IULM 50 – Eredità e Futuro

© Migliore+Servetto | IULM 50 – Eredità e Futuro

 

Dal 07 Maggio 2019 al 26 Luglio 2019

Milano

Luogo: ’Università IULM

Indirizzo: via dei Montecatini 17

Orari: da lunedì a venerdì 9-18

Costo del biglietto: ingresso gratuito


Comunicato Stampa:
Viene inaugurata oggi la mostra dedicata ai primi cinquant’anni di vita dell’Università IULM di Milano. La pubblicazione in Gazzetta Uffciale della Repubblica Italiana riporta come data il 20 marzo 1969. “Mezzo secolo di vita. Mezzo secolo di idee, progetti, intuizioni, passioni”, come ha ricordato il Rettore dell’Ateneo Gianni Canova. “Nei cinquant’anni trascorsi dalla sua fondazione, dall’incandescente biennio 1968/69 a oggi, IULM è riuscita a costruirsi un’identità e a guadagnarsi una reputazione che ormai godono del consenso e del riconoscimento unanime nel mondo accademico e culturale italiano: IULM, l’Università della comunicazione”.

La mostra IULM 50 – Eredità e Futuro ripercorre la vita dell’Ateneo che s’intreccia alla storia di Milano, come per la riqualifcazione architettonica e culturale del quartiere in cui sorge il campus dal 1994, la Barona. Un tempo la via della sede defnitiva dell’Università si chiamava Filippo da Liscate, oggi è via Carlo Bo, in onore del fondatore, insieme a Silvio Federico Baridon, del Libero Istituto Universitario di Lingue Moderne.

IULM 50 – Eredità e Futuro articola la narrazione in otto aree tematiche (Rettori e testimoni, Lauree honoris causa, Sedi, Comunicazione, Mostre, Eventi, Produzioni, Relazioni internazionali) allestite nell’edifcio IULM 6 in via Carlo Bo 7 al piano terra di Contemporary Exhibition Hall. Una serie di approfondimenti è a disposizione dei visitatori al piano superiore dello spazio espositivo. Ogni tema si avvale di interviste video, documenti originali che confuiranno nel nucleo dell’archivio dell’Ateneo in via di realizzazione.

L’allestimento della mostra, concepito da Migliore+Servetto Architects e Italo Lupi, con la curatela del Rettore Gianni Canova, restituisce un’istantanea dei cinquant’anni di storia della IULM e compone un grande archivio grafco, multimediale e fsico dell’Ateneo. Un allestimento narrativo in cui grafca e disegno dello spazio espositivo si integrano, diventando un’univoca chiave di lettura per accedere alla ricchezza dei contenuti, tra loro anche molto diversi, e costruendo così il fl rouge del racconto. Ai reperti storici sono state affancate le testimonianze anche della più contemporanea esperienza didattica: i video prodotti dagli stessi studenti sono stati inclusi all’interno dell’allestimento come parte integrante a scandirne il percorso.

In apertura, una timeline grafca riassume il trascorso storico della IULM in alcune tappe salienti e introduce il visitatore nello spazio principale. Qui, otto episodi di grafca di cinque metri di altezza si srotolano dalla parete su altrettanti tavoli per ripercorrere la storia e l’eredità dell’Ateneo: dai primi rettori alle lauree ad honorem, passando per le produzioni teatrali e cinematografche e le campagne pubblicitarie di un’istituzione che è sempre stata in grado di cogliere le opportunità emergenti dai mercati e dagli scenari internazionali.

Al centro, un tavolo di dieci metri raccoglie e riordina una collezione di memorabilia dell’Università: dallo Statuto del 1968 al libretto universitario della prima matricola, passando per la Gazzetta Uffciale del 1969 al computer del primo rettore e ai giornali studenteschi Il Pellicano e Il Luminare. Un focus sull’evoluzione architettonica della IULM attraverso modelli architettonici e schizzi progettuali fa da quinta di chiusa della sala al piano terra.

Salendo le scale, si è accompagnati da un video che restituisce uno spaccato di vita dell’Ateneo e delle sue iniziative passate e future. Il piano superiore è un’area di approfondimento a tempo più lento e si compone di una zona di accoglienza con postazioni video e un sistema di tavoli che offrono un racconto più esteso sulla fondazione dell’Università IULM. IULM 50 – Eredità e Futuro dà voce a tutti coloro che hanno contribuito a costituire un Ateneo che è stato tra i primi in Italia ad attribuire alla comunicazione quel rilievo anche accademico che oggi è da tutti riconosciuto. Questo nella consapevolezza che è necessario saper progettare il futuro e che non c’è futuro senza la capacità di coltivare la memoria.

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