Bandiera gialla - Le epidemie e le cure nella storia, nella scienza, nell’arte
Bandiera gialla - Le epidemie e le cure nella storia, nella scienza, nell’arte
Dal 5 Dicembre 2022 al 5 Marzo 2023
Torino | Visualizza tutte le mostre a Torino
Luogo: Sedi varie
Indirizzo: Sedi varie
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18 (chiuso 25 dicembre 2022, 1 gennaio e 6 gennaio 2023)
Curatori: Peppino Ortoleva
Telefono per informazioni: +39 011 6706111
Sito ufficiale: http://www.unito.it
Lunedì 5 dicembre 2022 alle ore 18.30, presso il Cortile del Rettorato (Via Verdi 8) viene inaugurata la mostra Bandiera gialla - Le epidemie e le cure nella storia, nella scienza, nell’arte prodotta dall’Università di Torino nell’ambito del programma UniVerso, l’osservatorio culturale dell’Ateneo, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti e con il Teatro Regio di Torino.
La mostra che si svolge negli spazi del Cortile del Rettorato (via Po 17, Torino) e della Rotonda di Talucchi (via Accademia Albertina 6, Torino) ed è visitabile fino a domenica 5 marzo 2023, è curata dal Prof. Peppino Ortoleva, storico dei media e curatore di musei e mostre, con la direzione scientifica della Prorettrice di UniTo Prof.ssa Giulia Carluccio.
Bandiera gialla, il cui nome deriva dalla bandiera che a partire dal XVII secolo è divenuto il segnale internazionalmente riconosciuto delle malattie contagiose, associato in particolare a quella forma di prevenzione antica, ma tuttora largamente usata, che è la quarantena, è realizzata grazie al contributo di un comitato scientifico multidisciplinare di studiosi.
Il percorso unisce un itinerario storico che dal periodo della “peste nera” del Trecento – resa celebre da Giovanni Boccaccio – arriva fino ai tre anni del CoViD-19, con un’attenta e aggiornata analisi scientifica delle malattie, della loro diffusione e delle cure che la medicina è riuscita a sviluppare, mettendo a disposizione della società le competenze scientifiche e gli esiti della ricerca più avanzata che l’Università di Torino può vantare in riferimento a un ampio ventaglio di saperi e discipline.
Nell’allestimento curato da Diego Giachello e con le scenografie ideate da Claudia Boasso del Teatro Regio di Torino spicca anche una replica in grandezza naturale (4 metri di altezza) della colonna infame di Milano, che fu eretta in origine per additare all’odio pubblico i presunti “untori”, e che oggi viene ricostruita per ammonirci invece sulla follia del pregiudizio e sulle tragedie di chi ne fu e ne è vittima.
La mostra che si svolge negli spazi del Cortile del Rettorato (via Po 17, Torino) e della Rotonda di Talucchi (via Accademia Albertina 6, Torino) ed è visitabile fino a domenica 5 marzo 2023, è curata dal Prof. Peppino Ortoleva, storico dei media e curatore di musei e mostre, con la direzione scientifica della Prorettrice di UniTo Prof.ssa Giulia Carluccio.
Bandiera gialla, il cui nome deriva dalla bandiera che a partire dal XVII secolo è divenuto il segnale internazionalmente riconosciuto delle malattie contagiose, associato in particolare a quella forma di prevenzione antica, ma tuttora largamente usata, che è la quarantena, è realizzata grazie al contributo di un comitato scientifico multidisciplinare di studiosi.
Il percorso unisce un itinerario storico che dal periodo della “peste nera” del Trecento – resa celebre da Giovanni Boccaccio – arriva fino ai tre anni del CoViD-19, con un’attenta e aggiornata analisi scientifica delle malattie, della loro diffusione e delle cure che la medicina è riuscita a sviluppare, mettendo a disposizione della società le competenze scientifiche e gli esiti della ricerca più avanzata che l’Università di Torino può vantare in riferimento a un ampio ventaglio di saperi e discipline.
Nell’allestimento curato da Diego Giachello e con le scenografie ideate da Claudia Boasso del Teatro Regio di Torino spicca anche una replica in grandezza naturale (4 metri di altezza) della colonna infame di Milano, che fu eretta in origine per additare all’odio pubblico i presunti “untori”, e che oggi viene ricostruita per ammonirci invece sulla follia del pregiudizio e sulle tragedie di chi ne fu e ne è vittima.
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