L’âge d’or. Pittura contemporanea alla pinacoteca di Trevi _ Nicola Maria Martino
© Nicola Maria Martino
Dal 13 Giugno 2015 al 16 Agosto 2015
Trevi | Perugia | Visualizza tutte le mostre a Perugia
Luogo: Pinacoteca di San Francesco
Indirizzo: largo Don Giovanni Bosco
Curatori: Maurizio Coccia, Mara Predicatori
Enti promotori:
- Comune di Trevi
Telefono per informazioni: +39 0742 381628
E-Mail info: trevi@sistemamuseo.it
Il secondo appuntamento dedicato all’attualità della pittura, organizzato dal Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini presso la Pinacoteca di San Francesco a Trevi, questa volta accoglie le opere di Nicola Maria Martino (Lesina, 1946). Testimone di una solida tradizione italiana, che va dai primitivi senesi alle ricerche post-concettuali, nei suoi dipinti il maestro pugliese alterna sperimentazioni cromatiche a intensi slanci lirici. Il solido impianto della sua figurazione mette in contatto il simbolismo mediterraneo con le inquietudini della Metafisica e la coerenza – anche esistenziale – di un Licini ritrovato. Però Martino supera di slancio ogni pedissequa tentazione citazionista o peggio nostalgica. Il suo è un percorso totalmente interno alla pittura. È una linea che percorre – e innerva – tutta la nostra cultura visiva e che Martino, nella sua lunga carriera, ha sempre orgogliosamente perorato come prerogativa nazionale. Vi si avverte una stabilità e un’esattezza quasi ideali, che la collocano ben oltre le questioni di eredità e influenze più o meno nobili. Si tratta di una pittura esemplare, “perfetta” perché indifferente alle mutevolezze del gusto e dei costumi artistici. In mostra, accanto ai lavori recenti, anche alcune opere più datate, che documentano la costante tensione creativa dell’autore e la sua inesausta vivacità intellettuale, che ne fanno uno dei più attenti – ed esigenti – interpreti del linguaggio pittorico internazionale.
Nicola Maria Martino è nato sulla laguna vicino al bosco e al mare (Lesina – Foggia) nell’ottobre del 1946.
Nel 1968 firma il manifesto Agrà di Sante Monachesi.
Si diploma nel 1970 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con la tesi Le cancellature, relatore Maurizio Calvesi.
È stato titolare della cattedra di Decorazione dell’Accademia Albertina di Torino e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Per 17 anni è stato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari e successivamente Commisario-Direttore dell’Accademia di Torino.
Nel 1977 è invitato a Ryad (Arabia Saudita) per realizzare il progetto di decorazione del Palazzo del Principe Sultan Bin Saud.
Nel 1980 Cesare Vivaldi lo segnala sul Bolaffi Arte come miglior giovane artista italiano. Nello stesso anno è invitato alla Biennale di Venezia.
Nel 1983 per i tipi di Einaudi illustra il racconto russo di Antonij Pogorelskij La gallina nera. Sempre nel 1983, presso l’Institut Supérieur d’Arts Visuels d’Orleáns, teorizza Lupo azzurro, l’artista come lupo solitario.
La sua partecipazione attiva sulla scena artistica comincia nei primi anni settanta durante i quali realizza interventi e azioni concettuali-comportamentali; a metà decennio abbandona i procedimenti analitici e la smaterializzazione del concettualismo anticipando temi e tecniche del ritorno alla pittura nell'ambito del postmoderno.
Ha esposto in numerose gallerie in Italia e all'estero, ha partecipato alla Biennale di Venezia (1980 - Progetti Speciali; e 2011 - Padiglione Italia per l'Abruzzo). Sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private e presso la Collezione Farnesina. Vive e lavora a Roma e sulle colline dannunziane.
Nicola Maria Martino è nato sulla laguna vicino al bosco e al mare (Lesina – Foggia) nell’ottobre del 1946.
Nel 1968 firma il manifesto Agrà di Sante Monachesi.
Si diploma nel 1970 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con la tesi Le cancellature, relatore Maurizio Calvesi.
È stato titolare della cattedra di Decorazione dell’Accademia Albertina di Torino e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Per 17 anni è stato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari e successivamente Commisario-Direttore dell’Accademia di Torino.
Nel 1977 è invitato a Ryad (Arabia Saudita) per realizzare il progetto di decorazione del Palazzo del Principe Sultan Bin Saud.
Nel 1980 Cesare Vivaldi lo segnala sul Bolaffi Arte come miglior giovane artista italiano. Nello stesso anno è invitato alla Biennale di Venezia.
Nel 1983 per i tipi di Einaudi illustra il racconto russo di Antonij Pogorelskij La gallina nera. Sempre nel 1983, presso l’Institut Supérieur d’Arts Visuels d’Orleáns, teorizza Lupo azzurro, l’artista come lupo solitario.
La sua partecipazione attiva sulla scena artistica comincia nei primi anni settanta durante i quali realizza interventi e azioni concettuali-comportamentali; a metà decennio abbandona i procedimenti analitici e la smaterializzazione del concettualismo anticipando temi e tecniche del ritorno alla pittura nell'ambito del postmoderno.
Ha esposto in numerose gallerie in Italia e all'estero, ha partecipato alla Biennale di Venezia (1980 - Progetti Speciali; e 2011 - Padiglione Italia per l'Abruzzo). Sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private e presso la Collezione Farnesina. Vive e lavora a Roma e sulle colline dannunziane.
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