Steve McCurry. Icons

© Steve McCurry | Steve McCurry, Zhengzhou, Cina, 2004

 

Dal 01 Gennaio 2024 al 07 Aprile 2024

Pisa

Luogo: Arsenali Repubblicani

Indirizzo: Via Bonanno Pisano 2

Orari: dal mercoledì al venerdì: 10 - 13 / 14 - 19 sabato, domenica e festivi: 10 - 19 01 gennaio: 14 - 19 02 gennaio: 10 - 13 e 14 - 19 Pasqua e Pasquetta: 10 - 19 (La biglietteria chiude 30 min. prima)

Curatori: Biba Giacchetti

Costo del biglietto: intero: € 14,00; ridotto: € 12,00 (studenti 18-26 anni, soci Feltrinelli, soci Fai, gruppi min. 10 persone); biglietto famiglia: € 12,00 cad. genitori + € 10,00 cad. under 18 (minimo 1 adulto e 1 minorenne); ridotto disabili: € 10,00; biglietto scuole: € 7,00 (cad.) min. 10 - max. 25 studenti a gruppo + 2 gratuità per insegnanti accompagnatori (fino al grado di scuola superiore); biglietto cortesia: € 2,00 accompagnatori di persone diversamente abili e studenti con disabilità

Telefono per informazioni: +39 351 809 9706

E-Mail info: mostre@artika.it


Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo unico e diretto di guardare il nostro tempo.

La mostra Steve McCurry. Icons presenta, in oltre 90 scatti, un efficace riassunto della sua vasta produzione. La mostra propone ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che da oltre 40 anni caratterizza le sue immagini, a partire dal famoso scatto di Sharbat Gula, la ragazza Afghana che McCurry ha fotografato nel 1984 nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata un'icona assoluta della fotografia mondiale.

Dall’India alla Birmania, dalla Mongolia all’Africa, fino in Italia: con le sue fotografie Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate.

Scatti che catturano storie di gioia e aggregazione, di solitudine e sofferenza, di resilienza e solidarietà, di famiglia e amicizia e mettono in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali, di sguardi la cui fierezza afferma, al di là dei confini geografici e culturali, la medesima dignità. Con la sua fotografia McCurry attraversa le frontiere e consente a tutti di conoscere da vicino un mondo che sempre più è destinato a grandi cambiamenti.
 
La mostra, organizzata da ARTIKA e curata da Biba Giacchetti con il Team Mostre di Sudest57, ha inizio con una straordinaria sequenza di ritratti e si sviluppa attraverso un percorso libero che abbraccia diversi temi e situazioni. “Icons” è inoltre il titolo di una pubblicazione che costituisce il catalogo della mostra, un dialogo esclusivo nel quale Steve svela le storie e i retroscena delle sue immagini più amate.
 
Attraverso il suo particolare stile fotografico, Steve McCurry pone la propria attenzione
sull’umanità del soggetto. Con i suoi scatti ci trasmette il volto umano che si cela in ogni angolo
della terra, anche nei più drammatici. Se Henri Cartier-Bresson è stato “l’occhio del suo secolo” (il
Novecento), McCurry è probabilmente il fotografo contemporaneo più incline a raccoglierne
l’eredità. Grazie alla sua spiccata sensibilità, è capace infatti di penetrare in profondità dei soggetti
scelti, svelando la profonda somiglianza di tutti gli individui sulla terra, al di là delle difficoltà socio-
culturali. Il fotografo cerca sempre di attribuire un volto alle situazioni in cui si trova immerso da
reporter, soprattutto se tali circostanze si presentano estremamente tragiche.
 
La curiosità è il motore della sua ricerca, capace di spingerlo, fin da adolescente, ad attraversare
ogni confine, fosse esso fisico, linguistico e culturale. In ogni sua foto Steve McCurry ci racconta
una storia che, una volta svelata, è in grado di comunicare la complessità di un intero contesto.
Queste le parole di McCurry: “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il
momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una
persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che
potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e
della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere
estraneo si mescola alla gioia della familiarità.”
 
Il percorso espositivo ci permette di ammirare alcuni tra i più grandi progetti fotografici di Steve McCurry. Approfondimenti narrativi saranno presenti nell’audioguida che, per l’occasione, sarà scaricabile tramite app sullo smartphone dei visitatori.
 

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