Georges De Cannino. Kaddish Arte, storia, memoria 1938-2018

Georges De Cannino, XXX, Kaddish, 2017, tecnica mista e riporto fotografico su tela, cm. 45x44

 

Dal 25 Gennaio 2018 al 01 Febbraio 2018

Roma

Luogo: Galleria d’arte La Nica

Indirizzo: viale Mazzini 1

Orari: dal martedì al venerdì 11-13 / 16.30-18.30 sabato su appuntamento

Curatori: Cristina Liscaio, Francesca V. Scazzocchio

Enti promotori:

  • Patrocinio di Roma Capitale
  • Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale
  • UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
  • Comunità Ebraica di Roma - Dipartimento di beni e attività culturali
  • Centro di Cultura Ebraica

Telefono per informazioni: +39 3481325732

E-Mail info: info@gallerialanica.it

Sito ufficiale: http://www.gallerialanica.it/


Comunicato Stampa:
Il 25 gennaio 2018 alle ore 17,30 si inaugurerà la mostra del maestro Georges de Canino dal titolo Kaddish – Arte, storia, memoria – 1938-2018 presso la Galleria d'arte La Nica nello spazio espositivo dell'Associazione Plus Arte Puls.

In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio, la direttrice Maria Vittoria Marchetta e le curatrici Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio hanno voluto realizzare una mostra volta a commemorare la Shoah. Il progetto iniziale si è concretizzato in una personale del maestro Georges de Canino, nella quale vengono presentate al pubblico 30 opere inedite. Trattasi in particolare di riporti fotografici su tela con interventi di acrilico e matita, che voluti fortemente senza telaio dall’artista saranno esposti direttamente sulle pareti dello spazio espositivo.

Georges de Canino, selezionato nel 2011 da Vittorio Sgarbi per la 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con l’opera “Golem”, ha alle spalle quarant’anni di mostre personali e collettive, venendo riconosciuto e apprezzato nel corso degli anni sia in Italia e sia all'estero.

Ricorrono gli ottant’anni dalla promulgazione delle Leggi razziali antiebraiche dell’autunno del 1938; attraverso questo inedito ciclo di opere de Canino rende omaggio alla memoria di chi ha sofferto a causa di quella decisione ingiusta e ingiustificabile, che creò una frattura dolorosa nel popolo italiano fra cittadini e “cittadini altri”. Le Leggi razziali costituiscono certamente una macchia indelebile nella storia giuridica italiana; il carico di sofferenza inflitto alle famiglie ebree italiane fu solo l'inizio del dolore lacerante che tutti loro sopportarono con la guerra e la deportazione. 
Georges de Canino, deciso da sempre a mettere la sua sensibilità di artista e di poeta – prima ancora che di ebreo – al servizio della Memoria, ha deciso di intitolare questa mostra “Kaddish” non certo a caso. Il Kaddish è nella liturgia ebraica la preghiera di santificazione del Nome di Dio, che recitata con amore e venerazione sottolinea la volontà del popolo ebraico di ringraziare l'Altissimo, riconoscendo i meriti dei defunti o dei maestri.

L'artista quindi, attraverso il linguaggio che gli è più congeniale, eleva la sua preghiera a Dio, ringraziandoLo per l'esempio e i meriti delle tante persone che considera importanti, non solo per la sua formazione umana ma anche per quella delle generazioni future.

Come un moderno cantore, De Canino racconta l'esistenza di persone a lui care utilizzando la tecnica del riporto fotografico su tela. Vi ritroviamo i ritratti omaggio a Primo Levi, al Rav Elio Toaff, Simone Veil, Anna Frank, ma anche a tanti amici come Lello Perugia, Enrica Di Segni Terracina e la piccola Virginia, Gilberto Terracina, Pacifi co Di Consiglio e la famiglia Frascati. Mostrandoci le immagini tratte dalle vite di questi protagonisti prima della tragedia, l'artista intende ridare dignità a quelle persone in quanto esseri umani, non solo vittime.

Il riporto fotografico è l'inizio di un lavoro intimamente doloroso con il quale il suo Kaddish prende forma. Il risultato sono opere cariche di luce, di colore, di segni, di frasi. Le suggestioni e i ricordi che ciascuna delle immagini impresse sulla tela gli suggeriscono si elevano verso l'alto, come un canto alla memoria di ciascuna delle persone ormai scomparse. Richiamando il passato nel presente, riportandolo nella sua memoria intima prima ancora che in quella collettiva, l’artista fa sì che le immagini da testimonianze del passato riescano a diventare,mediante la sua arte, attuali.

“Senza memoria non vi è storia, non vi è presente, non vi è futuro” sostiene Georges de Canino. Quindi la memoria non è importante quanto segno del passato, ma come movimento nel presente verso il futuro, a ciò che si diviene nel ricordare.

Il catalogo della mostra a cura di Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio ed edito da Grafiche Turato Edizioni, con testi di importanti esponenti istituzionali del mondo ebraico e della società civile, sarà disponibile in galleria. 

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