Fissare la malinconia della luce. Dipinti e incisioni di Celestino Ferraresi

Celestino Ferraresi, Solitudine, 1995, tempera a uovo su tela

 

Dal 12 Novembre 2026 al 17 Dicembre 2027

Luogo: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

Indirizzo: P.le Aldo Moro 5

Orari: dal lunedì al venerdì 15-19

Curatori: Claudia Dattero con Angela Cipriani e Claudio Zambianchi

E-Mail info: [email protected]

Sito ufficiale: http://www.museolaboratorioartecontemporanea.it


Il 12 novembre 2026 al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea si inaugura la mostra “Fissare la malinconia della luce”. Dipinti e incisioni di Celestino Ferraresi a cura di Claudia Dattero, con Angela Cipriani e Claudio Zambianchi, in collaborazione con l’Archivio Celestino Ferraresi di Roma.

Celestino Ferraresi era nato ad Accumoli nel 1949, ma si era trasferito all’età di cinque anni a Roma, dov’è scomparso nel 2016. La mostra ricorda i dieci anni dalla morte dell’artista con una scelta di una trentina di dipinti, a olio e a tempera all’uovo, e alcune incisioni, di cui verranno esposte anche qualche lastra. L’esposizione è accompagnata dal catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, con saggi dei curatori e un ricco apparato illustrativo.

La pittura di Ferraresi si sviluppa nell’alveo dei tardi esiti della Scuola Romana (l’artista ebbe come maestri Alberto Ziveri, a cui rimase a lungo vicino, e Piero Sadun), per poi andare in una direzione esistenziale, sviluppando i temi della solitudine e dell’alienazione, espressi attraverso nature morte e poche figure; col tempo il silenzio delle cose va accentuandosi. L’autore, tuttavia, non perde mai fiducia nelle tecniche pittoriche, praticate con intensità e dedizione in una fase in cui molte ricerche della neoavanguardia negavano loro valore.

Fino alla metà degli anni ottanta la sua pittura, accanto alle nature morte, mostra figure e paesaggi urbani. Nel 1987, dopo una breve stagione a metà decennio in cui dipinge riflessi sull’acqua, l’artista si trasferisce in un piccolo atelier al centro di Roma, in via di Santa Maria dell’Anima. Adotta la tecnica antica e difficile della tempera all’uovo, più povera di materia rispetto all’olio, e trae ispirazione dai pochi oggetti presenti nello studio e alle sue pareti, restituite in una luce fattasi immobile e senza tempo. Nel 2008 si trasferisce in un atelier a Tor Pignattara, ma i temi della sua pittura restano sostanzialmente invariati.

Nell’arte di Ferraresi la scelta degli oggetti e soprattutto la sospensione temporale sono indizio di un temperamento meditativo e melanconico, dove le cose di ogni giorno, fissate in una durata indefinita, partecipano a un tempo della dimensione della realtà e di quella dell’allegoria.
Hanno scritto di lui, tra gli altri, Dario Micacchi, Cesare Vivaldi, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Renzo Vespignani, Guido Giuffrè, Valerio Rivosecchi, Roberto Maria Siena.

Inaugurazione: 12 novembre ore 17-20

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