Marisa Laurito. Transavantgarbage. Terre dei Fuochi e di Nessuno

Marisa Laurito, Arbore Il Clarinettista Magico

 

Dal 16 Maggio 2019 al 30 Giugno 2019

Napoli

Luogo: Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

Indirizzo: piazza S. Domenico Maggiore

Orari: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18:30

Enti promotori:

  • Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli


Comunicato Stampa:
Il 16 maggio a Napoli, alle ore 18:00, presso il COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO MAGGIORE, si inaugura la mostraTransavantgarbage, Terre dei Fuochi e di Nessuno firmata Marisa Laurito, in occasione della manifestazione "Maggio dei monumenti", uno dei principali appuntamenti turistici del capoluogo campano.  

Marisa Laurito, è un'artista a tutto tondo il cui talento abbraccia la recitazione, il canto, la pittura e la scultura. Questa artista usa tutti i cinque sensi e si immerge con coraggio nell'esplorazione del mondo per sperimentare, creare e comunicare la sua energia vitale, il suo entusiasmo, il suo eclettismo.
Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui Last Paradise (Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma, 2014), All The World’s Future (56a Esposizione Internazionale d'Arte Biennale di Venezia, 2015), Artisti per il Giubileo (Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura e Palazzo Maffei Marescotti, Roma 2015), Corpi Estranei (Berengo Collection a Venezia e Loto Design a Roma, entrambe nel 2015), Radici Squadrate (Galleria Narciso di Torino, 2016) Aeterna (Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma, 2017). Mia fair foto 2017.
Transavantgarbage e’ la sua ultima mostra, e nasce da una sua partecipazione al docufilm sulla Terra dei Fuochi dal titolo “l Segreto di Pulcinella”. Appassionatasi ancora di più alla tematica ambientale, Marisa Laurito ha realizzato in proposito uno scatto fotografico esposto al MIA Fair, la mostra internazionale riservata alla fotografia tenutasi a Milano a marzo 2017, dove l'opera presentata dalla Laurito ha ottenuto lusinghieri consensi sia dal numeroso pubblico della fiera che dalla critica.
Marisa Laurito, si definisce un'“Artista in resistenza”, sempre più alla ricerca della qualità e della disciplina ,e non si arrende al triste fenomeno del biocidio, e da qui nasce l’idea di questa mostra fotografica che denuncia l'insulto ambientale che lede il diritto dei cittadini alla salute e alla vita. Su 20 regioni, 19 sono coinvolte e sconvolte da rifiuti altamente pericolosi di ogni tipo, nucleari, industriali, chimici.
La mostra ha aperto i battenti , in anteprima nazionale presso la Villa Reale di Monza ad ottobre 2017. Ha proseguito a dicembre del 2018 alla storica Galleria Narciso di Torino ed ora approda il 16 maggio a Napoli al COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO MAGGIORE.
“Il mio intento principale, la cosa che mi spinge più di tutto a fare questa mostra è quella di smuovere delle coscienze - afferma Marisa Laurito - Ho fatto un viaggio in queste terre degli orrori … Un lungo viaggio attraverso un’Italia devastata: “Su 20 regioni, 19 sono coinvolte e sconvolte da rifiuti altamente pericolosi di ogni tipo, nucleari, industriali, chimici. Si salva solo la Valle d’Aosta”.
In questo progetto di impegno profondo e intenso, Marisa Laurito ha coinvolto noti personaggi tra cui Piera Degli Esposti, Rosalinda Celentano, Renzo Arbore, Dacia Maraini… “credo che oggi l’essere famosi implichi responsabilità ben precise e, in questo caso, ho chiesto a tanti amici di usare la propria immagine, che hanno concesso generosamente per denunciare quanto sta accadendo sotto i nostri piedi e sulle nostre teste, per tentare di fare in modo che, con l’aiuto di tutti e il contributo di ciascuno di noi, si possano smuovere le coscienze di chi ci governa ed anche della gente, che deve far sentire sempre più forte la propria voce e ribellarsi a una gestione suicida del nostro ambiente”.
Il percorso dell’esposizione si snoda attraverso 20 scatti fotografici e 3 istallazioni, che racchiudono un mondo variopinto che è al contempo motivo di evasione, distrazione, ma anche e, soprattutto, riflessione. Come ha scritto il critico Daniele Radini Tedeschi: “Queste opere ci sembrano al limite tra l’impellenza di incriminare, contestare, denunciare e la necessità di cercare bellezza anche nella decadenza. Innegabile infatti è il lirismo che permea e sorvola, sopra e sotto, questo degrado iniquo. Le fotografie di Marisa Laurito arrivano a esaltare poeticamente i crolli della società dei consumi, del capitale deificato, quasi a voler suggerire una invulnerabilità dell’arte”
E come ha scritto Fortunato D’Amico:
“L’istanza di questa grande artista poliedrica e sensibile, che ci ha trascinato più volte in azioni di denuncia attraverso la sua capacità persuasiva e agganciante, è certamente di lanciare un appello affinché si fermi lo scempio che si perpetra ogni giorno sotto i nostri occhi, ma soprattutto di conferire bellezza, poesia e ironia a ciò che normalmente non ne ha… La Laurito porta in scena la realtà pura, l’unica rappresentabile forse, sbattendoci in faccia una montagna di rifiuti che brucia le nostre coscienze assuefatte dal vuoto”.
I 22 scatti confluiscono in un catalogo artistico, un articolato progetto editoriale nel quale le opere sono corredate dall'autorevole analisi di un critico e storico dell’arte di fama internazionale. Il catalogo presenta anche il contributo di un autorevole giornalista, che ripercorrerà le tappe dell'evoluzione della problematica ambientale specifica di ogni regione, e una raccolta di racconti tratti da storie vere, a testimoniare il dramma di vivere, tra sofferenza e resistenza, nelle tante “Terre dei Fuochi italiane”.
La mostra è un cammino doloroso lungo tutta la Penisola, che porta al capezzale di un’Italia ammalata che, però, vuole ancora lottare. Ogni regione è falcidiata da almeno una “piaga”. Un discorso esteso e globale che porta gli scatti fotografici e i racconti attraverso tutte le regioni di Italia, perché l'inquinamento ne risparmia solo una su venti, la Valle D'Aosta. Una constatazione sorprendente, se solo si pensa al Trentino, insospettabile paradiso verde nelle cui cave sono stati smaltiti rifiuti provenienti da tutto il centro-nord. Il percorso di costruzione del catalogo si snoda, dunque, attraverso immagini, parole e storie, tutte tessere di un puzzle che andranno a ricomporre l'immagine di un’Italia reale, un Paese che, pur devastato dall'inquinamento, non si arrende allo stato delle cose, bensì cerca di cambiarle, per ridare ai cittadini la possibilità di vivere in un mondo in cui non si debba lottare per difendere quotidianamente il diritto alla salute. Si parla della Lucania dove gli attivisti sono singole e isolate voci fuori dal coro che protestano come Cassandre inascoltate. Un luogo di una bellezza selvaggia e struggente, attraversato da corsi d'acqua avvelenati dai processi di estrazione del petrolio. Sarà presente Brescia, città sotto assedio dei costanti fumi prodotti dall'inceneritore e già ammorbata dai residui di lavorazioni dell'industria Caffaro, e Rosignano in Toscana, con un mare così azzurro e una spiaggia così bianca e fine da ricordare i Caraibi; qui, lo sguardo si fa confondere e abbagliare da quella che sembra una perfezione paradisiaca e, invece, è solo il prodotto artificiale e venefico degli scarti di lavorazione della imponente fabbrica chimica Solvay, che sorge proprio alle spalle della spiaggia e sversa in mare mercurio, cadmio, piombo, arsenico, rame, nichel e zinco.

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