Grazia Toderi. Teatro Terra
Grazia Toderi, We Mark. Lights-Shadows (protractor) 2020, proiezione video a pavimento, dimensioni variabili, loop, suono
Dal 10 Ottobre 2026 al 8 Dicembre 2026
San Secondo di Pinerolo | Torino | Visualizza tutte le mostre a Torino
Luogo: Castello di Miradolo
Indirizzo: Via Cardonata 2
Telefono per informazioni: +39 0121 502761
E-Mail info: prenotazioni@fondazionecosso.it
Sito ufficiale: http://www.fondazionecosso.com
Dal 10 ottobre all’8 dicembre 2026 la Fondazione Cosso presenta la mostra Grazia Toderi. Teatro Terra.
Per il Castello di Miradolo Grazia Toderi concepisce un percorso intersecando gli spazi della dimora storica con proiezioni video, disegni, fotografie, argille crude, terrecotte smaltate e installazioni di luce. Periodi differenti raramente esposti in un unico progetto espositivo.
Un intervento curato da Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, in cui il Castello e il Parco non sono il semplice contesto della mostra, ma diventano parte integrante dell’opera e dell’esperienza di visita.
Il percorso si sviluppa tra la Manica Storica e la Manica Nuova del Castello, due ali che diventano i poli di una riflessione costruita attorno ai due termini del titolo.
Da una parte la Terra, intesa come materia e come pianeta osservato dallo sguardo solitario dei satelliti; dall’altra il Teatro, dal greco théatron, “luogo da cui si osserva”, inteso come spazio della visione e della rappresentazione. Due percorsi che continuamente si compenetrano dando forma a un’unica esperienza.
La Manica Storica si affaccia sul giardino. Qui il rosso delle proiezioni Marco (I Mark We Mark), nato nel 2019 dai dialoghi con il fratello Marco Toderi, agronomo, è una mappatura o stratigrafia in trasformazione che evoca superfici terrestri o di altri pianeti, profondità del cosmo o meandri nascosti del corpo. In mostra appaiono sistemi di misurazione luminosi che attraversano lo spazio come per prendere misure, puntare, mantenere una posizione, mettere a fuoco. Il tema del conflitto, della trasformazione della geografia e della cartografia terrestre e celeste, è già presente in alcune opere in mostra della fine degli anni ’80. In Rosso Babele (2006), emerge una materia di luce rossastra dalla quale prende forma, si sgretola e sprofonda una torre evanescente, costruita dalla sovrapposizione di centinaia di livelli di trasparenza, riprese di lontane città.
Nell’antica Biblioteca il rosso lascia spazio al blu. In Zuppa dell’eternità e luce improvvisa (1994) l’artista tenta di camminare e aprire un ombrello sott’acqua, sperimentando una dimensione priva di gravità. Qui posta in relazione con l’esterno. Con acqua e aria. Umano, animale e vegetale.
La Manica Nuova è rivolta verso i rustici del Castello e gli spazi dedicati al lavoro della dimora. Qui trovano spazio Semper Eadem, realizzata nel 2004 per la riapertura del Teatro La Fenice di Venezia; Il mondo privato (2003) dove lo spazio circolare del Teatro di Verzura di Villa Caprile a Pesaro costruisce prospettive inattese; e Luci per K. 222 (2013) che riflette sul rapporto tra musica, scrittura e luce, ispirata al Museo internazionale e biblioteca della Musica di Bologna e al Misericordias Domini K. 222. di Wolfgang Amadeus Mozart.
L’intero progetto è attraversato da una riflessione sul rapporto tra luce e terra. Le proiezioni coinvolgono affreschi, porte, pavimenti e volte. E sono punteggiate da disegni, fotografie e argilla. Mentre il paesaggio del Parco, visibile dalle finestre del Castello, entra nel percorso espositivo come una presenza costante, mettendo in relazione interno ed esterno, natura e architettura. Con Teatro Terra, Grazia Toderi propone una lettura del Castello di Miradolo che intreccia storia, tecnica e visione. Un progetto in cui la dimensione intima della sua ricerca incontra quella collettiva del luogo, accompagnando il visitatore in un percorso che dalla materia della Terra conduce progressivamente verso la vastità del cosmo.
Grazia Toderi è una delle artiste più rappresentative del panorama italiano ed internazionale. Ha esposto alla Biennale di Venezia nel 1993, nel 1999 (quando ha ricevuto il Leone d’Oro), e nel 2009. Le sue opere sono state presentate in musei e istituzioni internazionali, tra cui Castello di Rivoli, Fundació Joan Miró di Barcellona, Museo Serralves di Oporto, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C., MAXXI di Roma e MART di Rovereto.
Per il Castello di Miradolo Grazia Toderi concepisce un percorso intersecando gli spazi della dimora storica con proiezioni video, disegni, fotografie, argille crude, terrecotte smaltate e installazioni di luce. Periodi differenti raramente esposti in un unico progetto espositivo.
Un intervento curato da Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, in cui il Castello e il Parco non sono il semplice contesto della mostra, ma diventano parte integrante dell’opera e dell’esperienza di visita.
Il percorso si sviluppa tra la Manica Storica e la Manica Nuova del Castello, due ali che diventano i poli di una riflessione costruita attorno ai due termini del titolo.
Da una parte la Terra, intesa come materia e come pianeta osservato dallo sguardo solitario dei satelliti; dall’altra il Teatro, dal greco théatron, “luogo da cui si osserva”, inteso come spazio della visione e della rappresentazione. Due percorsi che continuamente si compenetrano dando forma a un’unica esperienza.
La Manica Storica si affaccia sul giardino. Qui il rosso delle proiezioni Marco (I Mark We Mark), nato nel 2019 dai dialoghi con il fratello Marco Toderi, agronomo, è una mappatura o stratigrafia in trasformazione che evoca superfici terrestri o di altri pianeti, profondità del cosmo o meandri nascosti del corpo. In mostra appaiono sistemi di misurazione luminosi che attraversano lo spazio come per prendere misure, puntare, mantenere una posizione, mettere a fuoco. Il tema del conflitto, della trasformazione della geografia e della cartografia terrestre e celeste, è già presente in alcune opere in mostra della fine degli anni ’80. In Rosso Babele (2006), emerge una materia di luce rossastra dalla quale prende forma, si sgretola e sprofonda una torre evanescente, costruita dalla sovrapposizione di centinaia di livelli di trasparenza, riprese di lontane città.
Nell’antica Biblioteca il rosso lascia spazio al blu. In Zuppa dell’eternità e luce improvvisa (1994) l’artista tenta di camminare e aprire un ombrello sott’acqua, sperimentando una dimensione priva di gravità. Qui posta in relazione con l’esterno. Con acqua e aria. Umano, animale e vegetale.
La Manica Nuova è rivolta verso i rustici del Castello e gli spazi dedicati al lavoro della dimora. Qui trovano spazio Semper Eadem, realizzata nel 2004 per la riapertura del Teatro La Fenice di Venezia; Il mondo privato (2003) dove lo spazio circolare del Teatro di Verzura di Villa Caprile a Pesaro costruisce prospettive inattese; e Luci per K. 222 (2013) che riflette sul rapporto tra musica, scrittura e luce, ispirata al Museo internazionale e biblioteca della Musica di Bologna e al Misericordias Domini K. 222. di Wolfgang Amadeus Mozart.
L’intero progetto è attraversato da una riflessione sul rapporto tra luce e terra. Le proiezioni coinvolgono affreschi, porte, pavimenti e volte. E sono punteggiate da disegni, fotografie e argilla. Mentre il paesaggio del Parco, visibile dalle finestre del Castello, entra nel percorso espositivo come una presenza costante, mettendo in relazione interno ed esterno, natura e architettura. Con Teatro Terra, Grazia Toderi propone una lettura del Castello di Miradolo che intreccia storia, tecnica e visione. Un progetto in cui la dimensione intima della sua ricerca incontra quella collettiva del luogo, accompagnando il visitatore in un percorso che dalla materia della Terra conduce progressivamente verso la vastità del cosmo.
Grazia Toderi è una delle artiste più rappresentative del panorama italiano ed internazionale. Ha esposto alla Biennale di Venezia nel 1993, nel 1999 (quando ha ricevuto il Leone d’Oro), e nel 2009. Le sue opere sono state presentate in musei e istituzioni internazionali, tra cui Castello di Rivoli, Fundació Joan Miró di Barcellona, Museo Serralves di Oporto, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C., MAXXI di Roma e MART di Rovereto.
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