My Little Big Data. Eva e Franco Mattes – solo show

Eva and Franco Mattes, My LIttle Big Data, video screenshot

 

Dal 27 Settembre 2019 al 10 Novembre 2019

Milano

Luogo: Careof

Indirizzo: via Giulio Cesare Procaccini 4

Curatori: Martina Angelotti, Stefano Raimondi

Enti promotori:

  • Italian Council
  • MiBAC

Telefono per informazioni: +39 02 66669080

E-Mail info: careof@careof.org

Sito ufficiale: http://www.careof.org



My Little Big Data è la mostra personale che riporta in Italia gli artisti Eva e Franco Mattes - anche noti come 0100101110101101.org - da dieci anni di base a New York.
 
L’installazione, realizzata grazie al contributo di Italian Council, è una riflessione sul legame insolubile tra vita pubblica e privata, sul concetto di privacy, sulle tracce invisibili che inconsapevolmente disseminiamo nella rete ogni volta che ci colleghiamo.
 
Al centro dell’esposizione è proiettato il video essay My Little Big Data, realizzato in collaborazione con l’analista di dati Vladan Joler, al quale gli artisti hanno consegnato volontariamente tutte le email scambiate negli ultimi 13 anni (oltre 70.000 email personali inviate e ricevute tra il 2007 e il 2017) e svariati mesi di browsing history.
 
Il video raccoglie e analizza questo enorme patrimonio di informazioni che rivela dettagli spesso intimi delle vite private dei due artisti, come le preferenze politiche o quelle culinarie, la routine lavorativa, i luoghi visitati o le case in cui hanno vissuto.
Allo stesso modo, i dati di tutti noi sono costantemente esaminati, estratti, organizzati e venduti da social media, agenzie governative, istituti bancari e applicazioni per smartphone, con l'obiettivo di influenzare il nostro comportamento, generando profitto e consenso politico.
 
Oltre al video, lungo tutto lo spazio espositivo di Careof si snoda Personal Photographs, una grande installazione composta da un network di passerelle portacavi. Queste infrastrutture industriali solitamente invisibili, sono qui visibilmente presenti. Sospese al soffitto, scendono a tratti fino all’altezza vita, limitando gli spostamenti dei visitatori. Interagendo con le strutture preesistenti, rispecchiano l’assimilazione di Internet nella vita di tutti i giorni.
All'interno dei cavi circolano, in costante flusso, decine di foto private scattate dagli artisti, nascoste all’occhio umano. Immagini invisibili, eppure sempre presenti, contribuiscono così alla formulazione di quella che Byung-Chul Han definisce “la società della sorveglianza digitale, che ha accesso all’inconscio collettivo”.*
 
Accompagna il progetto un catalogo edito da The Blank Editions, con contributi di Martina Angelotti, Cory Arcangel, Vladan Joler, Omar Kholeif, Stefano Raimondi.
 
My Little Big Data è un progettopromosso daThe Blank Contemporary Artvincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Con il sostegno di Fotomuseum Winterthur e Biennale di Atene e la collaborazione di GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Istituto Italiano di Cultura, Barcellona; Goldsmiths University, Londra; New School University, New York.

Eva e Franco Mattes (Brescia 1976, vivono e lavorano a New York), compongono un duo, anche noto come 0100101110101101.org, che collabora dal 1995. Sono considerati tra i rappresentanti di punta della Net Art. I loro lavori nascono dalla spiccata capacità di comprensione e utilizzo dei nuovi media. Per più di 20 anni hanno costantemente prodotto lavori che rispondono e sviscerano la nostra condizione di vita iper-connessa, esponendone, spesso con umorismo nero, le più profonde implicazioni etiche e politiche. Il loro lavoro è stato esposto al SFMoMA; Museum of Contemporary Art, Chicago; Mori Art Museum, Tokyo; 20th Biennale of Sydney; Whitechapel Gallery, Londra; Performa, New York; MoMA PS1, New York; New Museum, New York; Manifesta, Frankfurt e la Biennale di Venezia. Hanno ricevuto il Creative Capital Award e la Jerome Commission dallo Walker Art Center.
 

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