Ivana Sunjic. Reborn - Through India to my Soul
© Ivana Sunjic | Foto di Ivana Sunjic
Dal 7 Novembre 2024 al 8 Dicembre 2024
Torino | Visualizza tutte le mostre a Torino
Luogo: Pinacoteca Albertina
Indirizzo: Via Accademia Albertina 8
Costo del biglietto: dalle ore 10 alle 18 sabato e domenica. Eventuali gruppi potranno richiedere una visita in settimana guidati dalla fotografa
Telefono per informazioni: +39 327 97.99.185
Giovedì 7 novembre 2024 alle ore 10, presso la Rotonda di Talucchi, della Pinacoteca Albertina di Torino, si inaugura la mostra personale “Reborn – Through India To My Soul” della fotografa Ivana Sunjic, docente Nikon School, autrice di libri bestseller, con oltre 20K followers.
La mostra è un percorso che comprende una selezione di 80 scatti fotografici realizzati nell’autunno del 2023 dall’artista fotografa, in un unico piccolo ghetto di Varanasi nel Nord dell'India, considerata la capitale spirituale del paese e lì dove il fiume sacro Gange costituisce l'unico posto della terra in cui gli Dei, secondo l’induismo, permettono agli uomini di sfuggire al Samsara e al Mokcha, un perpetuo ciclo di vita, morte e rinascita, da cui ogni anima è imprigionata.
L’artista, che è stata anche assistente del fotoreporter e ritrattista Steve McCurry, oggi considerato tra i massimi esponenti della fotografia contemporanea, ha finanziato il suo progetto con una campagna di crowdfunding di oltre 100 donatori che dal 2019 hanno mantenuto attiva la loro partecipazione nonostante il suo viaggio fosse stato rimandato a ottobre 2023 a causa della pandemia.
Ivana, con il tema della rinascita, ha incontrato storie, paesaggi, tradizioni e sguardi di un Paese dalla storia millenaria e, con lo stile essenziale e mai ovvio che la caratterizza, ha restituito le suggestioni del suo obiettivo in immagini intitolate «Reborn». In esse vita e morte, inizio e fine, acquistano un sapore unico e inscindibile: una stagione tra le infinite stagioni si consuma tra le strade più affollate del globo, in un Paese dai mille contrasti e in cui l’accentuata componente spirituale è proverbiale.
Sunjic, di origine croata ma italiana d’adozione dal 2001, è specializzata in ritratto d’autore, fotografia di moda e fotografia di viaggio oltre ad insegnare fotografia attraverso un esclusivo metodo personale.
Con il maestro statunitense l’artista ha condiviso quella ricerca dell’anima più genuina della gente che, in un momento imprecisabile dell’osservazione, si può manifestare cambiando il corso delle cose. Catturare l’esperienza umana significa infatti attraversare diverse barriere per riuscire a cogliere il vero punto di contatto tra soggetto e autore.
“Il mio viaggio in India è consistito nel trovare una nuova fotografia, la mia” – ha dichiarato Ivana Sunjic - “quella che non somiglia a nessun altro, quella che scava dentro e non ha scuse. Si esprime con un linguaggio riconoscibile e riconducibile a una cosa sola: a me stessa. Per me c’è una sola via d’uscita, buttarmi dentro a una ricerca fotografica travolgente. Affrontare i miei demoni, fotografarli, perdonandoli, uno a uno, chiedendo agli angeli di essermi di supporto e gioiosamente, rinascere”.
Nell’anno in cui Torino si afferma sempre più a livello internazionale come una delle capitali della fotografia, in attesa di “Exposed”, il nuovo Festival Internazionale di Fotografia che si svolgerà nel mese di maggio, la mostra Reborn rappresenta un ulteriore celebrazione del mezzo fotografico che ha indubbiamente trasformato la vita di ognuno di noi.
La fotografia di Ivana è la ricerca dell’essenza, della verità e dell’eleganza.
Fa della luce il suo alleato più fedele, compone per totale sottrazione di elementi superflui e guarda oltre l’ovvio.
È specializzata in ritratto d’autore, fotografia di moda e fotografia di viaggio, temi che tratta volentieri anche come docente.
Ivana della sua fotografia dice:
“Ho cominciato a fotografare nel 2002 e quasi per errore, con un corso base pieno di tecnicismi e di giudizi negativi e non avevo capito quasi nulla.
Ho passato degli anni a sbagliare e a cercare la risposta alla domanda: che cosa fa diventare una fotografia bella una fotografia straordinaria?
Sono arrivata a questa risposta grazie al duro lavoro e all’insegnamento del mio maestro Steve McCurry, di cui successivamente sono diventata assistente.
È stato un percorso emozionante, faticoso e meraviglioso nello stesso tempo.
Negli anni pubblicato su riviste in Italia e all’estero, fatto numerose mostre e, seguito clienti di prestigio mondiale, ma la cosa che mi ha reso felice di più non sono i miei successi bensì quelli dei miei allievi; mi si apre il cuore quando superano addirittura le mie conoscenze e riescono ad andare oltre i confini fino a quel momento esplorati insieme. Qui si chiude il cerchio e tutto diventa magia.”
La mostra è un percorso che comprende una selezione di 80 scatti fotografici realizzati nell’autunno del 2023 dall’artista fotografa, in un unico piccolo ghetto di Varanasi nel Nord dell'India, considerata la capitale spirituale del paese e lì dove il fiume sacro Gange costituisce l'unico posto della terra in cui gli Dei, secondo l’induismo, permettono agli uomini di sfuggire al Samsara e al Mokcha, un perpetuo ciclo di vita, morte e rinascita, da cui ogni anima è imprigionata.
L’artista, che è stata anche assistente del fotoreporter e ritrattista Steve McCurry, oggi considerato tra i massimi esponenti della fotografia contemporanea, ha finanziato il suo progetto con una campagna di crowdfunding di oltre 100 donatori che dal 2019 hanno mantenuto attiva la loro partecipazione nonostante il suo viaggio fosse stato rimandato a ottobre 2023 a causa della pandemia.
Ivana, con il tema della rinascita, ha incontrato storie, paesaggi, tradizioni e sguardi di un Paese dalla storia millenaria e, con lo stile essenziale e mai ovvio che la caratterizza, ha restituito le suggestioni del suo obiettivo in immagini intitolate «Reborn». In esse vita e morte, inizio e fine, acquistano un sapore unico e inscindibile: una stagione tra le infinite stagioni si consuma tra le strade più affollate del globo, in un Paese dai mille contrasti e in cui l’accentuata componente spirituale è proverbiale.
Sunjic, di origine croata ma italiana d’adozione dal 2001, è specializzata in ritratto d’autore, fotografia di moda e fotografia di viaggio oltre ad insegnare fotografia attraverso un esclusivo metodo personale.
Con il maestro statunitense l’artista ha condiviso quella ricerca dell’anima più genuina della gente che, in un momento imprecisabile dell’osservazione, si può manifestare cambiando il corso delle cose. Catturare l’esperienza umana significa infatti attraversare diverse barriere per riuscire a cogliere il vero punto di contatto tra soggetto e autore.
“Il mio viaggio in India è consistito nel trovare una nuova fotografia, la mia” – ha dichiarato Ivana Sunjic - “quella che non somiglia a nessun altro, quella che scava dentro e non ha scuse. Si esprime con un linguaggio riconoscibile e riconducibile a una cosa sola: a me stessa. Per me c’è una sola via d’uscita, buttarmi dentro a una ricerca fotografica travolgente. Affrontare i miei demoni, fotografarli, perdonandoli, uno a uno, chiedendo agli angeli di essermi di supporto e gioiosamente, rinascere”.
Nell’anno in cui Torino si afferma sempre più a livello internazionale come una delle capitali della fotografia, in attesa di “Exposed”, il nuovo Festival Internazionale di Fotografia che si svolgerà nel mese di maggio, la mostra Reborn rappresenta un ulteriore celebrazione del mezzo fotografico che ha indubbiamente trasformato la vita di ognuno di noi.
La fotografia di Ivana è la ricerca dell’essenza, della verità e dell’eleganza.
Fa della luce il suo alleato più fedele, compone per totale sottrazione di elementi superflui e guarda oltre l’ovvio.
È specializzata in ritratto d’autore, fotografia di moda e fotografia di viaggio, temi che tratta volentieri anche come docente.
Ivana della sua fotografia dice:
“Ho cominciato a fotografare nel 2002 e quasi per errore, con un corso base pieno di tecnicismi e di giudizi negativi e non avevo capito quasi nulla.
Ho passato degli anni a sbagliare e a cercare la risposta alla domanda: che cosa fa diventare una fotografia bella una fotografia straordinaria?
Sono arrivata a questa risposta grazie al duro lavoro e all’insegnamento del mio maestro Steve McCurry, di cui successivamente sono diventata assistente.
È stato un percorso emozionante, faticoso e meraviglioso nello stesso tempo.
Negli anni pubblicato su riviste in Italia e all’estero, fatto numerose mostre e, seguito clienti di prestigio mondiale, ma la cosa che mi ha reso felice di più non sono i miei successi bensì quelli dei miei allievi; mi si apre il cuore quando superano addirittura le mie conoscenze e riescono ad andare oltre i confini fino a quel momento esplorati insieme. Qui si chiude il cerchio e tutto diventa magia.”
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