Carlo Caldara. Living your dream

 

Dal 12 Agosto 2016 al 30 Agosto 2016

Milano

Luogo: Triennale di Milano

Indirizzo: viale Alemagna 6

Orari: da Martedì a Domenica 10.30-20.30. La biglietteria chiude un’ora prima delle mostre

Curatori: Federico Carlo Simonelli

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 724341

E-Mail info: info@triennale.org

Sito ufficiale: http://www.triennale.org



L’opera di Carlo Caldara si arricchisce di un capitolo creativo che fonde arte figurativa, ricerca concettuale e letteratura. Paesaggi e parole, sospesi come visioni sognate, si articolano in un racconto che unisce eleganza e profondità in un’autentica sperimentazione narrativa.

È l’approdo di un percorso rigoroso e profondo, già dimostrato nel precedente ciclo dedicati al corpo, al mondo interiore e alla ricerca dell’identità. I temi ricorrenti del viaggio, della sfida e dell’introspezione sono i pilastri di una riflessione personale lungamente meditata.
La ricerca di Caldara è dedicata alla grande sfida dell’individuo nella società contemporanea: la sfida tra i propri limiti e i propri sogni.

Questo confronto ha cambiato gli stessi linguaggi dell’epica e della narrativa. Le leggende del nostro tempo non nascono dalla lotta cosmica tra bene e male, ma da un mondo dove ognuno è l’eroe di sé stesso e l’avventura è caratterizzata dal lungo cammino – interiore e solitario – della realizzazione di sé.

Caldara fonde perizia pittorica e post-produzione virtuale, assemblaggio di materiali diversi come alluminio e plexiglass con l’antico linguaggio dell’evocazione e dell’epigramma. Osservando le opere a distanza, o in fotografia, se ne apprezza l’eleganza formale e solenne, capace di catturare l’attenzione anche in grandi spazi.

Tuttavia, solo avvicinandosi fisicamente si può scoprire un più profondo piano di lettura. La composizione cromatica e dei materiali sono studiate per ottenere un equilibrio essenziale, capace di dare movimento e profondità. Ne risulta un quadro a più dimensioni, che invita l’osservatore a interrogarlo (e interrogarsi) su molteplici piani di lettura. Lo spettatore stesso si riflette nei materiali traslucidi diventando parte della composizione, segno riflesso tra segno scritto e dipinto.

La frase “incisa” sull’immagine rarefatta assume allora una funzione quasi oracolare. I diversi “epigrammi” – suono e immagine al tempo stesso – si rivolgono direttamente all’osservatore con lo stesso ieratico imperativo della saggezza antica e dell’aforisma moderno. L’immagine e la parola si stampano così nella memoria come una successione di significati e simboli, uniti in un’armonica narrazione del viaggio della vita.

“Io farò una finzione che significherà cose grandi” scriveva Leonardo da Vinci, che nella sua lunga parabola di ricercatore e creatore fu anche prolifico scrittore di aforismi dedicati al rapporto tra volontà, quotidianità e desideri. E proprio tramite l’aforisma Caldara si rivolge direttamente allo spettatore, stimolando un racconto interiore ogni volta diverso.
L’opera diviene così un racconto dedicato all’essere umano, che dalla notte dei tempi interroga i cieli, i segni e i sogni in cerca di risposte già incise dentro di sé.

Federico Carlo Simonelli


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