Landscape. Benito Beggiao, Morgian, Giuliano Tommasi

Morgian, Grattacieli, olio a spatola su lamina di alluminio, 75X55 cm., 2016

 

Dal 09 Giugno 2018 al 30 Giugno 2018

Arquà Petrarca | Padova

Luogo: Foresteria Callegari

Indirizzo: via Castello 6

Curatori: Sonia Strukul

Enti promotori:

  • Con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca

E-Mail info: info@arquapetrarca.com

Sito ufficiale: http://www.arquapetrarca.com/


Comunicato Stampa:
Continuano gli appuntamenti con l’arte nelborgo storico di Arquà Petrarca (Padova) a cura di Sonia Strukul. 
Sabato 9 giugno alle ore 18.00 
presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari inaugura “Landscape” mostra d’arte contemporanea dedicata al paesaggio e alle sue diverse declinazioni nelle opere di tre artisti: Benito Beggiao, Morgian (al secolo Gianni Mortandello) e Giuliano Tommasi.
La mostra, con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca, rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 30 giugno, dal martedì a venerdì ore 15.30-19.30; sabato e domenica 10.00-12.30 / 15.30-19.30.
 
Il paesaggio rappresenta l’oggetto su cui la visione tradizionale si è maggiormente esercitata. Dipingere un paesaggio non è semplicemente riprodurre un oggetto tra i tanti della realtà visuale che ci circonda, ma è anche un modo per darle significato. Possiamo guardare un paesaggio come una parte del mondo reale, un luogo dell’identità e della memoria collettiva, uno specchio delle nostre emozioni, uno spazio di immersione sensoriale. Con “Landscape” la curatrice Sonia Strukul ha voluto porre l’attenzione su un soggetto tradizionale come il paesaggio donandogli una luce diversa e una diversa interpretazione grazie all’arte di tre importanti pittori: Benito Beggiao, Morgian e Giuliano Tommasi.
 
I paesaggi di Benito Beggiao lasciano spazio all'immaginazione e riportano lo spettatore a luoghi della memoria che riemergono dall'inconscio. La sua pittura diventa colore puro in una tecnica veloce, istintiva e moderna, soprattutto sulle grandi superfici pittoriche delle sue opere.
Morgian presenta una ricerca sul paesaggio urbano contemporaneo, tra città e metropoli. Realizzati ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, le opere a tratti ne fanno intravedere la trasparenza che dona loro una particolare vibrazione. Con Giuliano Tommasi ci immergiamo nella veduta veneta, uno stile classico, tipico dei pittori a tra 800 e 900, una visione tranquillizzante e rassicurante della natura che lo circonda. Paesaggi idilliaci, scorci di città idealizzati, che persistono nei nostri ricordi. Riaffiorano i colori, le atmosfere, gli odori, i rumori come in una fotografia sbiadita dal tempo, ma vivida nella memoria. 

BENITO BEGGIAO pur non avendo fattostudi artistici, può vantare delle prestigiosecollaborazioni per quanto riguarda il restauro. A fianco del Prof. Botter ha partecipato alrestauro degli affreschi di Villa Coffler chesi trova in Strada Battaglia e Villa Emo aMontecchia. La pittura è sempre stata la suagrande passione, anche se ha dovuto peresigenze familiari dedicarsi al commercio;ha gestito per anni un negozio di hobbisticae materiali per Belle Arti, dedicando ampiospazio a corsi di tecniche pittoriche. Numerose sono le mostre a carattere locale a cui ha partecipato. I soggetti che predilige sono i paesaggi e i fiori che con una tecnica molto personale, che si è affinata negli anni, diventano paesaggi dell’anima.

Gianni Mortandello in arte MORGIAN. La grande passione nasce negli anni ‘80 quando la sua creatività non si limita più alla propria attività artigianale-artistica, ma cerca sfogo altrove. Sente la necessità di esprimere appieno il proprio essere ed è così che inizia un percorso di ricerca frequentando gruppi di pittori con i quali perfeziona la sua tecnica. Iniziano le prime mostre collettive ad Arquà Petrarca, Padova ed Este. Nel 2016 alcune personali a Legnaro e Pernumia e, nel 2017, al Museo Civico di Stanghella, riscuotendo grande interesse e favore da parte del pubblico. In questa mostra ad Arquà Petrarca presenta alcuni quadri di paesaggi metropolitani ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, che a tratti fanno intravedere la trasparenza che li fa vibrare.

GIULIANO TOMMASI viene da una famiglia dipittori; il nonno, di cui Giuliano porta il nome,è stato un noto pittore nato sul finire dell’800 edeceduto nel 1949; egli ha insegnato all’Istitutod’Arte Pietro Selvatico e alcune sue operesono conservate presso la Fondazione Cassa di
Risparmio di Padova. Il padre Angelo, a sua volta pittore, è chiamato “il pittore delle Piazze“; una sua opera a carattere religioso si trova al Santuario di Padre Leopoldo Mandìc di Padova. Giuliano non ha fatto studi artistici, ma ha vissuto in un contesto artistico fin dall’infanzia; il padre Angelo è stato il suo maestro. Ha partecipato a numerose mostre e concorsi di pittura a carattere regionale, riscuotendo consensi. Il suo è uno stile pittorico che si può definire “classico” che si rifà al vedutismo veneto, sia per la scelta dei soggetti che per la tecnica. Dipinge prevalentemente scorci, vedute, paesaggi che fanno parte della nostra tradizione iconografica, retaggio degli insegnamenti ricevuti dalla sua famiglia di artisti.



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