#KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia

Elena Mazzi, Muse, 2020. Still da video prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence

 

Dal 24 Novembre 2020 al 24 Novembre 2020

Prato

Luogo: Sito web Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

Indirizzo: online

Orari: ore 18.30

Sito ufficiale: http://www.centropecci.it



Martedì 24 novembre alle ore 18.30 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta il primo appuntamento di #KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia, nuovo format parte del palinsesto digitale Pecci ON.
Protagonisti di una conversazione sulla parola TRAUMA saranno il coreografo Virgilio Sieni e la psicologa Teresa Bruno, con la mediazione della Direttrice del Centro Pecci, Cristiana Perrella, e della psicologa Elisa Guidi: l’incontro sarà gratuito e aperto a tutti e verrà trasmesso in live streaming su www.centropecci.it.
 
Il format #KeyWords nasce dalla collaborazione del Centro Pecci con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale – spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze, che fa parte del Laboratorio Congiunto Multisetting Community Action Research: from real to virtual del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia – FORLILPSI, Università di Firenze – UNIFI.
 
#KeyWords propone una serie di incontri in cui ospiti provenienti da ambiti differenti dialogheranno ogni volta su una diversa parola chiave. Partendo dall’esigenza di comprensione e condivisione delle difficoltà che ognuno di noi sta incontrando in questo momento storico, sia a livello personale che sociale, le parole verranno usate per approfondire gli stati d’animo, affrontare le insicurezze, cercare chiavi di lettura e acquisire nuovi strumenti che possano arricchire la cassetta degli attrezzi di cui abbiamo bisogno per affrontare le sfide che ci impone il nostro tempo.
 
Crisi e incertezza descrivono oggi la nostra visione del presente e del futuro: connubio che genera un senso di impotenza in cui lo stato di attesa prolungato che stiamo sperimentando non viene percepito come “resistenza” quanto piuttosto come “sopravvivenza”, simile a quella di un naufrago in mare senza vento. Viktor Frankl – neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, tra i fondatori dell'analisi esistenziale e della logoterapia – dice che l’uomo è “in cerca di senso”, quindi il vuoto dell’incertezza che oggi viviamo può essere riempito da confronto, riflessione, incontro dialogico tra idee ed esperienze.
 
#KeyWords parte da queste considerazioni e – mettendo al centro il museo come luogo che raccoglie una comunità non solo fisica, ma simbolica (quella dell’arte, della cultura, della scienza) – ospita pensatori, artisti, studiosi in un dialogo aperto, per e con gli ascoltatori, su temi centrali in questo momento storico.  
 
Martedì 24 novembre il primo appuntamento che precede la data simbolica del 25 novembreGiornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, viene dedicato alla parola TRAUMA e vede protagonisti Virgilio Sieni, coreografo e danzatore la cui pratica da sempre si confronta con l’idea di comunità, in dialogo con Teresa Bruno, psicologa, psicoterapeuta e Presidentessa di Artemisia Centro Antiviolenza. Ad accompagnare gli ospiti nel dialogo saranno Cristiana Perrella, Direttrice del museo, ed Elisa Guidi, psicologa, Postdoctoral fellow & Socia di LabCom, attiva nell’ambito della ricerca sulla violenza di genere. All’inizio dell’incontro verrà proiettata una pillola del video Muse (2020) di Elena Mazzi, prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence.
Dal trauma legato alla violenza alla perdita della funzione del gesto, dalla memoria fisica dell'atto traumatico alla sua possibile narrazione: l’incontro vuole ampliare la riflessione su questi temi mettendo a confronto il linguaggio dell'arte e quello della psicologia partendo dall'esperienza della pandemia e dall’aumento della violenza sulle donne durante il lockdown. Secondo il report Istat diffuso il 13 maggio 2020, dal 1 marzo al 16 aprile 2020 è stato registrato un aumento del +73% di chiamate al numero verde antiviolenza 1522 rispetto allo stesso periodo del 2019, con una crescita di richieste di aiuto soprattutto in Lazio, Toscana, Sardegna e Umbria; il 45,3% delle vittime ha dichiarato paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non ha denunciato il reato subito; nel 93,4% dei casi la violenza si è consumata tra le mura domestiche, nel 64,1% sono stati riportati casi di violenza assistita.
 
Prossimi appuntamenti giovedì 10 dicembre con l’incontro dedicato alla parola LIMITE, e martedì 22 dicembre con quello dedicato alla parola FIDUCIA.

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI