Il paradiso di Cuno Amiet da Gauguin a Hodler, da Kirchner a Matisse
Dal 22 Ottobre 2017 al 4 Febbraio 2018
Mendrisio | Mondo | Visualizza tutte le mostre a Mondo
Luogo: Museo d’Arte di Mendrisio
Indirizzo: Piazza San Giovanni
Orari: ma-ve: 10.00 – 12.00 / 14.00 – 17.00; sa-do e festivi: 10.00 – 18.00; lunedì chiuso, tranne festivi. Chiuso 24 e 25 dicembre 2017 e 1 gennaio 2018
Curatori: Simone Soldini, Franz Müller, Aurora Scotti
Prolungata: a causa del grande successo di pubblico riscosso.
Costo del biglietto: intero chf/euro 10, ridotto chf/euro 8
Telefono per informazioni: +41. 058.688.33.50
E-Mail info: museo@mendrisio.ch
Sito ufficiale: http://www1.mendrisio.ch/museo/
Per un ventennio, nel corso dei primi due decenni del Novecento, la sua opera rappresenta la punta di diamante dell’avanguardia artistica svizzera. Non solo Amiet si ritrova nel cuore delle nuove tendenze francesi, tra simbolisti e neoimpressionisti, ma pochi anni dopo anche tra i fondatori, con Kirchner, Heckel e alcuni altri del gruppo Die Brücke, all’origine dell’espressionismo tedesco. Nei primi due decenni il suo lavoro si contraddistingue per la continua sperimentazione, le innovative scelte compositive e soprattutto cromatiche.
Amiet è anche noto per i suoi soggetti - i suoi paesaggi, le sue figure, le sue nature morte - sempre improntati a un forte senso di armonia e serenità. E sviluppa nel tempo, senza mai venirne meno, un proprio codice di valori positivi, incentrato sul sentimento di pienezza e di felicità che si gode in un’esistenza trascorsa in armonia con il mondo esterno, pienamente appagata dalla bellezza della natura, dalle sue innumerevoli manifestazioni di luci e colori. La rassegna del Museo d’arte di Mendrisio, la prima in Ticino e in area italiana, è curata da Simone Soldini, direttore del Museo, con Franz Müller, curatore del catalogo ragionato dell’opera di Amiet dagli esordi fino al 1960, e Aurora Scotti, tra i maggiori esperti di pittura italiana ed europea di fine secolo, autori di importanti contributi in catalogo.
La mostra presenta circa settanta dipinti e una sessantina di opere su carta e ricostruisce il lungo e ricchissimo percorso pittorico di Amiet. Capolavori provenienti dalla Fondazione Amiet di Oschwand e da svariati tra i maggiori istituti museali della Svizzera: primo fra tutti il Kunstmuseum di Soletta, il quale vanta nelle sue collezioni alcuni tra i più significativi dipinti del pittore, seguito dal Kirchner Museum di Davos, il Kunstmuseum di Berna, il Kunsthaus di Zurigo, il Musée d’art et d’histoire di Friborgo, la Collection Pictet di Ginevra, l’Aargauer Kunsthaus, il Kunstmuseum di Olten, tra gli altri. Esposte opere magnifiche come Ragazza bretone sotto gli alberi (1893), le tre versioni di Paradiso (quella, celebre, del 1894-1895, l’olio del 1900-1901 e l’ultima del 1958), Doppio ritratto (1903), Natura morta floreale (1904), Studio per “le ragazze gialle” (1905), ammirato da Kirchner, La ragazza gialla (1907), La raccolta delle mele (1907), Nudo femminile sdraiato con fiori (1912), Autoritratto davanti a un dipinto del giardino (1919), Liette (1932).
All’interno del percorso il ruolo centrale occupato da Amiet nella storia artistica svizzera sarà testimoniato da una decina di confronti con artisti del panorama contemporaneo europeo da Paul Gauguin a Henri Matisse, da Giovanni Giacometti e Ferdinand Hodler a Ernst Ludwig Kirchner, da Alexej von Jawslensky e Marianne Werefkin a August Macke, da Gabriele Münter a Ernst Morgenthaler, così da poter ricreare nelle sale il clima nel quale si è mossa l’intera carriera di Amiet.
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