Ugo Mulas. Esposizioni

Ugo Mulas. Esposizioni, Triennale di Milano

 

Dal 14 Giugno 2012 al 26 Agosto 2012

Milano

Luogo: Triennale di Milano

Indirizzo: viale Alemagna 6

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; giovedì 10.30-23

Curatori: Archivio Ugo Mulas, Giuliano Sergio

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 724341

Sito ufficiale: http://www.triennale.it


Comunicato Stampa: La mostra “Ugo Mulas. Esposizioni” offre un percorso inedito nell’opera del fotografo milanese.
L’attenzione di Mulas per le consuetudini legate alla fruizione dell’arte permette di attraversare i musei, le gallerie, le collezioni private d’Europa e d’America, di osservare il rapporto dei visitatori con le opere negli spazi pubblici e gli interni delle abitazioni dove gli oggetti d’arte sono legati ancora ad un rito intimo, condiviso dal collezionista con i suoi ospiti.
Le inaugurazioni delle Biennali, il pubblico dei grandi musei francesi, russi e tedeschi (1959-60), l’invasione delle opere nelle strade e nelle piazze di Spoleto per la mostra Sculture nella città (1962) sono esempi di una visione critica che porta Mulas a leggere le trasformazioni delle esposizioni negli anni Sessanta. Dal 1964 iniziano i viaggi negli Stati Uniti, dove Mulas coglie l’atmosfera delle gallerie e delle case dei collezionisti americani, accompagna Marcel Duchamp a rivedere le sue opere nelle sale del MoMA e racconta l’inaugurazione della personale di Alexander Calder al Guggenheim (1964). La Biennale del ‘68 segna la fine di una stagione, la crisi delle istituzioni museali, la critica al collezionismo e alla privatizzazione dell’arte. Con le mostre Campo Urbano (1969), Amore Mio (1970) e la rassegna per il decimo anniversario del Nouveau Réalisme a Milano (1970) Mulas segue il tentativo delle neo avanguardie di coinvolgere gli spettatori in eventi estetici, condivisi ed effimeri. Nel 1970 a Roma Vitalità del negativo sarà il grande evento riassuntivo del decennio, in questo periodo Mulas prende le distanze dalla stagione degli anni Sessanta per concepire una nuova visione fotografica.

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