Keith Haring
Makoto Murata, 1983. Photo by © Makoto Murata, Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation
Dal 6 Ottobre 2026 al 11 Aprile 2027
Luogo: Museo di Roma - Palazzo Braschi
Indirizzo: Piazza San Pantaleo 10
Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì
Curatori: Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani, Claudio Zambianchi
Enti promotori:
- Roma Capitale
- Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria
- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Costo del biglietto: Intero € 17,00 - Ridotto € 15,00 Prevendita: € 1,00
Sito ufficiale: http://www.museodiroma.it
Dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita Keith Haring, grande mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l'immagine in messaggio universale.
La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Premium Partner Fineco.
Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone. È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.
Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati. La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: "Il pubblico ha diritto all'arte. L'arte è per tutti". Questa convinzione resta al centro della mostra.
«Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione. Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l’arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. Il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un’occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita» dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.
Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale. Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.
La sezione iniziale ricostruisce proprio questa geografia attraverso opere e documenti legati a Napoli, Milano e Pisa: dai poster per Lucio Amelio e per la Galleria Salvatore Ala al Poster for Pisa, memoria del percorso che condusse al murale Tuttomondo, fino alla Motorcycle dipinta dall'artista a Roma nel 1984. Roma entra in mostra con un nucleo fotografico dedicato agli interventi del 1984: al Palazzo delle Esposizioni, in occasione di Arte di frontiera. New York Graffiti, e sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni, lungo la linea A della metropolitana tra Flaminio e Lepanto. Opere effimere, poi cancellate, che le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino restituiscono come tracce del passaggio romano di Haring, nel contesto di Palazzo Braschi.
Street Art & Art in Transit entra nel cuore della pratica urbana di Haring: il segno nasce come intervento veloce, diretto, quasi performativo. Accanto ai Subway Drawings - tra cui Subway Drawing (Nativity), Untitled Subway Drawing (Free South Africa) e Subway Drawing (TV dog) - i sette pannelli Untitled (FDR Drive #10-#16) sono tra i nuclei più forti della mostra: lamiere dipinte a spray nel 1984 lungo la grande arteria dell'East Side di Manhattan. Nati in un contesto pienamente urbano - tra traffico, velocità, muri e superfici industriali - restituiscono tutta l'energia del segno di Haring oltre i confini tradizionali della tela. Completa la sezione il cofano d'auto Three Amigos, 1982.
Political & Social Resonance riunisce opere e poster in cui l'immagine diventa forma di presa di parola pubblica. Antirazzismo, apartheid, disarmo nucleare, prevenzione dell'AIDS, diritti LGBTQ+, violenza, droga e tecnologia attraversano lavori come USA 19-18, Untitled (Man with Six Arms), Free South Africa, Crack Down!, Safe Sex! e i poster per ACT-UP e AIDS Hotline, fino a The Blueprint Drawings, memoria dei primi anni newyorkesi e testamento visivo pubblicato poco prima della morte.
Radiant Eros - Celebrate Life esplora il corpo, il desiderio e la gioia di essere vivi attraverso movimento, colore ed energia. Tra le opere principali figurano i cinque Untitled del 1983, le tavole Bad Boys, il Poster for the Legend of Lily Overstreet e il monumentale Untitled (1984). Qui il corpo diventa simbolo di libertà, connessione e celebrazione. Diverse opere realizzate con pigmenti fluorescenti e colori Day-Glo saranno presentate con luce nera, ricreando l'atmosfera vibrante originariamente immaginata da Haring.
Art Is for Everybody riflette la convinzione, centrale in tutta la vita di Keith Haring, che l'arte appartenga a tutti. Riunendo sculture, poster, oggetti, collaborazioni musicali e progetti pubblici, la sezione rivela il desiderio dell'artista di rendere l'arte accessibile e gioiosa. Opere tridimensionali come Curling Dog e Untitled (Three Dancing Figures, Version B), insieme a Luna Luna, sono presentate accanto ai poster per il Montreux Jazz Festival e Lucky Strike. La sezione comprende anche il Mural for the Mount Sinai Hospital, creato appositamente per i bambini, che testimonia la fiducia di Haring nel potere dell'arte di portare gioia, conforto e speranza.
La sezione Symbolic Imagery & Religion raccoglie il nucleo più simbolico e spirituale: piramidi, totem, icone e immagini apocalittiche rivelano l'interesse di Haring per segni antichi, culture non occidentali, religione, morte e trasformazione. Tra le opere e le serie esposte figurano Growing 3, Growing 5, Apocalypse, Totem, Pyramid, Chocolate Buddha, Icons, Andy Mouse e Altarpiece: The Life of Christ (1990), realizzata poco prima della morte dell'artista.
Il percorso sarà accompagnato da un articolato programma didattico pensato per i giovani e per le scuole, con attività capaci di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo dell'artista. Accanto alle attività educative, visite guidate per il pubblico adulto proporranno un viaggio nel mondo di Keith Haring: dalla street art newyorkese all'impegno civile, dai segni iconici alla dimensione pubblica, luminosa e collettiva della sua opera.
La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Premium Partner Fineco.
Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone. È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.
Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati. La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: "Il pubblico ha diritto all'arte. L'arte è per tutti". Questa convinzione resta al centro della mostra.
«Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione. Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l’arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. Il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un’occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita» dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.
Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale. Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.
La sezione iniziale ricostruisce proprio questa geografia attraverso opere e documenti legati a Napoli, Milano e Pisa: dai poster per Lucio Amelio e per la Galleria Salvatore Ala al Poster for Pisa, memoria del percorso che condusse al murale Tuttomondo, fino alla Motorcycle dipinta dall'artista a Roma nel 1984. Roma entra in mostra con un nucleo fotografico dedicato agli interventi del 1984: al Palazzo delle Esposizioni, in occasione di Arte di frontiera. New York Graffiti, e sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni, lungo la linea A della metropolitana tra Flaminio e Lepanto. Opere effimere, poi cancellate, che le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino restituiscono come tracce del passaggio romano di Haring, nel contesto di Palazzo Braschi.
Street Art & Art in Transit entra nel cuore della pratica urbana di Haring: il segno nasce come intervento veloce, diretto, quasi performativo. Accanto ai Subway Drawings - tra cui Subway Drawing (Nativity), Untitled Subway Drawing (Free South Africa) e Subway Drawing (TV dog) - i sette pannelli Untitled (FDR Drive #10-#16) sono tra i nuclei più forti della mostra: lamiere dipinte a spray nel 1984 lungo la grande arteria dell'East Side di Manhattan. Nati in un contesto pienamente urbano - tra traffico, velocità, muri e superfici industriali - restituiscono tutta l'energia del segno di Haring oltre i confini tradizionali della tela. Completa la sezione il cofano d'auto Three Amigos, 1982.
Political & Social Resonance riunisce opere e poster in cui l'immagine diventa forma di presa di parola pubblica. Antirazzismo, apartheid, disarmo nucleare, prevenzione dell'AIDS, diritti LGBTQ+, violenza, droga e tecnologia attraversano lavori come USA 19-18, Untitled (Man with Six Arms), Free South Africa, Crack Down!, Safe Sex! e i poster per ACT-UP e AIDS Hotline, fino a The Blueprint Drawings, memoria dei primi anni newyorkesi e testamento visivo pubblicato poco prima della morte.
Radiant Eros - Celebrate Life esplora il corpo, il desiderio e la gioia di essere vivi attraverso movimento, colore ed energia. Tra le opere principali figurano i cinque Untitled del 1983, le tavole Bad Boys, il Poster for the Legend of Lily Overstreet e il monumentale Untitled (1984). Qui il corpo diventa simbolo di libertà, connessione e celebrazione. Diverse opere realizzate con pigmenti fluorescenti e colori Day-Glo saranno presentate con luce nera, ricreando l'atmosfera vibrante originariamente immaginata da Haring.
Art Is for Everybody riflette la convinzione, centrale in tutta la vita di Keith Haring, che l'arte appartenga a tutti. Riunendo sculture, poster, oggetti, collaborazioni musicali e progetti pubblici, la sezione rivela il desiderio dell'artista di rendere l'arte accessibile e gioiosa. Opere tridimensionali come Curling Dog e Untitled (Three Dancing Figures, Version B), insieme a Luna Luna, sono presentate accanto ai poster per il Montreux Jazz Festival e Lucky Strike. La sezione comprende anche il Mural for the Mount Sinai Hospital, creato appositamente per i bambini, che testimonia la fiducia di Haring nel potere dell'arte di portare gioia, conforto e speranza.
La sezione Symbolic Imagery & Religion raccoglie il nucleo più simbolico e spirituale: piramidi, totem, icone e immagini apocalittiche rivelano l'interesse di Haring per segni antichi, culture non occidentali, religione, morte e trasformazione. Tra le opere e le serie esposte figurano Growing 3, Growing 5, Apocalypse, Totem, Pyramid, Chocolate Buddha, Icons, Andy Mouse e Altarpiece: The Life of Christ (1990), realizzata poco prima della morte dell'artista.
Il percorso sarà accompagnato da un articolato programma didattico pensato per i giovani e per le scuole, con attività capaci di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo dell'artista. Accanto alle attività educative, visite guidate per il pubblico adulto proporranno un viaggio nel mondo di Keith Haring: dalla street art newyorkese all'impegno civile, dai segni iconici alla dimensione pubblica, luminosa e collettiva della sua opera.
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