Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano

 

Dal 19 Dicembre 2010 al 17 Maggio 2011

Modena

Luogo: PALAZZO DEI MUSEI

Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 5

Orari: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (25 dicembre e 1 gennaio solo dalle 15 alle 18)

Costo del biglietto: gratuito

Telefono per informazioni: +39 059200125

Sito ufficiale: http://www.comune.modena.it/museoarte/


comunicato stampa  Al Parco Novi Sad di Modena si scava senza tregua dal luglio 2009. I lavori per la realizzazione del Novi Park, il secondo più grande parcheggio interrato d’Italia, si estendono su un’area di oltre due ettari e hanno messo in luce importanti testimonianze archeologiche della Modena romana e medievale. Dopo oltre un anno, si aprono scenari inediti per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città. A scavo ancora in corso, i ritrovamenti archeologici sono oggetto di questa mostra "Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano" che inaugurerà domenica 19 dicembre 2010 alle ore 11. I primi risultati del cantiere di scavo, i reperti archeologici più significativi, pannelli e filmati forniscono al pubblico ipotesi ricostruttive mirate ad illustrare il mutare del paesaggio nel tempo, dando una prima interpretazione della destinazione di questa area a nord ovest dell’attuale centro storico nel corso dell’età romana e medievale. La mostra rimarrà straordinariamente aperta fino a maggio dell’anno prossimo grazie agli sforzi congiunti degli organizzatori, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena, Assessorato alla Cultura, Assessorato alla Programmazione e Gestione del Territorio, Infrastrutture e Mobilità oltre che dei numerosi sponsor tra cui le ditte di costruzioni del consorzio Modena Parcheggi e le società cooperative di scavo Archeologia e Archeosistemi. Affascinanti, ad un primo esame degli esperti, sono apparsi alcuni eccezionali ritrovamenti che definiscono, per l’area in questione, utilizzi finora sconosciuti. Durante l’età romana, la zona apparteneva al suburbio dell’importante città di Mutina ed era dedicata con tutta probabilità a funzioni produttive e artigianali indicate dalla presenza di pozzi, di una grande vasca circolare del diametro di 14 metri delimitata da mattoni destinata alla raccolta delle acque e di edifici rustici. Ma a prevalere sembra la destinazione funeraria dell’area, testimoniata dalle numerose tombe venute in luce ai fianchi di quello che sembra essere il rinvenimento più importante: una grande strada in ciottoli che dal centro urbano si staccava in direzione nord-ovest, collegando Modena a Mantova. Il suo tracciato, scoperto per un tratto di oltre 100 metri, risulta perfettamente conservato e riporta ancora le tracce dei solchi lasciati dal passaggio dagli antichi carri. La rarefazione della frequentazione del sito in età tardo antica è testimoniata dalla presenza di radure boschive fino a quando, in piena età medievale, viene costruito un monastero con annesso cimitero che si sovrappone in parte all’antica arteria stradale romana. Che i ritrovamenti siano reperti preziosi (come gioielli, ornamenti metallici, lucerne figurate) o più comune vasellame ceramico, si tratta sempre di importanti frammenti di vita quotidiana di un passato doverosamente restituito ai cittadini di oggi. Come di consueto negli ultimi anni, l’inaugurazione della mostra Parco Novi Sad - Archeologia di uno spazio urbano presso il Lapidario Romano dei Musei Civici fornisce l'occasione per uno scambio di auguri natalizi. Al termine della presentazione, in compagnia delle autorità cittadine, il Museo Civico Archeologico Etnologico organizza un brindisi augurale durante il quale si può ritirare gratuitamente il calendario del 2011 creato dal museo con splendide immagini dei reperti esposti nelle vetrine. Dal 19 dicembre è anche in vendita presso il bookshop del palazzo dei Musei la guida della mostra (5 euro) curata dai responsabili di Museo e Soprintendenza. Ipotesi ricostruttive basate sui primi risultati delle indagini archeologiche illustrano le principali fasi di utilizzo dell’area indagata. Un’occasione da non perdere.  

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