La fotografia che avrei voluto fare. Riflessioni visive di Guido Guidi su Giovanni Gargiolli
La fotografia che avrei voluto fare. Riflessioni visive di Guido Guidi su Giovanni Gargiolli
Dal 13 Febbraio 2015 al 13 Marzo 2015
Luogo: Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Indirizzo: via di San Michele 18
Orari: da lunedì a venerdì 10-18
Curatori: Guido Guidi, Antonello Frongia, Laura Moro
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 58552240
E-Mail info: ic-cd@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.iccd.beniculturali.it
Giovanni Gargiolli (Fivizzano 1839 – Roma 1913) e Guido Guidi (Cesena 1940), due fotografi appartenenti a generazioni diverse che hanno esplorato il linguaggio visivo della pratica del documentare. Antesignano del genere, il primo si confronta con il paesaggio storico e artistico dell'Italia post-risorgimentale; l’altro, a distanza di settant’anni, percorre i distretti marginali creati dal “miracolo economico”, paesaggi trasformati dalla produzione industriale e dall'urbanizzazione diffusa. In comune l’insofferenza per il luogo comune paesaggistico.
Con l’invito rivolto a Guido Guidi di interagire con le fotografie di Giovanni Gargiolli si entra nel vivo della materia: l’autore si confronterà con la produzione di Gargiolli attraverso una rilettura visiva dell’allestimento della mostra Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, Le origini del Gabinetto fotografico nazionale, 1895-1913, che nella nuova veste verrà prorogata fino al 13 marzo.
Per il fotografo cesenate si tratta di un ritorno in ICCD dopo l’esperienza condotta nel 2013, con la mostra Cinque paesaggi 1983-1993. Guidi proporrà un’ulteriore ragionamento sui nessi tra pratiche e generi fotografici come la fotografia di “documentazione” e quella di “ricerca”, a lungo considerati distinti. Torna così l’interazione tra l’archivio storico e il lavoro dei fotografi contemporanei, una prerogativa che caratterizza l’offerta culturale dell’ICCD.
Le 200 immagini di Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, inaugurata lo scorso 27 novembre, provengono da un fondo di circa 12.000 lastre di vetro e positivi storici. La mostra ha affrontato la pratica fotografica di Gargiolli, fondatore e primo direttore del Gabinetto fotografico nazionale, cui fu affidato il compito istituzionale di documentare il patrimonio culturale nazionale. Gargiolli, ingegnere, esperto di ottica e di fisica, restituì in immagini essenziali – senza retorica né abbellimenti – dipinti, sculture, affreschi, monumenti, decori, scavi archeologici, paesaggi: un precursore quindi della fotografia documentaria, il cui lavoro viene analizzato nella mostra e nel catalogo che l’accompagna, ravvisandone il metodo, la visione, il pensiero, la prassi. Con l’intervento di Guido Guidi, operato soprattutto per sottrazione sul corpo della mostra, si vuole aggiungere una rilettura delle stesse immagini con lo sguardo soggettivo di un autore che ha sviluppato un metodo di lavoro attraverso l’esercizio costante dell’occhio, spesso nell’ambito di incarichi di documentazione del territorio e del paesaggio.
Il nuovo allestimento, che si stratifica sul precedente includendo anche alcune foto di Guidi, sarà presentato giovedì 12 febbraio, alle 17.30, attraverso un dialogo tra lo stesso Guido Guidi e Clemente Marsicola, Benedetta Cestelli Guidi, Francesco Faeta e Stefano Valentini, curatori di Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli .
Con l’invito rivolto a Guido Guidi di interagire con le fotografie di Giovanni Gargiolli si entra nel vivo della materia: l’autore si confronterà con la produzione di Gargiolli attraverso una rilettura visiva dell’allestimento della mostra Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, Le origini del Gabinetto fotografico nazionale, 1895-1913, che nella nuova veste verrà prorogata fino al 13 marzo.
Per il fotografo cesenate si tratta di un ritorno in ICCD dopo l’esperienza condotta nel 2013, con la mostra Cinque paesaggi 1983-1993. Guidi proporrà un’ulteriore ragionamento sui nessi tra pratiche e generi fotografici come la fotografia di “documentazione” e quella di “ricerca”, a lungo considerati distinti. Torna così l’interazione tra l’archivio storico e il lavoro dei fotografi contemporanei, una prerogativa che caratterizza l’offerta culturale dell’ICCD.
Le 200 immagini di Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, inaugurata lo scorso 27 novembre, provengono da un fondo di circa 12.000 lastre di vetro e positivi storici. La mostra ha affrontato la pratica fotografica di Gargiolli, fondatore e primo direttore del Gabinetto fotografico nazionale, cui fu affidato il compito istituzionale di documentare il patrimonio culturale nazionale. Gargiolli, ingegnere, esperto di ottica e di fisica, restituì in immagini essenziali – senza retorica né abbellimenti – dipinti, sculture, affreschi, monumenti, decori, scavi archeologici, paesaggi: un precursore quindi della fotografia documentaria, il cui lavoro viene analizzato nella mostra e nel catalogo che l’accompagna, ravvisandone il metodo, la visione, il pensiero, la prassi. Con l’intervento di Guido Guidi, operato soprattutto per sottrazione sul corpo della mostra, si vuole aggiungere una rilettura delle stesse immagini con lo sguardo soggettivo di un autore che ha sviluppato un metodo di lavoro attraverso l’esercizio costante dell’occhio, spesso nell’ambito di incarichi di documentazione del territorio e del paesaggio.
Il nuovo allestimento, che si stratifica sul precedente includendo anche alcune foto di Guidi, sarà presentato giovedì 12 febbraio, alle 17.30, attraverso un dialogo tra lo stesso Guido Guidi e Clemente Marsicola, Benedetta Cestelli Guidi, Francesco Faeta e Stefano Valentini, curatori di Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli .
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