Mario Negri. Scultore a Milano

© FAI - Fondo Ambiente Italiano / Ph. Marco Introini | Mario Negri, Stele delle Emigranti, 1965

 

Dal 30 Ottobre 2019 al 06 Gennaio 2020

Milano

Luogo: Villa Necchi Campiglio

Indirizzo: via Mozart 14

Orari: da mercoledì a domenica dalle ore 10 alle 18

Curatori: Luca P. Nicoletti

Enti promotori:

  • Con il Patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano

Costo del biglietto: Ingresso con visita alla Villa: Intero: € 14; Studenti (18-26 anni): € 7; Ridotto (ragazzi 6 -18 anni): € 4; Iscritti FAI: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02.76340121

E-Mail info: fainecchi@fondoambiente.it


Comunicato Stampa:
La scultura, non conoscendo e non obbedendo ormai più
a schemi o imperativi stilistici, è, OGGI,
uno degli atti più incoscienti e liberatori, un’azione unica e incomparabile
che appartiene al regno delle più pure libertà 

Mario Negri
Il FAI – Fondo Ambiente Italiano presenta a Villa Necchi Campiglio la mostra “Mario Negri. Scultore a Milano”, dal 30 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020. La mostra è un omaggio del FAI a Mario Negri (1916- 1987), scultore tra gli anni Cinquanta e Ottanta del Novecento, valtellinese di nascita ma milanese di adozione, uomo appartato per carattere, volutamente lontano dalla fama e dalle mode, e perciò non a tutti noto, ma artista originale e significativo e intellettuale attivo e partecipe, cruciale nella formazione di un’identità culturale moderna, di cui Milano è sempre stata fertile scenario. Questa mostra vuole rappresentare a un pubblico largo la sua opera, perché se ne riscoprano il valore, l’inedita bellezza e la suggestiva poetica. È un’occasione per raccontare l’artista, ma anche l’artigiano, lo scrittore, il critico e l’intellettuale, nelle sue relazioni con altri artisti, amici e ispiratori, da Alberto Giacometti a Henry Moore, da Vanni Scheiwiller a Giovanni Testori.

L’esposizione, nata da un’idea del FAI condivisa con Flavio Fergonzi, è a cura di Luca P. Nicoletti, con Marina, Maria Laura e Chiara Negri, figlie dell’artista, e riunisce circa 40 lavori in bronzo o gesso realizzati dal 1957 – anno dell’esordio con una personale alla storica Galleria Il Milione – al 1987: una selezione di opere che restituisce un ritratto esaustivo di Mario Negri nel momento più alto e compiuto della sua ricerca artistica.

Come le precedenti organizzate dal FAI a Villa Necchi, la mostra intende legare l’artista e le sue opere alla storia e all’identità del luogo, per valorizzarli entrambi. Le sculture sono volutamente inserite nel contesto, dal giardino agli ambienti della villa: poste in dialogo con l’architettura, sono collocate sugli arredi domestici o accostate ad altre opere d’arte, come fossero parte anch’esse della collezione privata di famiglia. Gli accostamenti sono scelti per esaltare forme, linee e colori delle opere in mostra sullo sfondo della villa, ma anche per evidenziare affinità e differenze con alcuni elementi della collezione permanente, i cui autori costituiscono un punto di riferimento dello stesso Mario Negri: Arturo Martini, Adolfo Wildt o Mario Sironi sono alcuni dei maestri del Novecento che accompagnarono la sua formazione; questo inedito e produttivo confronto permette di cogliere derivazioni ed evoluzioni, ovvero la capacità dell’artista di trovare il proprio moderno linguaggio a partire da una tradizione scultorea affermata (si veda ad esempio l’accostamento tra il Nuovo busto di donna o Ritratto senza volto di Negri e il Busto di fanciulla di Arturo Martini della Collezione Gian Ferrari). Una gran parte delle opere in mostra è esposta, inoltre, nel sottotetto della villa, in un allestimento progettato da Marina e Maria Laura Negri, più tradizionalmente museale, e che tuttavia, rifacendosi ad un’indicazione suggerita dall’artista stesso nelle mostre da lui curate, tende ad instaurare un dialogo tra le sculture, come una messa in scena drammatizzata in cui le opere sono come attori rappresentanti “una misteriosa popolazione che parla una lingua moderna ma porta con sé un respiro antico”.

La collaborazione diretta e fattiva delle figlie dell’artista è un tratto particolare di questa mostra con cui il FAI intende anche valorizzare l’attività da loro portata avanti negli anni per mantenere viva la memoria e la fortuna di Mario Negri attraverso mostre, pubblicazioni, il sito web (www.marionegri.org), e soprattutto l’opera di tutela dell’archivio e dello studio dell’artista, in Via Stoppani a Milano, ancora integro e da cui provengono le opere esposte. page1image3771936  Le sculture di Mario Negri arricchiscono anche molte collezioni private milanesi e il patrimonio dei musei civici: per estendere l’iniziativa di questo omaggio allo scultore, il FAI ha coinvolto il Museo del Novecento di Milano, che esporrà nei propri spazi per questa occasione l’opera di Negri Simulacro di un Torso del 1982.

Mario Negri (1919-1987) nasce in Valtellina, ma vive e lavora a Milano. Dopo gli studi in architettura e reduce dalla guerra, frequenta le botteghe artigiane di modellatori, formatori, scalpellini e fonditori per impadronirsi della tecnica della lavorazione delle materie, in particolare bronzo, gesso e pietra. Sono anni intensi di formazione che lo porteranno a sviluppare un personalissimo linguaggio espressivo. Mario Negri rilegge e interpreta, portandola fino agli anni Ottanta del Novecento, la grande lezione della storia della scultura, dall’arte egizia a Giovanni Pisano e fino ai modelli della modernità novecentesca, che avevano riformulato volumi e linee senza mai abbandonare la scelta figurativa. Declinando i temi classici del nudo femminile e del movimento, la ricerca artistica di Mario Negri ruota principalmente intorno alla figura umana rielaborata in inesauribili varianti formali. Dai suoi lavori emergono la fedeltà caparbia e la dedizione indiscussa al mestiere artigianale della scultura come arte antica, come disciplina artistica emarginata dalla modernità, ma che affonda le sue radici, più di ogni altra, nella materialità e nella manualità, nella storia e nell’etica; nella scultura l’artista ripone una caparbia fiducia, riconoscendo ad essa la capacità di rappresentare appieno la natura umana; dalle sue opere emergono una visione umanistica, una sofferenza esistenziale e un’interiorità profonda, considerate motore e ispirazione della sua arte.

La mostra è anche un’occasione per promuovere ad un largo pubblico, e in particolare alle nuove generazioni, la scultura come espressione artistica potente e suggestiva. Mario Negri, del resto, dedicò proprio “Agli scultori giovani” una speciale esortazione in una lettera scritta tra 1945 e 1946, cui il FAI si è ispirato per un evento speciale collaterale alla mostra. Sabato 9 e domenica 10 novembre 2019 Villa Necchi ospiterà una “mostra dentro la mostra”: l’esposizione di una selezione di sculture di giovani artisti a cura di Jean Blanchaert e Stefano Boccalini, con il patrocinio della NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano; nei due giorni sono previsti incontri e conferenze, e laboratori creativi per scultori giovanissimi: bambini tra 5 e 10 anni. Tra gli eventi collaterali previsti nel periodo della mostra, inoltre: un concerto per due pianoforti di Luca Buratto e Alexander Gadjiev (lunedì 18 novembre, ore 20, nel Tennis della villa), un incontro aperto al pubblico dedicato allo scultore a cura di Luca P. Nicoletti, e la possibilità, su appuntamento, di visitare lo studio di Mario Negri in Via Stoppani.

Accompagna la mostra il catalogo edito da Skira.

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