Archistar sì, archistar no. Un incontro con Michele De Lucchi e Vittorio Gregotti

Triennale di Milano, esterno

 

Dal 16 Febbraio 2016 al 16 Febbraio 2016

Milano

Luogo: Triennale di Milano

Indirizzo: viale Alemagna 6

Orari: h 18

Curatori: Andrea Kerbaker

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 724341

E-Mail info: info@triennale.org

Sito ufficiale: http://www.triennale.org/


Comunicato Stampa:
Triennale Italia / Le mostre e il Triennale Design Museum
Da dicembre a marzo alla Triennale è protagonista l’Italia con tre grandi mostre di arte, moda e architettura. Ennesima, che esplora gli ultimi cinquant’anni di arte contemporanea in Italia; Il nuovo vocabolario della moda italiana, che celebra l’Italia della moda contemporanea e Comunità Italia, che racconta la vicenda dell’architettura italiana del secondo Novecento.
Inoltre prosegue l’Ottava Edizione del Triennale Design Museum Cucine & Ultracorpi.

Triennale Italia / Gli eventi
Alle mostre si affianca un programma di incontri, letture, dibattiti a cura di Andrea Kerbaker che raccontano frammenti dell’Italia dal dopoguerra ad oggi, attraverso musica, cinema, fotografia, letteratura, televisione.

L’undicesimo appuntamento martedì 16 febbraio
Archistar sì, archistar no
Un incontro con Michele De Lucchi e Vittorio Gregotti
ore 18

Dal dopo guerra ad oggi abbiamo assistito ad un processo che ha portato al figura di alcuni architetti, accompagnati e sostenuti dai loro studi di progettazione, a ottenere sempre più popolarità. Ne sono la prova - e anche l’origine - gli importanti lavori di intervento urbano a cui sono stati spesso chiamati architetti di fama internazionale che hanno indelebilmente
associato il loro nome a nuovi quartieri urbani.
Un esempio per tutti, il nuovo quartiere di CityLife a Milano; sorto sulle macerie della vecchia fiera campionaria, adiacente ad una zona residenziale, è stato interamente ricostruito suscitando dibattiti e opinioni contrastanti. Così, durante la sua costruzione e anche oggi, il nome dell’architetto Zaha Hadid è stato sulla bocca di tutti come a dimostrare il famoso detto “purché se ne parli”. Nascono nuovi quartieri e nuovi edifici che accolgono le richieste di molte società internazionali offrendo loro quartier generali unici ai quali corrisponde una crescita esponenziale degli
studi di progettazione, che arrivano ad avere centinaia di dipendenti capaci di portare avanti diversi progetti contemporaneamente in luoghi geografici anche molto distanti. Vengono aperte filiali in diverse città del mondo e aumenta il numero dei dipendente, mentre l’alto livello di riconoscibilità e presenza pubblica rendono il mondo degli architetti sempre più vicino a quello dello spettacolo e delle star.
Tuttavia non a tutti questa visibilità e notorietà piace. La ricerca costante di approvazione generalizzata non dovrebbe essere uno degli obiettivi primari degli architetti, che dovrebbero piuttosto difendere la loro creatività anche quando questa si discosta dal gusto comune e si rende disponibile a critiche da parte dell’opinione pubblica.
Si tratta di uno tra i dibattiti più in voga negli ambienti creativi: se l’assunzione di alcuni architetti nell’olimpo delle celebrities sia l’implicito riconoscimento di un rinnovato ruolo sociale, o un patto col diavolo dell’universo modaiolo e mondano.
Per aiutarci a rispondere a questa domanda abbiamo chiamato due protagonisti dell’architettura milanese, appartenenti a due stili architettonici molto diversi e rappresentanti di due momenti dell’architettura contemporanea internazionale: Michele De Lucchi e Vittorio Gregotti.
Moderati da Andrea Kerbaker, affronteranno il tema del ruolo degli architetti nella società contemporanea.


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