L’Icona Semmelweis
L’Icona Semmelweis, Accademia d'Ungheria, Roma
Dal 12 December 2013 al 19 January 2014
Roma
Luogo: Accademia d'Ungheria
Indirizzo: via Giulia 1
Orari: sabato 10-12.30/ 13.30-19.30; domenica 10-12.30/ 13.30-18
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 688 9671
E-Mail info: accadung@tin.it
Sito ufficiale: http://www.balassi-intezet.hu
Dopo il successo della mostra Mito e realtà. Le storie misteriose della cintura di castità, del gennaio del 2012, il Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina Ungherese torna a Roma con un’altra mostra intitolata L’Icona Semmelweis. La mostra, organizzata in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma, rievoca la figura e la scoperta di Ignác Semmelweis, noto medico ungherese.
La mostra, grazie ad un design insolito e moderno, presenta la nascita a cavallo del XIX - XX sec. della figura del medico moderno, disposto ad autosacrificarsi. L'attività del noto medico ungherese non viene esaminata solamente sotto il profilo storico-epistemologico: l'accento viene postato infatti sull'illustrazione del culto di Semmelweis. Le raffigurazioni di Semmelweis, i documentari e i film a lui dedicati, le memorie provenienti dai secoli XIX-XX, la presentazione dei testi più caratteristici della letteratura storica e divulgativa, rievocano la tragicità della sua vita.
La mostra si interroga su come si svilupparono gli eventi tragici nella vita di Semmelweis, e su chi ne fosse responsabile. I suoi contemporanei, o forse lui stesso?
L'attualità della mostra è data dal fatto che l'UNESCO, nel giugno del 2013, ha inserito - su proposta del Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina - l'opera completa di Semmelweis nel registro della Memoria del mondo.
L'esposizione, la cui inaugurazione si terrà giovedì 12 dicembre 2013, alle ore 19.30 presso il Palazzo Falconieri di Via Giulia, resterà aperta al 31 gennaio 2014.
Curatori della mostra: Ildikó Horányi e Benedek Varga. Progettazione CAD: Heonlab.
Dopo la morte di Semmelweis, nel fuoco incrociato delle discussioni, solo alcuni suoi alunni e amici presero le difese delle sue teorie; ma dato che le ricerche batteriologiche avevano rivalutato e successivamente confermato le sue dottrine il suo culto cominciò ad estendersi progressivamente.
In Ungheria la svolta decisiva si ebbe con l'istituzione della Commissione Esecutiva per la commemorazione di Semmelweis, i cui obiettivi tra l'altro prevedevano: l'elaborazione e la divulgazione della sua opera completa, la degna sepoltura delle sue ceneri, la riproduzione in serie del suo ritratto, l'innalzamento di un monumento in suo onore, in uno spazio pubblico, e il riconoscimento del suo operato a livello internazionale.
Il 2 settembre del 1894, presso il cimitero Kerepesi di Budapest, venne così svelato il sarcofago realizzato da Albert Schikedanz (1846-1915). Per quando in piazza Erzsébet di Budapest venne inaugurata una statua in suo onore, ed in occasione della cerimonia ebbe luogo un simposio commemorativo internazionale a lui dedicato, il suo culto si era già ben esteso.
La figura di Semmelweis, genio in parte incompreso, divenne per allora un simbolo, il "Salvatore delle madri", e negli anni 1930 fu considerato in tutto il mondo un medico modello, pieno di abnegazione e salvatore di migliaia di vite. La molteplicità della sua popolarità e del suo culto viene confermata da una serie di biografie, film, opere teatrali e raffigurazioni in tutti i generi dell’arte figurativa.
Il rafforzarsi del suo ruolo, avuto nelle ospedalizzazioni e terapie ospedaliere, contribuì ad aumentare il suo prestigio e lo contrappose alla figura schematizzata del medico meccanizzato e privo di empatia.
La mostra, grazie ad un design insolito e moderno, presenta la nascita a cavallo del XIX - XX sec. della figura del medico moderno, disposto ad autosacrificarsi. L'attività del noto medico ungherese non viene esaminata solamente sotto il profilo storico-epistemologico: l'accento viene postato infatti sull'illustrazione del culto di Semmelweis. Le raffigurazioni di Semmelweis, i documentari e i film a lui dedicati, le memorie provenienti dai secoli XIX-XX, la presentazione dei testi più caratteristici della letteratura storica e divulgativa, rievocano la tragicità della sua vita.
La mostra si interroga su come si svilupparono gli eventi tragici nella vita di Semmelweis, e su chi ne fosse responsabile. I suoi contemporanei, o forse lui stesso?
L'attualità della mostra è data dal fatto che l'UNESCO, nel giugno del 2013, ha inserito - su proposta del Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina - l'opera completa di Semmelweis nel registro della Memoria del mondo.
L'esposizione, la cui inaugurazione si terrà giovedì 12 dicembre 2013, alle ore 19.30 presso il Palazzo Falconieri di Via Giulia, resterà aperta al 31 gennaio 2014.
Curatori della mostra: Ildikó Horányi e Benedek Varga. Progettazione CAD: Heonlab.
Dopo la morte di Semmelweis, nel fuoco incrociato delle discussioni, solo alcuni suoi alunni e amici presero le difese delle sue teorie; ma dato che le ricerche batteriologiche avevano rivalutato e successivamente confermato le sue dottrine il suo culto cominciò ad estendersi progressivamente.
In Ungheria la svolta decisiva si ebbe con l'istituzione della Commissione Esecutiva per la commemorazione di Semmelweis, i cui obiettivi tra l'altro prevedevano: l'elaborazione e la divulgazione della sua opera completa, la degna sepoltura delle sue ceneri, la riproduzione in serie del suo ritratto, l'innalzamento di un monumento in suo onore, in uno spazio pubblico, e il riconoscimento del suo operato a livello internazionale.
Il 2 settembre del 1894, presso il cimitero Kerepesi di Budapest, venne così svelato il sarcofago realizzato da Albert Schikedanz (1846-1915). Per quando in piazza Erzsébet di Budapest venne inaugurata una statua in suo onore, ed in occasione della cerimonia ebbe luogo un simposio commemorativo internazionale a lui dedicato, il suo culto si era già ben esteso.
La figura di Semmelweis, genio in parte incompreso, divenne per allora un simbolo, il "Salvatore delle madri", e negli anni 1930 fu considerato in tutto il mondo un medico modello, pieno di abnegazione e salvatore di migliaia di vite. La molteplicità della sua popolarità e del suo culto viene confermata da una serie di biografie, film, opere teatrali e raffigurazioni in tutti i generi dell’arte figurativa.
Il rafforzarsi del suo ruolo, avuto nelle ospedalizzazioni e terapie ospedaliere, contribuì ad aumentare il suo prestigio e lo contrappose alla figura schematizzata del medico meccanizzato e privo di empatia.
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