Un pittore “Nato Astratto”. Valentino Vago e la critica

Copertina del catalogo della prima personale di Valentino Vago, curata da Guido Ballo. La mostra fu ospitata al Salone Annunciata dall'8 al 21 ottobre 1960

 

Dal 11 Gennaio 2018 al 10 Febbraio 2018

Milano

Luogo: Libreria Popolare

Indirizzo: via Tadino 18

Orari: lunedì 15,30 – 19,30; da martedì a sabato9,30 – 19,30

Curatori: Roberto Borghi

Telefono per informazioni: +39 02 2951 3268

E-Mail info: info@libreriapopolare.it


Comunicato Stampa:
La Libreria Popolare ospiterà una mostra dei cataloghi delle opere e delle pubblicazioni dedicate a Valentino Vago dagli anni Sessanta a oggi. La mostra sarà introdotta giovedì 11 gennaio alle 19.00 da una riflessione di Roberto Borghi sui numerosi e prestigiosi contributi critici dedicati al lavoro dell'artista.

La mostra raccoglie circa sessanta tra monografie e cataloghi di mostre realizzati nel corso di sei decenni. I testi inclusi in queste pubblicazioni sono stati redatti da alcuni tra i critici più significativi degli scorsi decenni: l'elenco degli autori inizia infatti con Guido Ballo e Marco Valsecchi - le cui firme figurano in calce a scritti datati rispettivamente 1960 e 1968 -, prosegue con Tommaso Trini, Marisa Volpi Orlandini, Renato Barilli, Flavio Caroli, Luciano Caramel, Giovanni Accame, e si conclude con Paolo Biscottini, Martina Corgnati, Chiara Gatti ed Elisabetta Longari.

Un'ipotesi critica comune alla maggior parte dei testi insiste sulla "nascita astratta" della pittura di Valentino Vago: a differenza di altri artisti della sua generazione, Vago ai suoi esordi non conosce una fase davvero figurativa; il suo lavoro prende le mosse, verso la fine degli anni Cinquanta, da una dimensione in senso lato naturalistica che allude al paesaggio senza mai raffigurarlo e che viene gradualmente trascesa evocando una linea dell'orizzonte dal carattere sempre più metafisico. La conversazione con cui Roberto Borghi inaugurerà la mostra presso la Libreria Popolare riepilogherà le letture critiche dell'opera di Vago alla luce di questo "astrattismo originario".

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