Luigi Russo Papotto. La Materia, la Forma, la Memoria
Luigi Russo Papotto. La Materia, la Forma, la Memoria
Dal 13 Agosto 2015 al 23 Agosto 2015
Taormina | Messina | Visualizza tutte le mostre a Messina
Luogo: Fondazione Giuseppe Mazzullo
Indirizzo: vico De Spuches 3
Orari: 9-13 / 15.30-18
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0942 620129
E-Mail info: studiolaboratorio@gmail.com
“Luigi Russo Papotto. La Materia, la Forma, la Memoria” è una mostra che vuole documentare attraverso un percorso espositivo e tematico, caratterizzato da alcune opere significative, la ricerca poetica dell’artista. Egli appartiene ad una generazione di scultori che, pur formati alla figura e alla modellazione plastica di scuola, considerano l'opera, oggetto estetico per eccellenza, espressione di pensiero sociale, elemento contestuale di denuncia e proposizione.
“La narrazione alterna astrazione e figurazione, sfuma ed emerge nella sua linea di confine, insieme all'iperbole delle forme, alla corrosione acida e fantasmagorica e determina uno spaesamento rappresentativo. Le figure sono strutture metafisiche della natura e del mondo, simbologie che emergono dalla memoria e dalla proiezione visionaria ed esoterica dell'artista…” (Giuseppe Carrubba, Settegiorni Editore, Pistoia 2011). Dalla scultura teatrale alla scultura interattiva, grazie anche all'utilizzo dell'assemblaggio polimaterico, il messaggio e la denuncia sociale si intrecciano alla rivisitazione dell'oggetto estetico che perde la sua intoccabile immobilità per acquisire movimento e possibilità compositiva, nella interazione con il fruitore.
Movimento e possibilità che oltre ad affermare la pluralità della conoscenza denunciano un mondo non più unitario e coerente; “questo non significa la morte di dio, ma la ricerca di una religiosità che accogliendo l'altro si riconduca ad un principio di identità: identità dell'essere, intelligenza di dio.” (Carmela Infarinato, V Biennale Internazionale delle Arti di Quarrata, Pistoia, 2004). Ogni lavoro è riflessione e affermazione di volontà, è storia di denuncia e possibilità di rigenerazione, una nuova narrazione.
Luigi Russo Papotto nasce a Linguaglossa, Catania.
Inizia il suo percorso artistico lavorando nello studio di Domenico Tudisco, suo insegnante nella sezione di scultura dell'Istituto d'arte di Catania. Negli anni Settanta frequenta, all'Accademia di Brera, con Minguzzi e, successivamente quella di Catania, con Eugenio Russo e Rosario Frazzetto. Nel '79 si trasferisce a Pistoia chiamato dalla prestigiosa Fonderia d'Arte “Michelucci”, dove rimane fino al 1984, come scultore di fonderia, attività che gli permetterà di conoscere molti artisti italiani e stranieri.
Gli anni Ottanta lo vedranno impegnato nella collaborazione ad ambienti scenografici con i teatri lirici più importanti d'Italia. Contemporaneamente la sua ricerca artistica si sviluppa verso una scultura teatrale e interattiva, ed è in questi anni che espone in Italia, Francia, Spagna, Austria e soprattutto negli Stati Uniti, a New-YorK, nel Massachussetts (sarà artista in residens ad Hampscire College) e nel Maine.
Dal 2000 in poi, la persistenza delle guerre nel mondo lo spingono sempre più verso una ricerca che affronta tematiche sociali, con opere pubbliche come Il monumento alla Pace di Traversagna e Il Pozzo di Abramo. Il progetto Bitumi-Ossimori, un percorso in cui il segno estetico viene coniugato con l’utilizzo dell’asfalto, un materiale antico usato nella sua accezione più attuale, viene presentato a Pistoia e successivamente in Cina, a Nanjing, con la mostra Bitūmines all’interno dell’International Asphalt Rubber AR 2009 Conference. I progetti e i lavori che continuano a caratterizzare la sua ricerca congiungono ancora tematiche sociali, la relazione uomo-natura insieme ad un percorso di riacquisizione di una estetica formale più leggera ed eterea.
“La narrazione alterna astrazione e figurazione, sfuma ed emerge nella sua linea di confine, insieme all'iperbole delle forme, alla corrosione acida e fantasmagorica e determina uno spaesamento rappresentativo. Le figure sono strutture metafisiche della natura e del mondo, simbologie che emergono dalla memoria e dalla proiezione visionaria ed esoterica dell'artista…” (Giuseppe Carrubba, Settegiorni Editore, Pistoia 2011). Dalla scultura teatrale alla scultura interattiva, grazie anche all'utilizzo dell'assemblaggio polimaterico, il messaggio e la denuncia sociale si intrecciano alla rivisitazione dell'oggetto estetico che perde la sua intoccabile immobilità per acquisire movimento e possibilità compositiva, nella interazione con il fruitore.
Movimento e possibilità che oltre ad affermare la pluralità della conoscenza denunciano un mondo non più unitario e coerente; “questo non significa la morte di dio, ma la ricerca di una religiosità che accogliendo l'altro si riconduca ad un principio di identità: identità dell'essere, intelligenza di dio.” (Carmela Infarinato, V Biennale Internazionale delle Arti di Quarrata, Pistoia, 2004). Ogni lavoro è riflessione e affermazione di volontà, è storia di denuncia e possibilità di rigenerazione, una nuova narrazione.
Luigi Russo Papotto nasce a Linguaglossa, Catania.
Inizia il suo percorso artistico lavorando nello studio di Domenico Tudisco, suo insegnante nella sezione di scultura dell'Istituto d'arte di Catania. Negli anni Settanta frequenta, all'Accademia di Brera, con Minguzzi e, successivamente quella di Catania, con Eugenio Russo e Rosario Frazzetto. Nel '79 si trasferisce a Pistoia chiamato dalla prestigiosa Fonderia d'Arte “Michelucci”, dove rimane fino al 1984, come scultore di fonderia, attività che gli permetterà di conoscere molti artisti italiani e stranieri.
Gli anni Ottanta lo vedranno impegnato nella collaborazione ad ambienti scenografici con i teatri lirici più importanti d'Italia. Contemporaneamente la sua ricerca artistica si sviluppa verso una scultura teatrale e interattiva, ed è in questi anni che espone in Italia, Francia, Spagna, Austria e soprattutto negli Stati Uniti, a New-YorK, nel Massachussetts (sarà artista in residens ad Hampscire College) e nel Maine.
Dal 2000 in poi, la persistenza delle guerre nel mondo lo spingono sempre più verso una ricerca che affronta tematiche sociali, con opere pubbliche come Il monumento alla Pace di Traversagna e Il Pozzo di Abramo. Il progetto Bitumi-Ossimori, un percorso in cui il segno estetico viene coniugato con l’utilizzo dell’asfalto, un materiale antico usato nella sua accezione più attuale, viene presentato a Pistoia e successivamente in Cina, a Nanjing, con la mostra Bitūmines all’interno dell’International Asphalt Rubber AR 2009 Conference. I progetti e i lavori che continuano a caratterizzare la sua ricerca congiungono ancora tematiche sociali, la relazione uomo-natura insieme ad un percorso di riacquisizione di una estetica formale più leggera ed eterea.
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