Gianfranco Anastasio. Zeitspace

Gianfranco Anastasio, Temporosso

 

Dal 16 Febbraio 2017 al 24 Marzo 2017

Palermo

Luogo: Cappella dell’Incoronazione

Curatori: Marco Bazzini

Enti promotori:

  • Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea
  • In collaborazione con Fondazione Horcynus Orca - Messina

Costo del biglietto: ingresso gratuito

E-Mail info: urp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it


Comunicato Stampa:
La pittura si vede / e dipingere è voler vedere senza procura / pensare con gli occhi / in uno scarto di tempo anticipato sulle parole.
Gianfranco Anastasio 
Il Polo Museale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura giovedì 16 febbraio 2017, alle ore 18, presso la Cappella dell’Incoronazione, la mostra “ZEITSPACE” di Gianfranco Anastasio, a cura di Marco Bazzini, realizzata in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca di Messina.

Come afferma la Direttrice del Polo Museale, Valeria Patrizia Li Vigni: “Prosegue l’attività espositiva del Polo presso il suggestivo spazio della Cappella dell’Incoronazione di Palermo, uno spazio laboratorio dedicato alle sperimentazioni e alle riflessioni sui diversi linguaggi del contemporaneo. In questa mostra la ricerca portata avanti dall’artista siciliano Gianfranco Anastasio sulla pittura, come “corpo e scrittura”, entra in stretto dialogo con un “gioiello” dell’architettura arabo normanna, valorizzandolo, ed è anche questo un nostro obiettivo ”.

Gianfranco Anastasio continua e rinnova con grande sapienza e originalità quella linea astratta della pittura che dal secondo dopoguerra ha caratterizzato molta arte siciliana.

Infatti, la sua pittura è un interrogativo sulla pittura stessa, sulla sua presenza e il suo destino; sul suo passato e la sua dimensione futura. Le sue geometrie che si ripetono su campi diversi di colore, ama molto il rettangolo, non rinunciano all’emotività e non temono i pericoli di una silenziosa narrazione. Per lui la pittura non è idea ma piuttosto scrittura e corpo, ovvero e rispettivamente: tempo e spazio. E quindi, come recita il titolo, “zeit” e “space”: due parole tratte da lingue diverse saldate in una formula meticcia. E non è un caso, infatti, che da qualche anno page1image17168
Anastasio sia interessato proprio al carattere meticcio, "felicemente" residuale e impuro della pittura. Oggi, una disciplina del visibile e un genere forse inattuale proprio perché richiede tempo, perché obbliga a vedere e a pensare lo spazio che è davanti ai nostri occhi.

La storia, gli ambienti, la materia hanno offerto sempre nuovi e diversi motivi di riflessione al lavoro di Anastasio, che nel tempo più volte si è misurato con spazi forti , connotati proprio come quelli che contraddistinguano la Cappella dell’Incoronazione di Palermo.

In questa sede in cui il tempo non accenna a passare, Anastasio ha trovato un’occasione di verifica, confronto e dialogo tra pittura e architettura secondo quello che è stato un modello storico della grande arte italiana.

La mostra è incentrata sul doppio registro della pittura come segno e scrittura da presentare come colore e gesto espressi sia nel corpo verticale del quadro sia nella forma del libro.

Un tale progetto corrisponde alla tensione e convinzione, se vogliamo analitica e allo stesso tempo passionale, di una pittura che è sì superficie ma anche liberazione dalla bidimensionalità, di una pittura che conserva il suo lato etico oltre che estetico, apparizione senza inganno. 

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