Giorgio Distefano. Isola in luce
Giorgio Distefano. Isola in luce, Palazzo Zacco, Ragusa
Dal 4 Settembre 2014 al 14 Settembre 2014
Ragusa | Visualizza tutte le mostre a Ragusa
Luogo: Palazzo Zacco
Indirizzo: via San Vito 163
Orari: da lunedì a venerdì 9-13; martedì e giovedì 9-13 / 15.30-17.30.
Curatori: Teresa Lucia Cicciarella
Enti promotori:
- Città di Ragusa
- Comune di Chiaramonte Gulfi
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0932 684780
E-Mail info: infotourist@comune.ragusa.gov.it
Sito ufficiale: http://www.comune.ragusa.gov.it
Si inaugurerà giovedì 4 Settembre 2014 alle ore 17, nella prestigiosa cornice di Palazzo Zacco, in Via San Vito 163 a Ragusa, la mostra di Giorgio Distefano “Isola in luce”, a cura di Teresa Lucia Cicciarella.
L’evento si avvale del patrocinio della Città di Ragusa e del Comune di Chiaramonte Gulfi, dove la mostra ha avuto la sua prima sede, dal 22 al 31 agosto 2014, all’interno del Museo dell’Olio di Palazzo Montesano, con grande riscontro di pubblico e critica.
Giorgio Distefano, siciliano di nascita (Ragusa, 1972) e toscano d’adozione, ha conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui vive e lavora, e negli ultimi anni si è distinto per una raffinata produzione artistica che abbraccia l’attività di pittore e scenografo-costumista teatrale.
Tra le sue più recenti partecipazioni a rassegne, mostre e concorsi, il primo Premio della Critica per la Pittura assegnatogli in occasione della LVI edizione del “Premio per l’Arte contemporanea Basilio Cascella” (Palazzo Farnese, Ortona – Chieti) e il Premio Janua del Museo Sant’Agostino di Genova. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui il ThelesiaMuseum di San Roberto (RC), il Gran Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze e la Galleria Civica di Arte Contemporanea Franco Libertucci di Casacalenda (CB).
In occasione di questa mostra, la prima nella sua città di nascita, il pittore chiaramontano presenta una serie di opere recenti che indagano il rapporto tra le città e il cielo, i valori materici del tessuto urbano e le variazioni luminose d’atmosfera.
Le opere di Distefano rimarranno in esposizione fino al prossimo 14 Settembre 2014.
Nel testo di presentazione, il curatore così delinea le caratteristiche dell’artista: “Il percorso di Distefano si sviluppa con coerenza e, nella costante attenzione per la materia della pittura, studia valori ottici e atmosfere luminose (stati di luce, ama definirli), individuandoli quali ricchezza particolare di un Paese che è amato, osservato e, quand’è raffigurato a diverse latitudini, giova della naturale lezione appresa dall’artista nella luce mediterranea dei monti Iblei. Luce che talora acceca, in squillante evidenza su ogni muro, ogni risalto metallico; luce che altre volte – come nella serie Nerocielo – impatta con un fondo divenuto plumbeo, nuda scenografia, dinanzi alla quale alle sole architetture spetta di rappresentare il gioco delle parti.
Il risultato dello studio di Distefano, in questa pittura, combina armonicamente dato geografico e visione interiorizzata: un primo sguardo sembra afferrare, d’istinto, mute conversazioni tra le città e il cielo. Il pensiero, plastico, ne abbrevia e ricompone le linee e con semplicità guida la mano fino alla resa di uno scorcio urbano che si fa “ritratto” mentale ed emotivo al tempo stesso. Dal suo lavoro dunque scaturiscono composizioni mai sfrontate; le architetture – forme dell’ordinario nostro vivere – non escludono la presenza umana, giacché la contengono e riassumono, divenendo spazio d’esperienza e domani di ricordo, senso d’appartenenza ad un luogo”.
L’evento si avvale del patrocinio della Città di Ragusa e del Comune di Chiaramonte Gulfi, dove la mostra ha avuto la sua prima sede, dal 22 al 31 agosto 2014, all’interno del Museo dell’Olio di Palazzo Montesano, con grande riscontro di pubblico e critica.
Giorgio Distefano, siciliano di nascita (Ragusa, 1972) e toscano d’adozione, ha conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui vive e lavora, e negli ultimi anni si è distinto per una raffinata produzione artistica che abbraccia l’attività di pittore e scenografo-costumista teatrale.
Tra le sue più recenti partecipazioni a rassegne, mostre e concorsi, il primo Premio della Critica per la Pittura assegnatogli in occasione della LVI edizione del “Premio per l’Arte contemporanea Basilio Cascella” (Palazzo Farnese, Ortona – Chieti) e il Premio Janua del Museo Sant’Agostino di Genova. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui il ThelesiaMuseum di San Roberto (RC), il Gran Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze e la Galleria Civica di Arte Contemporanea Franco Libertucci di Casacalenda (CB).
In occasione di questa mostra, la prima nella sua città di nascita, il pittore chiaramontano presenta una serie di opere recenti che indagano il rapporto tra le città e il cielo, i valori materici del tessuto urbano e le variazioni luminose d’atmosfera.
Le opere di Distefano rimarranno in esposizione fino al prossimo 14 Settembre 2014.
Nel testo di presentazione, il curatore così delinea le caratteristiche dell’artista: “Il percorso di Distefano si sviluppa con coerenza e, nella costante attenzione per la materia della pittura, studia valori ottici e atmosfere luminose (stati di luce, ama definirli), individuandoli quali ricchezza particolare di un Paese che è amato, osservato e, quand’è raffigurato a diverse latitudini, giova della naturale lezione appresa dall’artista nella luce mediterranea dei monti Iblei. Luce che talora acceca, in squillante evidenza su ogni muro, ogni risalto metallico; luce che altre volte – come nella serie Nerocielo – impatta con un fondo divenuto plumbeo, nuda scenografia, dinanzi alla quale alle sole architetture spetta di rappresentare il gioco delle parti.
Il risultato dello studio di Distefano, in questa pittura, combina armonicamente dato geografico e visione interiorizzata: un primo sguardo sembra afferrare, d’istinto, mute conversazioni tra le città e il cielo. Il pensiero, plastico, ne abbrevia e ricompone le linee e con semplicità guida la mano fino alla resa di uno scorcio urbano che si fa “ritratto” mentale ed emotivo al tempo stesso. Dal suo lavoro dunque scaturiscono composizioni mai sfrontate; le architetture – forme dell’ordinario nostro vivere – non escludono la presenza umana, giacché la contengono e riassumono, divenendo spazio d’esperienza e domani di ricordo, senso d’appartenenza ad un luogo”.
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