Sonografie. Il suono del colore

Sonia Costantini, NB15-14 Foresta Sonora, 2015. Acrilici e olio su lino su tavola, 11 steli varie per un totale installativo di cm. 240 di larghezza, cm. 263 di altezza

 

Dal 21 Giugno 2019 al 28 Luglio 2019

Mantova

Luogo: Palazzo Te

Indirizzo: viale Te 13

Enti promotori:

  • Comune di Mantova
  • Fondazione Palazzo Te
  • Museo Civico di Palazzo Te

Sito ufficiale: http://www.fondazionepalazzote.it


Comunicato Stampa:
Prosegue fino al 28 luglio 2019 Sonografie. Il suono del coloreseconda edizione della project room scaturita dal cantiere di ricerca Sonografie che indaga il rapporto tra suono e immagine, esplorando le differenze costitutive tra il linguaggio visivo e quello musicale
Inserendosi in una ricerca di assoluta attualità nel campo delle arti contemporanee, Sonografie. Il suono del colore è allestita nell’ala napoleonica di Palazzo Te e propone al pubblico una selezione di opere monocrome della pittrice Sonia Costantini, immaginate come un percorso sonoro, e le composizioni realizzate appositamente dai Maestri Luigi Manfrin e Corrado Rojac ispirate ai monocromi dell’artista mantovana.

“La visione delle opere di Sonia Costantini - spiega il direttore Stefano Baia Curioni - si accompagna all’ascolto delle composizioni dei Maestri Manfrin e Rojac, generate dalla “lettura musicale” del colore, e alla visione degli spartiti stessi. La prospettiva culturale del progetto Sonografie è quella di muovere dal riconoscimento della irriducibile differenza che distingue le cosiddette “arti dello spazio”, quali la pittura e la plastica, strutturalmente operanti nella “simultaneità” della visione, dalle “arti del tempo”, come la poesia o la musica, che abitano, altrettanto strutturalmente, la successione temporale”.

Le opere pittoriche di Sonia Costantini percorrono una sorta di cammino del suono: dal bianco titanio che raccoglie tutti i colori e richiama un silenzio vitale e generativo, passando per la Foresta Sonora, che scandisce ritmicamente intervalli di suoni attribuiti a diverse tonalità del verde, per arrivare allo spazio cosmico del blu inchiostro dove il suono si perde.
“Nel periodo in cui lavoravo all’opera Foresta Sonora - racconta l’artista - la mia ricerca mi portava a riflettere sulla possibilità di frammentare la totalità dello spazio della superficie pittorica, creando sospensioni, pause, tramite l’uso del colore. Nel realizzarla avvertivo al suo interno un forte senso di musicalità; mentre la disegnavo, la immaginavo proprio come un’onda sonora, seguivo un andamento capace di cadenzare “suono” e “pause”, così da poter cogliere un’eco anche nelle interruzioni, negli intervalli tra le diverse gradazioni del colore.”.
 
Le opere musicali dei Maestri Luigi Manfrin e Corrado Rojac sono nate dallo sguardo attento e profondo verso le opere di Sonia Costantini. Invitati dal Maestro Leonardo Zunica, i compositori hanno saputo cogliere due tra gli aspetti fondamentali della produzione dell’artista mantovana, tra formalismo e misticismo.
Luigi Manfrin, in Color Folds, ha operato quasi una realizzazione musicale del suo gesto pittorico, costituito da un lavoro per strati. Il colore timbrico della composizione musicale è costituito da un’oscillazione intorno ad alcune frequenze di base, a cui viene sovrapposto un ulteriore livello di espansioni e contrazioni temporali.
Corrado Rojac, in ante intra, ha saputo afferrare la dimensione più spirituale dei monocromi della pittrice con essenzialità, asciutta stilizzazione e continui rimandi al rapporto tra umano e divino attraverso il mistero del sacro.
 
“L’interazione tra suono e colore - spiega il Maestro Leonardo Zunica - al di là delle corrispondenze che rimandano all’esperienza della sinestesia, sembra istituire una vera e propria eterotopia dell’arte, laddove l’estensione del sonoro al visivo e del visivo al sonoro è in ultima analisi il desiderio di entrambi i campi di trascendere i confini che li contraddistinguono”.
 
Nella project room Sonografie. Il suono del colore i due diversi linguaggi artistici si confrontano nel dialogo fecondo che si genera, costante e sempre nuovo, tra i dipinti e le opere musicali.
Il progetto è prodotto e realizzato da Comune di Mantova, Fondazione Palazzo Te, Museo Civico di Palazzo Te, in collaborazione con Diabolus in musica, in sinergia con MantovaMusica e Mantova città d’arte e di cultura.

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