Manon Wertenbroek e Shirana Shahbazi. Capovolto

Manon Wertenbroek, Amaryllis, 2018. Silkscreen varnish on engraved pvc mirror foil, cm. 90x120x3

 

Dal 06 Febbraio 2018 al 17 Marzo 2018

Milano

Luogo: Istituto Svizzero di Roma - Sede di Milano

Indirizzo: via Vecchio Politecnico 3

Orari: lunedì - venerdì ore 10.30-17.30, sabato ore 14-18. Chiuso domenica e festivi

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 76 01 61 18

E-Mail info: milano@istitutosvizzero.it

Sito ufficiale: http://istitutosvizzero.it/


Comunicato Stampa:
L’Istituto Svizzero presenta “Capovolto”, una doppia personale delle artiste svizzere Manon Wertenbroek (Parigi) e Shirana Shahbazi (Zurigo)  

La mostra gioca con la natura allusiva del titolo, suggerito da Wertenbroek, utilizzandolo come linea guida. La percezione dello spazio è appunto capovolta, mettendo perciò in crisi i punti di riferimento all’interno dell’architettura dell’Istituto Svizzero, come lo conosciamo. Le due artiste creano un ambiente immersivo, nel quale la presenza del colore è preponderante. Sui lati opposti della galleria vivono due pitture murali di Shirana Shahbazi, mentre quattro specchi incisi di Manon Wertenbroek creano dei riflessi che, producendo un costante movimento, tendono a disorientare lo spettatore: l’aspetto dell’opera è in continuo mutamento. Entrambe le artiste investigano e giocano con le restrizioni tecniche della fotografia, cercando nuovi modi per il suo uso.  

I lavori di Wertenbroek, Courtly Love, Amaryllis, Mixed Feelings Melody e Dewdrops (tutti 2018), sono stati creati attraverso processi reiterati di incisione e di stampa parziale su uno specchio in PVC. Questi lavori, sui quali l'artista è nuovamente intervenuta con della vernice serigrafica, accentuano la consistenza e la profondità, distanziandosi dalle loro origini fotografiche. Il riflesso dello specchio ci mostra ciò che è reale e al tempo stesso decostruito, creando nuove possibilità visive.  

Insieme alle pitture murali di Shahbazi, due stampe cromogeniche sono appese al muro dello spazio: Raum Rot (2017) e Raum Blau (2017). Le immagini e le superfici colorate oscillano tra lo strato superficiale e la profondità, facendo emergere nuovi spazi concettuali.  

La mostra è collegata al programma di Pro Helvetia Promotion de la relève en arts visuels, attraverso il quale le due artiste hanno avuto l’opportunità di incontrarsi e collaborare. 

- Georgia Stellin

Shirana Shahbazi 
Shirana Shahbazi è nata a Tehran nel 1974. Ha studiato fotografia alla Fachhochschule Dortmund in Germania e alla Hochschule für Gestaltung und Kunst a Zurigo. Shahbazi vive e lavora a Zurigo. Recenti personali includono: Kunsthaus Hamburg (2018), Fotogalleriet, Oslo (2017), Galerie Peter Kilchmann, Zurigo (2017), KINDL- Zentrum für zeitgenössische Kunst, Berlino (2017), Camera Austria, Graz (2016), Kunsthalle Bern (2014), New Museum, New York (2011) e Fotomuseum Winterthur (2011). I suoi lavori fanno parte delle seguenti collezioni pubbliche (selezione): Museum of Modern Art, New York, Fotomuseum Winterthur, Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo, Frans Hals Museum, Haarlem, Tate Modern, Londra e MUSAC, Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León, per nominarne alcune, e in molte collezioni private in tutto al mondo.

Manon Wertenbroek  
Nata a Losanna nel 1991, l’artista svizzero-olandese Manon Wertenbroek consegue il suo bachelor d’arte in fotografia nel 2014 all'ECAL (Losanna). Sin dalla sua laurea, Wertenbroek ha esposto i suoi lavori in gallerie in Olanda, Belgio, Italia, Francia, ed anche ad Art Basel, Il Foam Musuem ad Amsterdam e l’Istituto Svizzero a Roma. Il suo lavoro si concentra sul ritratto come simbolo e veicolo, modo per esplorare l’introspezione, l’identità, le interazioni sociali e le emozioni. Spesso costruisce installazioni utilizzando specchi incisi e materiali riflettenti dipinti, che sono uniti insieme a un’illuminazione di colori neon e infine fissati attraverso la fotografia. Il punto di forza di Wertenbroek sta nella sua abilità nel mescolare forme astratte e rappresentazionali attraverso l’utilizzo di tecniche miste per esprimere le sue emozioni e quelle degli altri. Il suo lavoro è stato mostrato in pubblicazioni in tutto il mondo ad esempio nel Guardian, Mousse, British Journal of Photography, Foam Magazine, i-D, LensCulture e molti altri. Nel gennaio del 2017, ha la sua prima personale al Coalmine, Wintherthur. Lo stesso anno è stata premiata con un Swiss Art Award dall’Ufficio federale di cultura. 

Opening 6 febbraio h 18.30

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI