Unforgettable Childhood
Dal 12 Dicembre 2019 al 16 Febbraio 2020
Luogo: Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese
Indirizzo: viale Fiorello La Guardia 6
Orari: da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 (ingresso fino alle 18.30). Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30). Giorni di chiusura: Lunedì
Curatori: Ermanno Tedeschi
Enti promotori:
- Roma Capitale
- Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
- Con il patrocinio di Ufficio Cultura dell’Ambasciata d’Israele in Italia
Costo del biglietto: ingresso gratuito alla mostra e al museo
Telefono per informazioni: +39 060608
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.museiincomune.it
Più di sessanta tra artisti italiani e israeliani esplorano la dimensione intima e immaginifica dell’infanzia. Dopo Matera, Ravenna, Tel Aviv, Bologna e Torino la mostra Unforgettable Childhood – L’Infanzia indimenticabile arriva dal 13 dicembre 2019 al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese di Roma per proseguire fino al 16 febbraio 2020.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curata da Ermanno Tedeschi, la collettiva è prodotta dall’Associazione Culturale Acribia con il patrocinio dell’Ufficio Cultura dell’Ambasciata d’Israele in Italia e con il sostegno di Banca Patrimoni Sella & C.
Nelle oltre ottanta opere esposte vengono fissate esperienze, sensazioni e stati emotivi dell’infanzia, intesa come fase dell’esistenza «in cui tutto è possibile – afferma Ermanno Tedeschi – quando le azioni del bambino sono continue sperimentazioni in cui si esercita ad essere, con semplicità e naturalezza, l’adulto di domani».
Unforgettable Childhood nasce dall’idea di quanto certi oggetti, soggetti e momenti della vita quotidiana siano testimoni di un’imprescindibile verità: abbiamo bisogno di ricordare il nostro passato – di individui e di popoli – per poter vivere il presente e anche per costruire il nostro futuro. L’infanzia incarna al meglio questo concetto, in quanto esperienza comune a tutti, perché tutti siamo stati bambini. Nel corso della vita si può non diventare padri o madri, il solo fatto di esserci però implica l’aver avuto un’infanzia intesa, quindi, come fase universale e indelebile.
I temi proposti spaziano così dall’affettività al gioco, dal rapporto genitori-figli fino alla dimensione corporea del bambino, mentre le tecniche utilizzate ripropongono la sua curiosità nell’appropriarsi degli oggetti che ne popolano il mondo. Ecco allora il cucito, il ferro, le graffette d’acciaio inox, l’acquerello, la penna dieci colori, il nastro adesivo, il legno, la carta stagnola, i giornali, il sughero e l’acciaio lucidato a specchio.
Attraverso questa libertà e varietà espressiva gli artisti in mostra costruiscono un percorso espositivo che riflette l’immagine più intima e profonda di quell’età della vita che è l’infanzia e che si pone come contributo alla costruzione di un dialogo internazionale tra i paesi del Mediterraneo e tra artisti protagonisti di culture e religioni diverse.
Inaugurazione 12 dicembre ore 18
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