José Van Roy Dalì. La verità surreale
José Van Roy Dalì. La verità surreale, Milano Art Gallery
Dal 11 Maggio 2014 al 26 Maggio 2014
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Milano Art Gallery
Indirizzo: via Alessi 11
Orari: lun-ven 10- 13 / 14.30-19, sab 14.30-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 76280638
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.milanoartgallery.it
La storica "Milano Art Gallery" in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica "La verità surreale" di José Van Roy Dalì figlio dell'esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L'esposizione si terrà dall'11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell'occasione speciale verrà celebrato l'anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.
José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E' uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall'incisione all'arte orafa.
Sul periodo dell'infanzia vissuto in Italia racconta "Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi".
Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l'affermazione paterna "La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo" dichiara con ironica provocazione, che "l'arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente".
José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E' uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall'incisione all'arte orafa.
Sul periodo dell'infanzia vissuto in Italia racconta "Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi".
Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l'affermazione paterna "La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo" dichiara con ironica provocazione, che "l'arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente".
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