Capitale della Cultura Italiana 2016, nel 2017 è stata scelta con Bergamo, Brescia e Cremona come Regione Gastronomica Europea: questa mostra intende celebrare gli aspetti profondamente culturali del cibo, nella sua preparazione e nella sua rappresentazione. La cultura italiana (in seguito europea), dal Rinascimento al Barocco, è legata non solo all’immagine di una colta convivialità ma anche al banchetto come grande palcoscenico teatrale, esaltandone l’aspetto iconografico. Il significato stesso della vita di corte, così come quello di un’aristocratica festa in campagna, è profondamente legato a questo tipo di liturgie, esercizi di stile e sfoggio di grandezza. Ammirata da tutta l’Europa, la corte dei Gonzaga non faceva eccezione, anzi: alimentava il proprio mito pubblicando prestigiosi ricettari (oggi li definiremmo stellati), ma anche da descrizioni dettagliate di cene, feste, nozze romanzesche. Quelle preziose testimonianze ci dicono di gusti raffinati e suppellettili la cui foggia va ben oltre la funzione specifica, per entrare nella dimensione teatrale dell’occasione: un ruolo molto più ampio, ricco e complesso».

Cosa si vedrà in mostra? «Sono pochi, purtroppo, gli oggetti dei grandi banchetti giunti a noi, in particolare cinquecenteschi: non a caso, tra i pezzi forti della mostra ci sono le posate dell’imperatore Massimiliano I. Le suppellettili che ancora si trovano nelle collezioni europee parlano però con meravigliosa forza dello stupore ammirato che generava (e genera ancora) questo tipo di rappresentazione, sempre più sfarzoso man mano che si procede verso l’età barocca. Sono epoche in cui si forma il nostro sistema culturale in ordine al “mangiare”, anche sulla spinta di prodotti e gusti nuovi, importati dal nuovo mondo: dal pomodoro al mais, dalla zucca al cioccolato…».

L’accesso sarà preceduto da una selezione di costumi d’Opera, per rappresentare i personaggi che avrebbero potuto indossarli. Una serie di prestiti - come le livree del personale di Eggemberg - evoca poi altri protagonisti del banchetto, dal cuoco allo scalco, dal trinciante agli sguatteri. Ed ecco la rappresentazione del banchetto vero e proprio, annunciati da squilli di tromba: i prestiti dal Musikinstrumentemuseum di Kremsegg rimandano a conviti approntati anche come spettacoli di musica. Ci sarà una tavola prestata dal Salzburgmuseum, completa di piatti d’argento. E poi piatti istoriati con le storie di Adone e Mirra, piatti e saliere con lo stemma dei Gonzaga, coppe in pietra d’agata e oro di Ottavio Miseroni dalla collezione Esterhazy di Eisenstadt o dal museo degli Argenti di Firenze.

Un contesto lussuoso al quale rimandano le due Allegorie dell’Estate e dell’Inverno, straordinari dipinti (da Giuseppe Arcimboldo) provenienti dall’Augustiner Chorherrenstift di Reichersberg. E ancora, l’arte di piegare i tovaglioli, la cultura del banchetto vista attraverso i volumi di MessisbugoScappiRumpoldt e Stefani. La mostra seguirà anche l’evoluzione della gastronomia nella pittura olandese e fiamminga, con ampia selezione di nature morte. Ma ogni possibile tema della cultura del banchetto sarà analizzato. Infine, un omaggio a Maria Teresa d’Austria, della quale quest’anno si festeggiano i 300 anni dalla nascita.

Fonte: gazzettadimantova.gelocal.it

Inaugurazione Venerdì 21 aprile 2017 h 18

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