Alessandra Di Francesco. 
Nel Mezzo


Opera di Alessandra Di Francesco

 

Dal 21 Marzo 2018 al 14 Aprile 2018

Roma

Luogo: Interno 14

Indirizzo: via Carlo Alberto 63

Orari: Su appuntamento

Curatori: Roberta Melasecca

Enti promotori:

  • Interno 14
  • Melasecca PressOffice

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 3494945612

E-Mail info: roberta.melasecca@gmail.com

Sito ufficiale: http://www.presstletter.com


Comunicato Stampa:
Mercoledì 21 marzo 2018 alle ore 18.30 Interno 14 presenta la mostra personale Nel Mezzo di Alessandra Di Francesco a cura di Roberta Melasecca.

“Esiste un tempo, una condizione in cui, vivendo in un altro elemento come la profondità del mare, si cambia, ci si trasforma come fanno alcuni pesci che, durante la loro lunga vita, mutano sesso per riprodursi. Esiste uno stato per il quale si anela e si scopre una leggerezza, un abbandono ad essa.” (Alessandra Di Francesco)

“Nel Mezzo. Essere nella terra di mezzo, in quel momento dell’esistenza che sancisce l’appartenenza ad una stagione intermedia. Guardare passato e futuro nel medesimo modo, annullando ogni elemento temporale. Nella terra di mezzo rimane l’immanenza della vita, sulla quale scorre il velo leggero che congela ferite e lacerti. Nel mezzo la coscienza vibra sulla superficie senza peso e può immergersi nelle profondità recondite dell’anima.

Alessandra Di Francesco si muove aleggiando in volo di danza nel mezzo della sua vita di donna e di artista. Connettere e svelare, proteggere e riparare: Alessandra di volta in volta ricama sulla tela codici, fili, reti, trame che fondono tradizione decorativa e ricerca scientifica, sapere teorico e sapienza tecnica.

Già dalla mostra Imbastire legami crea trame segui il filo del 2001, presentata alla Galleria Maniero di Roma, opera attraverso i metodi utilizzati nel restauro pittorico: reintegra lacune. E lo fa attraverso differenti linguaggi, ramificazioni cromatiche, filamenti neuronali o più semplicemente intrecci vegetali e orditi floreali. La sua non è mera operazione filologica: è intercettare il preciso attimo in cui la vita si squarcia e immergersi violentemente nella ferita. E poi ricucire da dentro, tessendo carne viva a brandelli con legamenti di fiori sbocciati. In Stars del 2007 agli Horti Lamiani (Roma) riporta in superficie il punto di rottura e delinea immagini di personaggi famosi, stelle del cinema e della musica, immettendoli in un contesto di patinato anonimato. Così trasposti in un ambiente pittorico divergente, perdono il loro essere figure iconiche: fantasmi di se stessi che nessuno riconosce se non per le connessioni celebrali che si attivano automaticamente. Nel 2010 In-vestiti, sempre alla Galleria Maniero, compie un ulteriore pas de bourrèe nei ritratti dominati dal non finito: figure che sembrano nascere dai pattern delle decorazioni damascate per assumere i contorni dei percorsi della mente. Nel 2013 ne Il fior fiore alla 3B Gallery di Roma, imbriglia le pose delle sue ombre in griglie di fiori e frutti e in sguardi di delicato e passato tremore. Fino ad arrivare ai meccanismi di Stich and percie nel 2016 alla Galleria Sinopia di Roma, dove l’artista asporta con certosina dovizia parti ammalorate dell’anima e le reintegra con diversi e immaginifici lacerti, inizio di mutati metodi di conoscenza.

Peregrinando tra superficie e profondità, con i soli strumenti di chi sperimenta morte e resurrezione, Alessandra arriva nel mezzo, domandandosi se davvero può esistere qualcosa o qualcuno che riesca a riconnettere tali realtà, ora fossilizzate tra la negazione e l’annullamento della sofferenza e la corsa alla perfezione di ogni umano agire. Di fronte alla lenta pietrificazione del mondo, più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi (cit. Italo Calvino) opera anche lei, come Italo Calvino, una sottrazione di peso.
Come minuscoli pulviscoli, le figure di Alessandra si librano nell’aria, affrancate dalla pesantezza di quelle reti che le agganciavano inesorabilmente alla terra. In battiti d’ali non si dissolvono nel sogno e nell’irrazionale ma acquistano nuovo corpo e ignota vita. I contorni, che prima profumavano di ferite sanate, diventano linee impercettibili, fondendosi con il delirio primaverile di fiori volteggianti, anch’essi di irriconoscibili fattezze; sulla superficie della tela le profondità dei pensieri si materializzano ora in onde vibranti e fuggenti, ora in scarti di colore nascosto.

Nel mezzo anche Alessandra ricerca una reazione al peso del vivere (cit. Italo Calvino): ma lo fa con la leggerezza della consapevolezza. Che nulla va mai dimenticato, che tutto non può essere guarito. Annega così ogni elemento in un campo magnetico dove non sono più necessarie formule per decodificare attimi e memorie. Osserva la magnificenza e la fragilità di ogni sospiro e le tramuta in coltri trasparenti. Non più solitarie in azioni isolate ma reagenti e interagenti.
Stare ora nel contingente e nel metafisico. Leggerezza di essere nel mezzo.”
(Roberta Melasecca)

Alessandra Di Francesco
 nasce a Roma nel 1965, si diploma presso l’Accademia di Belle Arti nel 1988. La prima mostra personale in Germania, a Wuppertal, la città che ospita il Tanz-Theater di Pina Bausch, segna in modo imprescindibile il suo legame con questa artista. Seguono numerose esposizioni, personali e collettive, in Italia e all’estero. La mostra “Imbastire legami crea trame” del 2001 (Galleria Maniero, Roma) costituisce un punto X del percorso artistico: da una pittura di matrice espressionista Alessandra approda all’idea, al concetto, al processo logico che procede per nessi. Dipingere diventa l’azione di connettere qualcosa di antico con qualcosa di presente e di assolutamente nuovo. Introduce, di volta in volta, i codici, dal morse al braille, usati come supportanti di un messaggio che andava svelato ed insieme protetto: le trame, desunte dai merletti e dalla tradizione decorativa, accompagnano i ritratti, i soggetti come una vera e propria scrittura da decodificare. L’indagine si dipana nel cercare i nessi tra il merletto di filo e le reti neuronali, tra l’imbastitura e il codice morse, tra la sezione del DNA e il centrino della nonna. Tra le principali mostre personali: 2015, Stich and Pierce, Galleria Sinopia Roma; 2015, Quattro Tempi, Spazio Foldes (Ex Lanificio Pietralata) Roma; 2013, Il fior fiore, 3B Gallery Roma; 2012, Mit Ihnen “come un vento che soffia senza fine”, Spazio le cinque lune Roma; 2011, Defrente-detras, Centro Cultutal Inboccalupo Buenos Aires; 2010, In-vestiti, Galleria Maniero Roma; 2007, Stars,Horti Lamiani, Bettivò, Roma; 2003, Pas de bourrèe, Galleria Maniero Roma; 2001, Imbastire legami crea trame segui il filo, Galleria Maniero Roma; 1996, Vocazione, Bachstubengalerie, Wuppertal (Germania) doppia personale con Elena Pinzuti; 1993, Rievocando affermando, Stanze indipendenti Roma; 1989, Ohne Titel, Bachstubengalerie, Wuppertal Germania.

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